L’Ufficio federale di statistica stima l’aumento salariale più modesto degli ultimi anni, mentre il carovita di agosto ha sorpreso al rialzo: ecco cosa significano i numeri per il portafoglio e cosa puoi ancora controllare da qui a fine anno
L’Ufficio federale di statistica (UST) ha reso noto che nel 2026 i salari nominali in Svizzera sono aumentati dello 0,4% rispetto all’anno precedente. È la stima provvisoria più bassa degli ultimi cinque anni, e arriva proprio mentre l’inflazione dà segnali di risveglio: ad agosto l’indice dei prezzi al consumo è salito dello 0,8% su base annua, ben oltre le attese degli analisti. Se le previsioni dei principali istituti - Seco, Banca nazionale svizzera (BNS), KOF, Ocse, Economiesuisse, UBS e Fondo monetario internazionale, che stimano un rincaro 2026 fra lo 0,4% e lo 0,8% - dovessero confermarsi, chi lavora in Svizzera rischia di chiudere l’anno con uno stipendio che, in termini reali, vale uguale o addirittura meno di dodici mesi fa.
Quanto valgono i numeri
Il confronto storico aiuta a capire la portata del cambiamento. Negli ultimi due anni il potere d’acquisto era cresciuto: nel 2025 i salari erano saliti dell’1,8% a fronte di un’inflazione dello 0,2% (minimo da cinque anni), e già nel 2024 l’aumento degli stipendi (+1,8%) aveva superato quello dei prezzi (+1,1%). Prima, però, la tendenza era opposta.
| Anno | Salari nominali | Inflazione | Effetto sul potere d’acquisto |
|---|---|---|---|
| 2021 | -0,2% | +0,6% | perdita |
| 2022 | +0,9% | +2,8% | perdita (la più grave dal dopoguerra) |
| 2023 | +1,7% | +2,1% | perdita |
| 2024 | +1,8% | +1,1% | guadagno |
| 2025 | +1,8% | +0,2% | guadagno |
| 2026 (stima) | +0,4% | 0,4%-0,8% attesi | a rischio |
Va anche detto che la stima UST 2026 arriva con un metodo diverso dal solito: di norma l’ente di Neuchâtel pubblica un primo dato dopo il primo trimestre, ma quest’anno il valore era considerato troppo incerto dal punto di vista statistico ed è stato scartato. Il 4,0 per mille diffuso ora è dunque il primo dato dell’anno, basato sui cedolini cumulati dell’intera economia elvetica, e potrà essere rivisto nei prossimi mesi.
Perché in Ticino il conto è più salato
Il dato nazionale, da solo, non racconta tutta la storia per chi vive nella Svizzera italiana. Il costo della vita percepito dalle famiglie può discostarsi parecchio dall’indice ufficiale dei prezzi: è il caso soprattutto dei premi di cassa malati, esclusi dal calcolo dell’IPC ma fra i più alti del Paese e in costante crescita, in particolare nel nostro Cantone. A questo si somma un secondo fattore strutturale: i salari in Ticino restano più bassi di oltre il 20% rispetto al resto della Confederazione, complice la forte presenza di manodopera frontaliera e un mercato del lavoro con una struttura diversa da quella degli altri Cantoni. Un aumento salariale nazionale già modesto, applicato a una base di partenza più bassa, pesa proporzionalmente di più sul bilancio di chi vive fra Mendrisio e Airolo.
Cosa puoi fare da qui a fine anno
Settembre e ottobre sono, non a caso, i mesi in cui si aprono le trattative salariali per l’anno successivo nei contratti collettivi di lavoro (CCL): se il tuo settore prevede una revisione annuale, è il momento per far valere il divario fra l’aumento medio dello 0,4% e un’inflazione che potrebbe arrivare al doppio. Chi non ha margine di negoziazione salariale può comunque limitare i danni sul fronte del risparmio: con il tasso guida della BNS fermo allo 0,00% dal giugno 2025, lasciare liquidità inutilizzata sul conto significa vederla erodersi dall’inflazione senza alcun compenso. Versare il massimale deducibile nel pilastro 3a entro il 31 dicembre resta uno dei pochi strumenti che uniscono protezione del capitale e vantaggio fiscale immediato. Sul fronte dei costi fissi, verificare le condizioni della propria cassa malati in vista della scadenza di disdetta del 30 novembre e valutare un blocco del tasso ipotecario prima della prossima riunione della BNS del 24 settembre sono le due mosse più concrete per non lasciare che il divario fra stipendio e carovita si allarghi ulteriormente.
Le cose da sapere
- I salari nominali 2026 crescono dello 0,4%, il dato più basso degli ultimi cinque anni.
- L’inflazione attesa dagli istituti oscilla fra lo 0,4% e lo 0,8%; ad agosto ha già sorpreso al rialzo, attestandosi allo 0,8% su base annua.
- L’ultima vera perdita di potere d’acquisto risale al 2023 e soprattutto al 2022 (+0,9% di salari contro +2,8% di inflazione, la più grave dal dopoguerra).
- In Ticino il rischio si somma ad altri due fattori strutturali: salari mediani già più bassi di oltre il 20% rispetto al resto della Svizzera e premi di cassa malati fra i più alti del Paese, esclusi dal calcolo dell’IPC.
- Le prossime scadenze utili sono tre: trattative salariali in autunno, disdetta della cassa malati entro il 30 novembre, versamento del pilastro 3a entro il 31 dicembre.
Il dato completo, con il dettaglio per settore economico, è consultabile sulla pagina della stima trimestrale dei salari nominali dell’Ufficio federale di statistica, che verrà aggiornata nei prossimi mesi assieme alle nuove stime sull’inflazione. Sul fronte dei prezzi, il quadro completo di agosto è nel nostro approfondimento sull’inflazione svizzera.
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