In apertura tutti i 20 titoli dello SMI erano in rosso dopo la peggior seduta dell’S&P 500 da aprile 2025; tra i grandi titoli sale solo UBS. Il franco si rafforza e l’euro scende a 0,9144, mentre l’indice resta sopra le medie mobili principali.
Venerdì 6 novembre la Borsa svizzera ha aperto in netto calo. Verso le 11:20 l’SMI segnava 14’681,91 punti, in calo dell’1,91% rispetto ai 14’967,73 della chiusura di giovedì 5 novembre, secondo i dati di Yahoo Finance. Sono valori di seduta rilevati in mattinata, non di chiusura. A pesare è il crollo di Wall Street di giovedì, quando gli investitori hanno venduto in massa i titoli legati all’intelligenza artificiale.
Come riporta cash.ch citando l’agenzia AWP, alle 9:30 tutti i 20 titoli dell’indice erano in calo e lo SMI perdeva l’1,81%. Scendevano anche lo SMIM, dell’1,30%, e l’indice allargato SPI, dell’1,56%. Secondo finanzen.ch l’apertura era stata a 14’701,05 punti, e il sito parla di una correzione dopo i guadagni della seduta precedente e di prudenza tra gli investitori.
Wall Street e l’effetto delle elezioni di metà mandato
Giovedì 5 novembre l’S&P 500 ha perso il 4,36%, la peggior seduta da aprile 2025. Il Nasdaq 100 è sceso del 6,36% e si trova ora circa l’11% sotto il massimo di ottobre (dati cash.ch). Secondo cash.ch gli investitori temono regole più severe sull’IA dopo la vittoria dei Democratici alle elezioni di metà mandato. Gli elettori si sono espressi anche contro i data center. Nvidia ha perso il 9,3%, Micron il 17,5%, AMD il 15,9% e CoreWeave il 14,9%. L’agenzia AP spiega che il voto ha reso più probabile che i governi sospendano la costruzione di nuovi data center, con una minore domanda di chip, di elettricità e di servizi.
Fortune parla di 3’000 miliardi di dollari svaniti con il crollo dei titoli dei chip, il giorno dopo il miglior rally successivo alle elezioni di metà mandato degli ultimi 44 anni. Mercoledì 4 novembre, dopo il voto, anche Zurigo aveva festeggiato con il record dello SMI in seduta. In Asia, venerdì mattina, il Nikkei cedeva il 5,96%, riferisce cash.ch.
Vendite sui difensivi, UBS sale
In Svizzera le vendite colpiscono soprattutto i titoli difensivi, che sono anche i più pesanti dell’indice. Verso le 11:20, secondo Yahoo Finance, Novartis perdeva il 2,59% a 130,64 franchi, Roche il 2,41% a 389,40 e Nestlé il 2,28% a 85,24. Il calo maggiore era quello di Swiss Re, in ribasso del 3,71% a 153,30 franchi, dopo i risultati dei nove mesi presentati giovedì. Secondo cash.ch gli analisti di UBS ritengono che utili stabili e rinnovi più lenti possano pesare su una valutazione già alta, e confermano il giudizio «Sell» con obiettivo a 115 franchi. LBBW alza invece l’obiettivo a 170 franchi, con giudizio «Hold».
La società di analisi Octavian, riferisce ancora cash.ch, ha alzato l’obiettivo su Roche a 424 franchi («Buy») e quello su Novartis a 140 franchi («Hold»). Medacta cedeva oltre il 9% dopo aver annunciato utili più bassi del previsto. In controtendenza UBS, in rialzo dello 0,53% secondo Yahoo Finance; secondo cash.ch salivano anche Julius Bär, ams-OSRAM e VAT.
I livelli tecnici osservati
Malgrado il calo, lo SMI resta sopra la media mobile a 20 giorni (14’529 punti), a quella a 50 giorni (14’174) e a quella a 200 giorni (13’768), secondo Yahoo Finance. L’RSI, l’indice di forza relativa che misura la velocità dei movimenti di prezzo, è a 58: un valore intermedio, lontano sia dagli eccessi di acquisto sia da quelli di vendita. Su un mese l’indice guadagna ancora il 7,66% e su un anno il 19,38%. Rispetto al massimo annuo di 15’092,56 punti, toccato nelle ultime 20 sedute, si trova però più di 400 punti più in basso.
Al rialzo, i livelli da osservare sono le chiusure di giovedì (14’967) e di mercoledì (15’022), poi il massimo annuo. Al ribasso, il primo supporto è la media a 20 giorni, poi quella a 50 giorni. Più sotto si trovano il minimo delle ultime 20 sedute (13’817) e la media a 200 giorni. Il calo potrebbe proseguire se le vendite sui titoli dell’IA continuassero o se aumentassero i timori di nuovi rialzi dei tassi negli Stati Uniti.
Cosa cambia per chi investe in franchi
Nella seduta del 6 novembre i fondi azionari svizzeri e i conti di terzo pilastro investiti in titoli perdono valore, soprattutto per il peso di Nestlé, Novartis e Roche nell’indice. Su un orizzonte più lungo, però, l’indice resta vicino ai massimi e guadagna circa l’11% da inizio anno, secondo finanzen.ch. Per chi ha fondi in euro o in dollari conta anche il cambio. Secondo Yahoo Finance l’euro scende a 0,9144 franchi (-0,31% in giornata e -0,71% su cinque sedute), contro un cambio di riferimento BCE di 0,918 del 5 novembre. Con il franco più forte, i guadagni sugli investimenti esteri valgono meno franchi. Ai frontalieri, invece, il salario in franchi rende qualche euro in più.
Secondo cash.ch il dollaro si rafforza perché gli investitori cercano beni rifugio. Il rendimento del titolo di Stato americano a 10 anni è sceso al 4,84%, indica AP.
I prossimi appuntamenti
Venerdì 6 novembre la BNS pubblica le riserve valutarie di ottobre. Nel pomeriggio arrivano i dati sul mercato del lavoro negli Stati Uniti: secondo cash.ch sono attesi 65’000 nuovi posti di lavoro, contro i 29’000 di settembre, con la disoccupazione stabile al 4,2%. Da questi numeri i mercati cercheranno indicazioni su un nuovo rialzo dei tassi della Fed a dicembre. In Svizzera, con l’inflazione all’1,5% a ottobre, la prossima decisione della BNS sui tassi è attesa il 10 dicembre.
Le cose da sapere
- Verso le 11:20 lo SMI perdeva l’1,91% a 14’681,91 punti (dato di seduta, non di chiusura).
- Il calo segue la caduta di Wall Street del 5 novembre, provocata dalle vendite sui titoli dell’IA dopo il voto di metà mandato negli Stati Uniti.
- Swiss Re, Novartis, Roche e Nestlé tra i titoli più deboli; UBS in rialzo.
- L’indice resta sopra le medie mobili a 20, 50 e 200 giorni; l’euro scende a 0,9144 franchi.
- Prossimi appuntamenti: dati USA sul lavoro venerdì pomeriggio, BNS il 10 dicembre.
Le quotazioni citate sono indicative al momento della pubblicazione e non costituiscono un consiglio di investimento.
Fonti: cash.ch (AWP), finanzen.ch, AP, Fortune, Yahoo Finance, BCE
Foto: Dietmar Rabich, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
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