Il riassicuratore zurighese batte le stime grazie a catastrofi naturali meno costose del previsto e conferma l’obiettivo di 4,5 miliardi per il 2026. Nel ramo danni, però, il margine atteso dai nuovi contratti scende da 2,5 a 1,8 miliardi, segno che i prezzi della riassicurazione sono sotto pressione.
Swiss Re ha chiuso i primi nove mesi del 2026 con un utile netto di 4,2 miliardi di dollari, in crescita del 3% rispetto ai 4,0 miliardi dello stesso periodo del 2025. Il gruppo zurighese è un riassicuratore: assicura a sua volta le compagnie di assicurazione. I conti, pubblicati giovedì 5 novembre, sono migliori delle attese degli analisti, soprattutto perché i danni da catastrofi naturali sono stati inferiori al previsto.
Secondo Reuters, l’utile esatto è di 4,17 miliardi di dollari, contro un consenso degli analisti di 3,98 miliardi. Keystone-ATS indica invece una media delle stime di 3,97 miliardi. Nel solo terzo trimestre il gruppo ha guadagnato 1,3 miliardi. Il rendimento del capitale proprio (ROE) resta al 22,5%, come un anno fa. Swiss Re conferma l’obiettivo di un utile di 4,5 miliardi per il 2026: nel comunicato il gruppo e tutte le sue divisioni si dicono «ben avviati» a raggiungerlo.
Il ramo vita traina, i danni rallentano
Il contributo più forte arriva da L&H Re, la riassicurazione vita e salute, che ha guadagnato 1,5 miliardi di dollari (+43%). Swiss Re attribuisce la crescita a una mortalità favorevole negli Stati Uniti. Keystone-ATS ricorda però che il confronto è facilitato: nel 2025 il segmento aveva registrato pesanti svalutazioni. Secondo Reinsurance News, quest’anno L&H Re punta a un utile di 1,7 miliardi.
Nella riassicurazione danni (P&C Re) l’utile è sceso del 6% a 2,2 miliardi, in condizioni di mercato definite competitive. Il combined ratio è al 77,3% (77,6% un anno fa). L’indice mette in rapporto sinistri più costi con i premi incassati: sotto il 100% la compagnia realizza un utile tecnico. L’obiettivo annuo è restare sotto l’85%. I grandi sinistri sono costati 941 milioni, di cui 640 milioni per catastrofi naturali, in particolare il terremoto di agosto in Colombia e la tempesta Kristin, che a gennaio ha colpito il Portogallo. Corporate Solutions, la divisione che assicura le grandi imprese, ha guadagnato 714 milioni (693 milioni un anno fa).
Nella riassicurazione danni i prezzi sono sotto pressione
Il dato più delicato riguarda i contratti nuovi. Il margine contrattuale sui nuovi affari (CSM) misura l’utile che ci si aspetta in futuro dai contratti appena firmati. Per il gruppo è sceso a 2,8 miliardi da 3,9 miliardi, nel solo ramo danni a 1,8 miliardi da 2,5. Calano anche i ricavi assicurativi, a 31,2 miliardi (32,0). Il direttore finanziario Anders Malmström, citato da Reinsurance News, spiega che i margini più bassi «riflettono l’attuale contesto competitivo dei prezzi nel ramo danni».
Il CEO Andreas Berger rivendica un risultato che «riflette una selezione disciplinata dei rischi e le scelte deliberate» del gruppo. Sempre secondo Reinsurance News, le sue priorità restano due: gli obiettivi finanziari e la «solidità complessiva del gruppo». Molto dipende comunque dalle catastrofi. La stessa Swiss Re avverte che il cambiamento climatico mette a rischio le assicurazioni, e un anno di grandi disastri basta a cambiare i numeri, come nel 2022, chiuso con un utile di soli 472 milioni di dollari.
Capitale abbondante: SST al 259% e riacquisti quasi conclusi
Swiss Re stima l’indice SST al 259% al 1° ottobre 2026, sopra la fascia obiettivo del 200-250%. L’SST (Swiss Solvency Test) è il test di solvibilità richiesto dalla FINMA, l’autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari. Il programma di riacquisto di azioni da 1,5 miliardi di dollari, annunciato a febbraio, è quasi completato. L’obiettivo di risparmio sui costi sale a 500 milioni entro il 2028, dai 300 milioni entro il 2027 previsti finora. Gli investimenti hanno reso il 4,0%, un risultato che Reuters definisce «solido». Nel terzo trimestre il rendimento di reinvestimento è stato del 5,6%.
Cosa cambia per chi investe in franchi
Secondo i dati Yahoo Finance di metà mattina di giovedì 5 novembre (verso le 10.15, quindi provvisori), l’azione valeva 157,30 franchi, +0,8%. In giornata aveva toccato 157,75 franchi, il massimo delle ultime 52 settimane. In un mese il titolo ha guadagnato il 9,4%, in un anno il 5%. Il minimo delle ultime 52 settimane è di 114,05 franchi, la media mobile a 200 giorni di circa 132,9 franchi. Lo SMI, intanto, ha appena segnato il record di 14’890 punti dopo le elezioni di metà mandato negli USA.
- Esposizione indiretta: Swiss Re fa parte dello SMI ed è presente in molti portafogli e casse pensioni svizzere. Anche chi non possiede l’azione ne risente attraverso i fondi indicizzati e la cassa pensioni.
- Valuta: i conti sono in dollari, il titolo è quotato in franchi. Per chi investe in CHF, il rendimento dipende anche dal cambio tra dollaro e franco.
- Capitale: con l’SST sopra la fascia obiettivo, il gruppo dispone di un margine di capitale.
- Prezzi: i margini più bassi sui nuovi contratti nel ramo danni sono il dato da seguire per gli utili dei prossimi anni.
Le cose da sapere
- Utile di 4,2 miliardi di dollari nei nove mesi (+3%), sopra il consenso indicato da Reuters e da Keystone-ATS.
- L’obiettivo 2026 di 4,5 miliardi è confermato.
- La riassicurazione vita e salute cresce del 43%, quella danni cala del 6%.
- L’indice SST stimato è al 259%, il riacquisto da 1,5 miliardi è quasi concluso.
Il prossimo banco di prova sono i conti dell’intero 2026, da confrontare con l’obiettivo di 4,5 miliardi di dollari.
Fonti: comunicato di Swiss Re (via FAnews), Reuters, Reinsurance News, Keystone-ATS, Yahoo Finance
Foto: Roland zh, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons
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