Un sondaggio rappresentativo Comparis fotografa il divario crescente tra redditi bassi e alti: quasi la metà dei nuclei più poveri fatica a pagare i premi di cassa malati, e il sussidio RIPAM non raggiunge ancora tutti gli aventi diritto. Ecco chi può chiederlo in Ticino e le scadenze da segnare subito in agenda.
Quattro famiglie su dieci con un reddito lordo sotto i 4’000 CHF al mese stanno peggio finanziariamente rispetto al 2025, e nella metà dei casi il motivo principale sono proprio i premi della cassa malati. Lo rivela un sondaggio rappresentativo pubblicato da Comparis su un campione di 1’040 persone in tutte le regioni della Svizzera: la fotografia di un Paese a due velocità, dove tre quarti della popolazione se la cava, ma chi guadagna poco fatica sempre di più a chiudere il mese — e il sussidio pensato apposta per alleggerire il peso dei premi non arriva a tutti quelli che ne avrebbero diritto.
Il divario che si allarga
Il 41% delle persone con reddito basso valuta la propria situazione peggiore rispetto all’anno scorso, contro appena il 18% di chi vive in un nucleo famigliare con oltre 8’000 CHF al mese. Tra chi dichiara di stare peggio, il 58% indica proprio l’aumento dei premi di cassa malati — l’assicurazione obbligatoria di base (LAMal) — come causa principale del peggioramento. In Ticino il tema pesa più che altrove: il premio mensile standard per un adulto ha già raggiunto i 378,90 CHF nel 2026, tra i più cari della Confederazione, e le prime stime per il 2027 parlano di un ulteriore rincaro (ne avevamo scritto qui).
Il paradosso è che chi guadagna poco è anche doppiamente penalizzato: un terzo delle persone a basso reddito dichiara di non avere quasi mai soldi da mettere da parte, mentre due terzi dei nuclei con oltre 8’000 CHF al mese riescono a risparmiare regolarmente, e quasi la metà investe le eccedenze. Chi cerca comunque un conto che renda qualcosa oggi ha poche alternative valide — ne avevamo parlato a proposito del conto risparmio che oggi frutta in media appena lo 0,11%.
Il sussidio c’è, ma non copre tutti
La Confederazione e i Cantoni offrono da anni una riduzione dei premi, la RIPAM, in base al reddito imponibile e alla situazione famigliare del richiedente. Il sondaggio Comparis mostra però che, nella fascia di reddito sotto i 4’000 CHF, quasi due terzi ricevono già una riduzione individuale — ma oltre un quarto continua ad avere difficoltà ricorrenti a trovare i soldi per pagare i premi. "La riduzione dei premi raggiunge molte famiglie a basso reddito, ma non ancora tutte: questa lacuna va colmata", ha dichiarato l’esperto Comparis Michael Kuhn, che propone un versamento automatico del sussidio a chi ne ha diritto, invece dell’attuale sistema che in molti cantoni richiede una domanda individuale da rinnovare ogni anno.
In Ticino il sussidio si chiama RIPAM e viene erogato dall’Istituto delle assicurazioni sociali (IAS) sulla base del reddito imponibile e della situazione famigliare degli ultimi due anni fiscali. La domanda va presentata ogni anno, anche online, e sul portale dell’IAS è disponibile un simulatore che permette di verificare in pochi minuti se si rientra tra gli aventi diritto prima di procedere con la richiesta (il portale IAS con il simulatore). Chi non ha mai controllato la propria situazione, o l’ha fatto anni fa quando il reddito era diverso, farebbe bene a rifare il calcolo: dal 2026 tutti i Cantoni sono tenuti a coprire almeno tra il 3,5% e il 7,5% dei costi dell’assicurazione obbligatoria tramite la riduzione dei premi, una soglia minima che prima non esisteva ovunque. Per i criteri generali validi in tutta la Svizzera, questa guida spiega passo per passo come funziona la riduzione dei premi.
Le mosse da fare prima delle scadenze di fine anno
- Chi ha una franchigia minima di 300 CHF può disdire la propria cassa malati entro il 30 giugno e cambiare assicuratore già dal 1° luglio: franchigia e modello assicurativo restano invariati, cambia solo la cassa.
- Per tutti gli altri, la disdetta della cassa malati di base va inviata per raccomandata entro il 30 novembre per cambiare dal 1° gennaio successivo.
- Se il medico prescrive un farmaco originale quando esiste un generico equivalente, la partecipazione ai costi sale dal 10% al 20%: chiedere il generico in farmacia riduce la spesa a carico dell’assicurato.
- Prima di un intervento chirurgico consigliato, si può chiedere un secondo parere medico: la cassa malati di base ne copre generalmente i costi.
- Le assicurazioni complementari si disdicono di norma entro fine anno, spesso con preavviso già a fine settembre: conviene non disdire la vecchia polizza finché non arriva la conferma scritta di accettazione dalla nuova cassa, perché per le complementari — a differenza della base — l’assicuratore può rifiutare il nuovo cliente.
Un problema che non riguarda solo chi è povero oggi
Guardando al 2031, il sondaggio Comparis mostra un dato che smentisce il fatalismo: oltre 7 giovani su 10 tra i 18 e i 35 anni si aspettano di stare meglio tra cinque anni. Un ottimismo che non si ritrova tra chi ha un reddito basso oggi, dove quasi 4 persone su 10 temono un ulteriore peggioramento della propria situazione finanziaria. È la conferma che il nodo dei premi di cassa malati non è un fastidio contingente, ma un test strutturale sulla tenuta del ceto medio-basso svizzero — e sul fatto che gli strumenti di sostegno esistenti, dalla RIPAM ticinese in giù, raggiungano davvero chi ne ha bisogno prima che il conto diventi insostenibile.
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