La Svizzera cresce quasi il doppio di quanto previsto: la SECO alza la stima del PIL 2026 all’1,7%, ecco cosa cambia per Ticino, mutui e frontalieri

Claudio Galli

17 Settembre 2026 - 10:11

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Il Governo federale rivede al rialzo le previsioni economiche, da 0,9% a 1,7% in tre mesi, spinto da chimica-farmaceutica e franco più debole. Ma la disoccupazione sale al 3,1% e il tasso guida BNS resta fermo a zero: ecco gli effetti concreti sulla Svizzera italiana.

La Svizzera cresce quasi il doppio di quanto previsto: la SECO alza la stima del PIL 2026 all'1,7%, ecco cosa cambia per Ticino, mutui e frontalieri

La Segreteria di Stato dell’economia (SECO) — l’ufficio del Governo federale che elabora le previsioni congiunturali ufficiali della Confederazione — ha comunicato oggi, giovedì 17 settembre, che l’economia svizzera crescerà nel 2026 dell’1,7%, quasi il doppio di quanto stimato appena tre mesi fa (0,9% a giugno) e ben oltre l’1,1% indicato solo due giorni fa dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) nel suo rapporto sulla Svizzera. Per il 2027 la stima resta invariata all’1,6%.

Perché la crescita quasi raddoppia

Il balzo della previsione nasce da un dato concreto: nel secondo trimestre 2026 il PIL svizzero è cresciuto dell’1,5%, il ritmo trimestrale più alto dal 2021. Quasi la metà di quell’incremento, però, è dovuta alla componente più instabile dell’intera economia elvetica: la chimica-farmaceutica, il cui valore aggiunto oscilla in modo estremo di trimestre in trimestre. Gli esperti del Governo federale lo ammettono senza giri di parole: «per il secondo semestre ci aspettiamo una certa correzione al ribasso», si legge nel comunicato SECO. A dare una mano è anche il franco svizzero, che nelle ultime settimane si è indebolito sia contro l’euro sia contro il dollaro, sostenendo le imprese esportatrici.

Cosa cambia per chi esporta o vive di frontiera in Ticino

L’effetto del franco più debole non è neutro per la Svizzera italiana. Da un lato aiuta l’industria d’esportazione ticinese — dalla chimica-farmaceutica del Mendrisiotto alla meccanica di precisione — a restare competitiva sui mercati esteri, come già raccontato nei giorni scorsi parlando degli effetti valutari sul portafoglio ticinese. Dall’altro lato, penalizza chi lo stipendio in franchi lo converte in euro ogni mese: per i circa 70’000 frontalieri che lavorano in Cantone, un franco meno forte significa una busta paga che, cambiata a Chiasso o a Ponte Tresa, rende leggermente meno euro.

Per chi ha un’ipoteca, la SECO conferma che il tasso di riferimento SARON resterà fermo allo 0% per tutto il 2026 e salirà solo marginalmente allo 0,2% nel 2027: chi ha un mutuo a tasso variabile non deve aspettarsi rincari imminenti, anche se il costo del denaro potrebbe muoversi leggermente nel 2027.

Il mercato del lavoro resta il tallone d’Achille

Non tutti gli indicatori sorridono. La disoccupazione nazionale dovrebbe salire in media al 3,1% nel 2026 — contro il 2,8% registrato in Ticino nella rilevazione di aprile, quando il Cantone faceva meglio della media svizzera — prima di scendere leggermente al 3,0% nel 2027. L’inflazione resta invece sotto controllo, allo 0,6% sia quest’anno sia il prossimo, un livello che difficilmente eroderà il potere d’acquisto dei salari.

I rischi restano alti

Il Governo federale non nasconde le incognite. Il conflitto in Medio Oriente e il prezzo del petrolio restano le variabili più insidiose: la previsione di base assume un barile di Brent a 91 dollari nel 2026, ma un’escalation potrebbe spingere l’inflazione più in alto e raffreddare la domanda mondiale. Resta inoltre l’incognita dei dazi statunitensi sull’export elvetico, che il Governo prevede sostanzialmente invariati ma sui quali pende ancora l’esito di un’inchiesta commerciale aperta a marzo dagli Stati Uniti.

Per chi in Ticino gestisce un’attività export-oriented o un mutuo a tasso variabile, il consiglio pratico è monitorare da vicino due variabili nei prossimi mesi: l’andamento del cambio euro-franco, che incide direttamente su chi vende o compra oltre confine, e le prossime rilevazioni SECO sulla disoccupazione. Le previsioni congiunturali complete, con tutte le tabelle, sono consultabili sul sito della SECO.

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