Benzina e diesel, la Confederazione apre le scorte obbligatorie: per i frontalieri il pieno in Italia conviene ancora, fino a 600 CHF l’anno di differenza

Claudio Galli

12 Settembre 2026 - 13:10

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La raffineria di Cressier è ferma dall’inizio di settembre e Berna ha autorizzato il prelievo dalle riserve strategiche fino al 20: nessun rischio di carenza, ma il confronto dei prezzi alla pompa tra Ticino e Lombardia resta netto, soprattutto per chi guida un diesel

Benzina e diesel, la Confederazione apre le scorte obbligatorie: per i frontalieri il pieno in Italia conviene ancora, fino a 600 CHF l'anno di differenza

L’Ufficio federale per l’approvvigionamento economico del Paese (UFAE) ha autorizzato, a partire dall’8 settembre e fino al 20 settembre 2026, il prelievo dalle scorte obbligatorie di benzina e diesel: fino a 30’000 metri cubi per ciascun carburante, meno del 3% delle riserve complessive. La decisione arriva dopo che la raffineria di Cressier (NE) — l’unico impianto del genere in Svizzera, che da solo copre poco più del 30% del fabbisogno nazionale di prodotti petroliferi — ha dovuto interrompere la produzione per un guasto tecnico, in un momento in cui il basso livello del Reno limita già da settimane il trasporto di carburante verso i porti di Basilea. Nessun allarme sulla disponibilità, secondo Berna: ma la vicenda tocca da vicino le migliaia di frontalieri che ogni giorno attraversano il confine in auto, per i quali il conto tra pieno svizzero e pieno italiano resta comunque conveniente.

Perché la Svizzera ha aperto le riserve

Il comunicato dell’UFAE, pubblicato il 4 settembre e aggiornato l’8, è chiaro sulle cause: un guasto tecnico ha fermato Cressier «questa settimana» e l’impianto resterà presumibilmente fuori servizio anche nei giorni successivi. Non è un episodio isolato: da diverse settimane l’approvvigionamento è già sotto tensione per la magra del Reno, che riduce il carico trasportabile dalle chiatte che risalgono il fiume fino ai porti renani di Basilea, punto di ingresso di una quota rilevante delle importazioni svizzere di prodotti petroliferi. La combinazione — meno produzione interna, meno margine di importazione — ha spinto la Confederazione ad attivare, per la prima volta in questa entità dal 2026, il meccanismo delle scorte obbligatorie: riserve che, per legge, coprono in media quattro mesi e mezzo di fabbisogno nazionale sia per la benzina sia per il diesel. I 30’000 metri cubi autorizzati per carburante restano quindi una frazione minima di quanto disponibile, e Berna ha già chiarito che, se le difficoltà dovessero protrarsi oltre il 20 settembre, verranno autorizzati ulteriori prelievi.

Il prezzo alla pompa non è detto che salga

Attingere alle riserve serve esattamente a evitare tensioni sui prezzi, non a causarle: aumentando l’offerta disponibile sul mercato interno, il meccanismo dovrebbe piuttosto assorbire lo shock temporaneo di offerta. Il prezzo finale pagato al distributore dipende comunque da più fattori insieme — quotazione internazionale del greggio, costi di raffinazione e trasporto, cambio del franco, e non ultima la fiscalità. In Svizzera il peso delle imposte sui carburanti è tutt’altro che marginale: secondo l’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini, l’imposta sugli oli minerali e il relativo supplemento valgono complessivamente circa 76,82 centesimi al litro sulla benzina e 79,57 sul diesel — una componente fissa che rende l’effetto di un episodio come quello di Cressier più diluito di quanto si potrebbe pensare guardando solo all’offerta.

Quanto costa oggi il pieno, Ticino contro Lombardia

Per chi vive il confine ogni giorno, la domanda pratica resta un’altra: conviene di più fare rifornimento in Svizzera o in Italia? Il 9 settembre il Touring Club Svizzero rilevava un prezzo medio di 2,05 CHF al litro per la benzina senza piombo 95 e 2,30 CHF al litro per il diesel. Convertendo al cambio dell’11 settembre (1 CHF ≈ 1,06 EUR), sono rispettivamente circa 2,17 e 2,44 euro al litro. In Lombardia, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy rilevava nello stesso periodo prezzi medi self-service intorno a 2,055 euro al litro per la benzina e 2,169 euro per il gasolio.

  • Benzina 95: differenza di circa 11-12 centesimi al litro a favore dell’Italia — su un pieno da 50 litri, un risparmio di circa 5-6 euro.
  • Diesel: differenza di oltre 26 centesimi al litro a favore dell’Italia — su un pieno da 50 litri, oltre 13 euro di risparmio.
  • Per chi fa il pieno quattro volte al mese con un’auto diesel, la differenza annua supera i 600 euro.

Il confronto è una media cantonale e regionale: tra un distributore e l’altro, specie nelle zone di confine, le variazioni possono essere marcate, ed è il cambio franco-euro del momento a spostare il punto di pareggio — un franco che si rafforza rende ogni pieno svizzero ancora più caro in euro, un franco che si indebolisce riduce il divario.

Cosa può fare concretamente un frontaliere

Non ha senso allungare il tragitto solo per inseguire il distributore più economico. Ma per chi comunque attraversa il confine ogni giorno per andare al lavoro, scegliere da quale lato fare rifornimento — quando il distributore si trova comunque sul tragitto casa-lavoro — è una decisione che nell’arco di un anno pesa concretamente sul bilancio familiare, specie con un diesel. Vale la pena tenere d’occhio due date: il 20 settembre, termine dell’attuale autorizzazione al prelievo dalle scorte, e l’evoluzione del cambio CHF/EUR, che moltiplica o assorbe qualunque differenza di prezzo alla pompa. Chi vuole verificare i prezzi aggiornati distributore per distributore può consultare la mappa del radar prezzi TCS, già raccontato da moneymag.ch, mentre le ragioni strutturali del divario di prezzo tra le due sponde del confine sono approfondite nella nostra inchiesta sui prezzi anomali della fascia di confine.

Le cose da sapere in sintesi

  • Cressier ferma dall’inizio di settembre per guasto tecnico, copre oltre il 30% del fabbisogno svizzero.
  • Scorte obbligatorie aperte dall’8 al 20 settembre: fino a 30’000 m³ di benzina e altrettanti di diesel, meno del 3% delle riserve totali.
  • Nessun rischio di carenza: le riserve coprono in media 4 mesi e mezzo di consumo nazionale.
  • Il pieno in Italia resta mediamente più conveniente, soprattutto per il diesel: fino a oltre 600 CHF l’anno di differenza per un frontaliere.
  • Il vero conto per un frontaliere è doppio: prezzo alla pompa e cambio CHF/EUR vanno guardati insieme.

Per chi vuole seguire l’evoluzione della vicenda, il canale ufficiale è il comunicato dell’Ufficio federale per l’approvvigionamento economico del Paese; per confrontare invece l’andamento recente dei prezzi tra i due lati del confine resta utile anche il nostro pezzo sul taglio dei prezzi dei carburanti in Italia.

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