Tasso guida allo 0% fino al 2028: il primo rialzo BNS slitta ancora, ecco le 4 mosse per chi ha un’ipoteca o dei risparmi in banca

Claudio Galli

16 Agosto 2026 - 13:10

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Il sondaggio Bloomberg sposta il primo aumento dei tassi al 2027-2028, mentre il PIL svizzero sorprende con un +1,5% nel secondo trimestre. Cosa significa in franchi per il conto di risparmio (che rende 0,11%), per chi deve rinnovare l’ipoteca e per chi paga l’affitto.

Tasso guida allo 0% fino al 2028: il primo rialzo BNS slitta ancora, ecco le 4 mosse per chi ha un'ipoteca o dei risparmi in banca

Chi aspettava un ritorno agli interessi positivi sul conto entro fine anno deve mettersi il cuore in pace. Secondo il sondaggio mensile che l’agenzia Bloomberg conduce fra gli economisti, ripreso l’11 agosto dal portale Cash, la previsione più ottimista sul primo rialzo del tasso guida della Banca nazionale svizzera (BNS) indica ormai giugno 2027, mentre la maggioranza degli intervistati lo sposta addirittura all’inizio del 2028. Il cambio di prospettiva segue un’indiscrezione della stessa Bloomberg: internamente la BNS prevede di tenere il tasso guida allo 0,0% fino alla fine del 2027.

Per il portafoglio di chi vive in Ticino la traduzione è secca: ancora almeno un anno e mezzo di denaro a costo zero. Chi ha un debito ipotecario continua a pagare poco. Chi tiene liquidità ferma in banca continua a non guadagnare nulla, e con l’inflazione — pur bassa — perde potere d’acquisto ogni mese.

Perché la BNS non ha fretta, nonostante il PIL a +1,5%

Il 14 agosto la Segreteria di Stato dell’economia (Seco) ha diffuso un dato migliore delle attese: nel secondo trimestre il prodotto interno lordo svizzero è cresciuto dell’1,5% rispetto ai primi tre mesi dell’anno, quando gli analisti si aspettavano al massimo un +0,4%. Il contributo decisivo è arrivato dal comparto chimico-farmaceutico, che secondo Fredy Hasenmaile di Raiffeisen ha beneficiato di effetti d’anticipo legati alle minacce tariffarie statunitensi.

Le case di previsione hanno subito rivisto al rialzo le stime annue: BAK Economics passa dall’1% a circa l’1,5%, Banca Migros porta il 2026 all’1,7% e il 2027 all’1,9%, Swiss Life indica una forbice fra l’1,5% e il 2,0%. Ma nessuno parla di stretta monetaria. Il motivo è l’inflazione: la BNS lavora su una previsione attorno allo 0,5% per il biennio, ben dentro l’obiettivo di stabilità dei prezzi. Aggiungeteci il franco forte, che comprime i prezzi all’importazione, e capite perché a Zurigo non c’è alcuna urgenza. Il prossimo esame trimestrale della situazione economica e monetaria è fissato per il 24 settembre.

Non tutti sono così pessimisti: Maxime Botteron di UBS ritiene possibile un primo ritocco già a giugno 2027, spinto dall’area euro. Resta il fatto che, in ogni scenario, per il 2026 non succede nulla.

Quanto rende oggi il risparmio: 1,10 franchi su 1’000

È qui che il costo del denaro a zero si sente di più. Secondo il monitoraggio di Moneyland, un conto di risparmio per adulti in Svizzera rende in media lo 0,11%: su 1’000 franchi depositati significa 1,10 CHF di interessi in un anno. Sei mesi prima la media era 0,18%. Un numero crescente di istituti ha smesso del tutto di remunerare i depositi, e le differenze fra banca e banca sono oggi molto più marcate della media stessa — motivo per cui il confronto conviene: lo studio Moneyland 2026 sui tassi delle banche svizzere boccia proprio due degli istituti più diffusi in Ticino e premia le neobanche.

Abbiamo raccontato altrove quanto vale davvero oggi un conto di risparmio e quali sono le alternative: il punto è che con un rendimento nominale dello 0,11% e un rincaro attorno allo 0,4-0,5%, la liquidità parcheggiata perde ogni anno qualche decimo di punto di potere d’acquisto.

Ipoteche: SARON allo 0,75%, il fisso a 10 anni all’1,48%

Sul fronte opposto, chi si indebita resta in una finestra storicamente favorevole. Le condizioni migliori rilevate a metà agosto 2026 sono queste:

Tipo di ipoteca Tasso migliore (da)
Ipoteca SARON 0,75%
Ipoteca fissa 5 anni 1,21%
Ipoteca fissa 10 anni 1,48%

Attenzione: sono le condizioni migliori sul mercato, non quelle che riceverete allo sportello. Il tasso personale dipende da anticipo, sostenibilità, volume dell’ipoteca e ubicazione dell’immobile. E la sostenibilità viene comunque calcolata dalle banche con un tasso teorico del 5%, un’autoregolamentazione in vigore dal 2012 che non cambia con i tassi di mercato.

La scelta fra SARON e tasso fisso, in questo contesto, è meno banale di quanto sembri: il SARON — l’indice che segue da vicino il tasso guida — resta il prodotto più economico finché la BNS non si muove, ma il differenziale con il fisso a lungo termine si è assottigliato. Ne avevamo già discusso quando le ipoteche a tasso fisso erano scese sotto il SARON. Va aggiunto che i margini applicati dagli istituti restano elevati: confrontare più offerte vale, in cifre, più della scelta del prodotto.

E chi è in affitto?

Il tasso ipotecario di riferimento — quello che determina se l’inquilino può chiedere una riduzione della pigione — segue con ritardo la media dei tassi in essere sul mercato. Con un tasso guida fermo, la prospettiva è di stabilità o di una lenta discesa: come abbiamo spiegato, il riferimento è oggi all’1,25% e il 1° settembre è atteso un nuovo verdetto. Chi paga un affitto ancora calcolato sull’1,50% ha già oggi diritto a chiedere una riduzione.

Le 4 mosse concrete

  • Confrontate il conto. Fra la banca peggiore e la migliore il divario supera l’intero rendimento medio. Cambiare istituto o spostare la liquidità in eccesso su un conto remunerato è la mossa a costo zero.
  • Non tenete liquidità oltre il cuscinetto. Tre-sei mensilità di spese come riserva; il resto ha senso destinarlo al pilastro 3a (deducibile dal reddito imponibile) o a un investimento coerente con il proprio orizzonte.
  • Se dovete rinnovare l’ipoteca nei prossimi 12-24 mesi, muovetevi per tempo. La politica di concessione degli istituti è restrittiva e i tempi si sono allungati: chiedete almeno tre offerte prima della scadenza.
  • Se siete in affitto, verificate il tasso di riferimento del vostro contratto. La richiesta di riduzione va inoltrata per iscritto e vale per la successiva scadenza di disdetta.

Il calendario da segnare è quello del 24 settembre, quando la BNS pubblicherà il prossimo esame trimestrale [3]. Le condizioni aggiornate sui tassi si consultano sul sito della Banca nazionale svizzera, i dati congiunturali su quello della Seco e il tasso ipotecario di riferimento sulla pagina dell’Ufficio federale delle abitazioni.

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# Ticino

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