Il cambio euro-franco viaggia in area 0,93-0,94, a un soffio dal minimo storico di marzo. L’inflazione agosto sale allo 0,8% ma resta bassa: gli analisti sono unanimi, la Banca nazionale svizzera non toccherà i tassi. Cosa significa per la spesa oltreconfine, il mutuo e il conto di risparmio
Il 24 settembre la Banca nazionale svizzera (BNS) si riunisce per la sua terza decisione di politica monetaria del 2026, e la previsione degli analisti è pressoché unanime: il tasso guida resterà fermo allo **0,00%**, dove si trova dal giugno 2025. Non è una notizia di per sé, ma le sue conseguenze pesano ogni giorno sul portafoglio di chi vive in Ticino: dal cambio con cui si paga la spesa a Como fino al rendimento (quasi nullo) del conto di risparmio.
Il dato che ha riacceso l’attenzione è l’inflazione: a agosto l’indice nazionale dei prezzi al consumo è salito dello 0,8% su base annua, un’accelerazione superiore alle attese degli economisti, che si aspettavano un rincaro fra lo 0,5% e lo 0,6%. Resta comunque un valore basso, dentro la fascia obiettivo della BNS (0-2%) ma nella sua parte più prudente: non abbastanza per far pensare a un rialzo, non abbastanza vicino allo zero per far temere la deflazione.
Perché la BNS non si muoverà
Con il tasso guida già a zero, alla banca centrale restano in pratica solo due leve per gestire il franco: tornare in territorio negativo, oppure comprare valuta estera per indebolirlo. Nessuna delle due sembra imminente. Il franco resta forte - il cambio euro/franco viaggia da settimane in area 0,93-0,94, non lontano dal massimo storico di 0,909 toccato a marzo - ma un ritorno ai tassi sotto zero richiederebbe uno scenario ben peggiore: inflazione sotto zero, cambio sotto quota 0,90, segnali recessivi conclamati. Per ora nessuno di questi tre ingredienti c’è, e la stessa BNS ha smentito più volte le speculazioni in tal senso.
Quanto vale il franco forte per chi vive in Ticino
Per il consumatore ticinese il franco forte è, nell’immediato, una buona notizia: rende più conveniente la spesa oltreconfine nel comasco e nel varesotto, dai supermercati ai carburanti fino ai servizi. Con un cambio a 0,93-0,94, cento euro di spesa fatta in Lombardia costano oggi sui 93-94 CHF, contro i quasi 100 CHF di pochi anni fa quando la parità era più vicina. È lo stesso meccanismo che tiene bassa l’inflazione importata in Svizzera: i beni comprati o pagati in euro costano meno in franchi.
Il rovescio della medaglia riguarda chi esporta: un franco stabilmente forte comprime i margini delle aziende ticinesi orientate ai mercati esteri, in particolare le piccole e medie imprese del settore industriale che non hanno la stessa capacità delle multinazionali di scaricare il cambio sui prezzi. È una pressione strutturale, non legata alla singola decisione di settembre, ma che si somma alle difficoltà già segnalate quest’anno per il tessuto MEM cantonale.
Cosa cambia (poco) per mutuo e conto risparmio
Chi ha un’ipoteca o sta valutando di accenderne una non deve aspettarsi sorprese dalla riunione del 24 settembre: con il tasso guida fermo, anche il tasso Saron resta stabile, e la forbice con le ipoteche a tasso fisso a lungo termine è ormai ridotta a circa un punto percentuale. Chi tiene i risparmi su un conto bancario continuerà a incassare poco o nulla: la remunerazione media dei conti di risparmio svizzeri si è fermata allo 0,11%, con PostFinance e UBS praticamente a zero. Finché il tasso guida resta a zero, la situazione non cambierà: lo abbiamo raccontato in dettaglio parlando di dove spostare la liquidità per non perdere potere d’acquisto.
Le cose da sapere in breve:
- La BNS decide il 24 settembre: il consenso degli analisti è per un tasso guida confermato allo 0,00%.
- L’inflazione di agosto è salita allo 0,8% su base annua, sopra le attese ma ancora nella fascia bassa dell’obiettivo BNS.
- Il cambio euro/franco resta forte, in area 0,93-0,94: buona notizia per chi fa la spesa oltreconfine, pressione in più per le imprese esportatrici.
- Il tasso Saron e i tassi ipotecari fissi restano stabili; il conto di risparmio continuerà a rendere in media lo 0,11%.
- Un ritorno ai tassi negativi resta uno scenario di coda, non la base: servirebbe inflazione sotto zero e un franco sotto 0,90.
Chi vuole seguire la decisione in diretta può consultare il comunicato ufficiale sul sito della Banca nazionale svizzera, mentre per confrontare in tempo reale le condizioni di conti e ipoteche restano utili i comparatori indipendenti come Moneyland e bonus.ch - già alla base della fotografia 2026 sulle banche svizzere pubblicata da MoneyMag. Su un punto gli osservatori concordano tutti: più che il numero sul tasso guida, a settembre conterà il linguaggio con cui la BNS parlerà del franco.
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