Il franco resta vicino ai massimi del mese contro l’euro. La BCE ha lasciato il tasso sui depositi al 2,5% e il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha annunciato che Christine Lagarde lascerà la guida dell’istituto il 7 febbraio 2027. In Svizzera il PMI dell’industria sale a 56,7 punti, sopra le attese degli economisti.
Lunedì 2 novembre il cambio euro/franco resta poco sopra quota 0,92. In mattinata segnava 0,9212 secondo i dati di Yahoo Finance, con l’euro in calo dell’1,39% su un mese. La moneta unica esce da una settimana pesante. Giovedì 29 ottobre la Banca centrale europea (BCE) ha lasciato fermi i tassi e Christine Lagarde ha annunciato che lascerà la presidenza il 7 febbraio 2027.
Chi in Ticino o nei Grigioni italiani guadagna in franchi e spende in euro ha più potere d’acquisto oltre confine grazie al franco forte. Esportatori e turismo pagano invece il conto sui margini. Martedì 3 novembre esce il dato sull’inflazione svizzera di ottobre, che potrebbe muovere il cambio.
BCE ferma al 2,5% e l’uscita anticipata di Lagarde
Come riporta Euronews, la BCE ha mantenuto il tasso sui depositi al 2,5%. Quest’anno lo aveva già alzato due volte per il caro energia provocato dalla guerra in Iran, l’ultima a settembre. Nel comunicato l’istituto scrive che i prezzi energetici hanno «continuato a crescere» e vede rischi al rialzo per l’inflazione e al ribasso per la crescita. A settembre l’inflazione dell’eurozona è salita al 3,8%, quasi il doppio dell’obiettivo del 2%.
Lagarde se ne andrà circa nove mesi prima della scadenza del mandato. Secondo SoldiOnline/ANSA, a dare l’annuncio è stato il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, che ha detto di riconoscere «rispettosamente» la decisione. La BCE non ha spiegato i motivi. Euronews riferisce che alcune ricostruzioni legano i tempi dell’uscita alle presidenziali francesi dell’aprile 2027. Per la successione circolano i nomi di Pablo Hernández de Cos e Klaas Knot.
Sull’euro pesa anche la Francia. La settimana scorsa il rendimento del decennale francese ha superato il 5% per la prima volta dal 2002, con uno spread di circa 155 punti base sul Bund tedesco. Moody’s ha confermato il rating Aa3 con outlook negativo. Come ricostruito nella nostra analisi del 26 ottobre, la crisi politica francese aveva già spinto l’euro sotto 0,92 il 22 ottobre.
Livelli tecnici: il cambio vicino ai minimi del mese
Nelle ultime venti sedute il cambio ha oscillato tra 0,9183 e 0,9367, secondo i dati di Yahoo Finance, che restano indicativi. Il prezzo attuale si trova quindi nella parte bassa della fascia. Il cambio è appena sotto la media mobile a 200 giorni (0,9235) e sotto anche le medie a 20 giorni (0,9274) e a 50 giorni (0,9357). L’indice di forza relativa (RSI, che misura la velocità dei movimenti di prezzo) a 14 giorni è a 36: area debole, ma non estrema.
Per un recupero dell’euro servirebbe una chiusura stabile sopra la media a 200 giorni e poi sopra 0,9274. A quel punto tornerebbe raggiungibile la zona fra 0,9357 e 0,9367. Potrebbe spingere in questa direzione un allentamento delle tensioni sul debito francese. Al ribasso, se il cambio scendesse sotto il minimo delle venti sedute a 0,9183, il riferimento successivo sarebbe il minimo delle 52 settimane a 0,8981. Un nuovo allargamento dello spread francese potrebbe favorire questa strada. Il massimo delle 52 settimane è a 0,9486.
Industria svizzera in crescita, BNS pronta a intervenire
In Svizzera l’industria tiene il passo. L’agenzia AWP riporta su cash.ch che a ottobre l’indice dei direttori d’acquisto (PMI, un sondaggio sulle aziende) dell’industria, calcolato da procure.ch e UBS, è salito a 56,7 punti dai 55,3 di settembre. Gli economisti si aspettavano un valore tra 54,0 e 56,0. L’indice è sopra la soglia di crescita di 50 per l’ottavo mese di fila, quello dei servizi è a 59,9. La componente occupazione è invece leggermente calata. Secondo l’agenzia, la ripresa della produzione «non si riflette ancora sull’occupazione». Circa il 20% delle imprese dichiara oneri in aumento a causa delle misure protezionistiche.
La Banca nazionale svizzera (BNS) ha lasciato il tasso guida allo 0% il 24 settembre. Come riporta swissinfo, il presidente Martin Schlegel ha detto che la BNS è «ancora pronta a intervenire» sul mercato dei cambi se servisse. L’Ufficio federale di statistica (UST) ha registrato a settembre un’inflazione dell’1,0% su un anno.
Cosa cambia per chi vive e lavora in Ticino
Per chi ha risparmi in franchi i conti sono semplici. A 0,9212, 1’000 franchi valgono circa 1’085 euro, mentre al massimo delle 52 settimane (0,9486) ne valevano circa 1’054. Una spesa di 3’000 euro in Italia costa oggi circa 2’764 franchi, contro i 2’846 che sarebbero serviti a 0,9486.
Per i frontalieri il bilancio è meno netto. Chi vive in Italia e riceve lo stipendio in franchi ottiene più euro al momento del cambio. Secondo un sondaggio, però, il 55,6% dei frontalieri si sente pagato meno dei residenti e quasi la metà dice di aver perso potere d’acquisto. Per esportatori e turismo, il franco forte rende più cari prodotti e soggiorni per la clientela dell’eurozona. Il Landesspiegel ricorda tuttavia che a febbraio un sondaggio UBS indicava 0,91 franchi per euro a fine 2026. Con il cambio sopra quel livello, chi esporta se la cava meglio di quanto temesse.
Gli appuntamenti
- Martedì 3 novembre, ore 8:30: inflazione svizzera di ottobre. I calendari economici indicano un consensus dell’1,3%, contro l’1,0% del mese precedente.
- Dicembre: valutazione di politica monetaria della BNS. Secondo swissinfo, la maggior parte degli analisti non si attende rialzi prima del 2028.
- Dicembre: riunione della BCE, con l’inflazione dell’eurozona al 3,8%.
- 7 febbraio 2027: Lagarde lascia la presidenza della BCE.
Fino alla riunione BCE di dicembre restano da seguire lo spread francese e la scelta del successore di Lagarde.
Le quotazioni citate sono indicative al momento della pubblicazione e non costituiscono un consiglio di investimento.
Fonti: Euronews, cash.ch/AWP, SoldiOnline/ANSA, swissinfo, Ufficio federale di statistica, Landesspiegel, Yahoo Finance, calendari economici
Foto: Tony Webster, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons
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