Il rincaro sale dall’1,0% di settembre e supera le attese degli economisti, che lo vedevano tra l’1,1% e l’1,4%. L’inflazione di fondo, che esclude energia, carburanti e prodotti freschi, resta invece ferma allo 0,5%.
Martedì 3 novembre l’UST, l’Ufficio federale di statistica, ha comunicato che a ottobre l’inflazione in Svizzera è salita all’1,5% su base annua, dall’1,0% di settembre. Secondo la SRF è il livello più alto da dicembre 2023. Gli economisti si aspettavano un valore tra l’1,1% e l’1,4%.
A spingere sono soprattutto i prodotti petroliferi, che costano il 40% in più di un anno fa. Su un mese l’indice dei prezzi al consumo è cresciuto dello 0,2% e si è portato a 101,7 punti, dati confermati anche dall’agenzia AWP su cash.ch e da 20 Minuten. L’inflazione di fondo, che esclude energia, carburanti, prodotti freschi e stagionali, è rimasta stabile allo 0,5%.
Dallo 0,8% di agosto all’1,5%: il peso del petrolio
La salita è stata rapida. A inizio anno, ricorda AWP, l’inflazione era vicina allo zero e nel 2025 la media annua si era fermata allo 0,2%. Ad agosto il tasso era allo 0,8%, come riporta il Blick: in due mesi è quasi raddoppiato.
Il quotidiano zurighese indica due cause. La prima è la guerra in Iran: il blocco dello Stretto di Hormuz crea problemi di approvvigionamento. La seconda è la siccità, che ha abbassato il livello del Reno. Le navi caricano meno merce e il trasporto dei prodotti petroliferi costa di più. Oltre all’energia sono rincarate le scarpe e le prestazioni ospedaliere ambulatoriali. Sono calati invece i prezzi delle prestazioni negli studi medici, dei viaggi forfettari all’estero e dei pernottamenti in albergo.
Il dato svizzero resta contenuto rispetto all’estero. A settembre l’inflazione era al 3,8% nell’eurozona e al 3,7% negli Stati Uniti, ricorda il Blick. E anche con l’1,5%, osserva la SRF, la Svizzera rimane nella fascia tra lo 0% e il 2% che la BNS considera stabilità dei prezzi.
BNS: cosa c’è in gioco giovedì 10 dicembre
La Banca nazionale svizzera comunicherà la prossima valutazione della politica monetaria giovedì 10 dicembre alle 9.30, con una conferenza stampa alle 10.00. Nell’ultimo comunicato della BNS, del 24 settembre, l’istituto scriveva: «La Banca nazionale mantiene invariato il tasso guida BNS allo 0%». In quell’occasione la BNS aveva rivisto al rialzo la previsione d’inflazione: una media dello 0,7% nel 2026 e dello 0,8% nel 2027 e nel 2028. Prevedeva un rincaro ancora in leggera salita nel quarto trimestre e poi in calo nel corso del 2027. Le stime partivano da un tasso guida allo 0% per tutto il periodo.
Il riassunto della discussione di politica monetaria, pubblicato il 22 ottobre, indica il rischio: «Più a lungo il prezzo del petrolio resta alto, più cresce il rischio di effetti di secondo impatto». Il timore è che i rincari dell’energia passino ad altri prezzi e ai salari. Lo stesso documento nota però che finora questi effetti «non si vedono ancora» e definisce la politica monetaria «tuttora espansiva». Per il Blick, se la tendenza continua crescerà la pressione sulla BNS perché valuti un rialzo dei tassi a dicembre. Per ora non c’è alcuna decisione.
Il franco: più debole da giugno, più forte nell’ultimo mese
Sui prezzi pesa anche la valuta. Secondo la BNS, da giugno il franco ha perso circa il 3% in termini ponderati per il commercio, e questo ha contribuito ad alzare la previsione d’inflazione a medio termine. La Banca nazionale si è detta pronta a intervenire sul mercato dei cambi se necessario.
Nelle ultime settimane il franco ha però recuperato terreno sull’euro. Secondo i dati di Yahoo Finance, martedì 3 novembre l’euro valeva 0,9145 franchi, lo 0,61% in meno in giornata e l’1,87% in meno in un mese. Il minimo delle ultime 52 settimane è 0,8981. Lunedì 2 novembre il cambio era ancora a 0,9212, come avevamo scritto nel pezzo sull’euro-franco dopo l’addio annunciato di Lagarde.
Cosa cambia per chi vive in Ticino
Riscaldamento. Per chi si scalda a nafta contano i prezzi dell’olio da riscaldamento citati dal Blick, che sono medie nazionali. A metà ottobre l’olio da riscaldamento costava 173,50 franchi per 100 litri, e a fine settembre il rincaro su un anno era di circa il 70%. In estate avevamo segnalato la nafta più cara del 31% in un anno. Chi deve ancora riempire la cisterna paga oggi molto più di un anno fa.
Carburanti. Per chi usa l’auto contano i prezzi alla pompa. Secondo le medie nazionali citate dal Blick, la benzina costa in media 2,11 franchi al litro, circa 50 centesimi più che a inizio anno. Il diesel è a 2,40 franchi, quasi 70 centesimi in più.
Ipoteche. Le ipoteche a tasso variabile seguono in genere i tassi del mercato monetario, quindi il tasso guida della BNS. Un rialzo a dicembre potrebbe farne salire il costo, mentre con il tasso allo 0% non cambierebbe nulla. Le ipoteche fisse già firmate restano invariate fino alla scadenza.
Risparmi e salari. Con il tasso guida allo 0% gli interessi sui conti restano bassi, e un rincaro dell’1,5% erode il valore reale del denaro fermo. Per il 2026 si prevedono salari in aumento dello 0,4%, meno dell’inflazione di ottobre. Per i frontalieri pagati in franchi conta anche il cambio: nell’ultimo mese il franco si è rafforzato sull’euro, quindi lo stesso stipendio, convertito, vale più euro in Italia.
Le cose da sapere
- L’inflazione di ottobre è all’1,5% (settembre: 1,0%), il livello più alto da dicembre 2023, secondo l’UST.
- A spingere sono i prodotti petroliferi (+40% su un anno). L’inflazione di fondo è ferma allo 0,5%.
- La BNS decide giovedì 10 dicembre: oggi il tasso guida è allo 0% e la banca vede un rischio di effetti di secondo impatto, che però finora non si vedono.
- Martedì 3 novembre l’euro valeva 0,9145 franchi, in calo dell’1,87% in un mese secondo Yahoo Finance.
- Nafta a 173,50 franchi per 100 litri a metà ottobre e diesel a 2,40 franchi al litro in media, secondo il Blick.
La BNS comunicherà la decisione sul tasso guida giovedì 10 dicembre alle 9.30.
Fonti: SRF, Blick, cash.ch/AWP, 20 Minuten, Yahoo Finance, comunicato della BNS del 24 settembre 2026, riassunto della discussione di politica monetaria BNS del 22 ottobre 2026, UST
Foto: Robbie Conceptuel, CC0, via Wikimedia Commons
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