La moneta elvetica è ai minimi da mesi: l’euro vale circa 0.9282 CHF, il dollaro 0.8132 CHF. Gli analisti scommettono su un franco più debole e la BNS potrebbe anche lasciar fare. Ecco gli effetti concreti su spesa transfrontaliera, ipoteche e risparmio.
Il franco svizzero sta attraversando la fase più debole degli ultimi mesi. Dopo aver a lungo beneficiato del suo status di valuta rifugio, la moneta elvetica perde terreno sia contro l’euro sia contro il dollaro. La divisa americana si scambia ora attorno a 0.8132 CHF, un livello che non si vedeva dal giugno dell’anno scorso; l’euro vale circa 0.9282 CHF, il massimo da sette mesi. Il tema, molto seguito dalla stampa svizzero-tedesca e romanda in questi giorni, ha ricadute dirette sul portafoglio di chi vive nella Svizzera italiana.
La lettura degli analisti è concorde. Secondo Chris Turner, stratega valutario di ING Bank citato da italicoBlickitalico, il movimento si spiega con il ritorno dell’appetito per il rischio sui mercati: gli investitori preferiscono le valute che offrono rendimenti più alti e trascurano quelle tradizionalmente difensive come il franco e lo yen. «Un franco un po’ più debole presenta certi vantaggi per gli esportatori», è la sintesi con cui gli operatori leggono l’atteggiamento prudente della Banca nazionale svizzera.
Perché il franco perde terreno
Il nodo sono i tassi. Il rendimento dei titoli della Confederazione resta molto più basso di quello offerto negli Stati Uniti o in Germania: il differenziale tra il decennale svizzero e il Treasury americano sfiora il 3.2%, mentre nei confronti del Bund tedesco si attesta attorno al 2.72%. In un mondo in cui i capitali cercano rendimento, tenere franchi rende poco e conviene meno.
A questo si aggiunge il cosiddetto italicocarryitalico: comprare valute ad alto rendimento vendendo quelle a basso rendimento. Secondo TD Securities, proprio il profilo a basso rendimento del franco e i movimenti dell’oro spiegano la debolezza della moneta elvetica, che da fine febbraio 2026 figura tra le valute peggiori al mondo. Gli investitori privilegiano oggi il dollaro americano e alcune divise come la corona norvegese, giudicate più attraenti.
La BNS potrebbe lasciar fare
La Banca nazionale svizzera — l’istituto di emissione con sede a Zurigo e Berna che governa la politica monetaria del Paese — mantiene il tasso guida allo 0% e, secondo le previsioni, dovrebbe restare tra le ultime grandi banche centrali a rialzarlo, verosimilmente non prima del 2027. Questa scelta continua ad allargare il divario di rendimento con le altre economie e, di riflesso, a togliere sostegno al franco.
Diversi analisti ritengono che la BNS non abbia interesse a contrastare questo indebolimento. Un franco un po’ meno caro aiuta infatti le imprese esportatrici svizzere — dall’industria orologiera alla meccanica di precisione, ben rappresentate anche nel tessuto produttivo ticinese — a restare competitive sui mercati esteri. Per una volta, la moneta troppo forte che per anni ha eroso i margini dell’export lavora nella direzione opposta.
Cosa cambia per il portafoglio ticinese
Gli effetti concreti per chi vive in Ticino sono diversi a seconda della posizione:
- Spesa transfrontaliera: con l’euro più caro in franchi, fare la spesa nel comasco o nel varesotto diventa un po’ meno conveniente rispetto ai mesi scorsi. Ogni euro di prodotti italiani costa oggi più franchi di prima.
- Frontalieri: chi guadagna in franchi e vive in Italia converte lo stipendio in euro. Un euro più forte significa che la italicobusta pagaitalico elvetica, cambiata oltre confine, rende meno euro: il potere d’acquisto in Italia si riduce leggermente.
- Chi importa o viaggia: acquisti online in dollari, viaggi negli Stati Uniti o carburante pagato in euro pesano un po’ di più.
- Esportatori e aziende: al contrario, chi vende beni e servizi all’estero incassa in valuta forte e trova sollievo.
- Mutuatari: il tasso guida allo 0% mantiene basso il costo del denaro. Per chi ha un’ipoteca o sta pensando di comprare casa, le condizioni di finanziamento restano favorevoli.
- Risparmiatori: il rovescio della medaglia è che i conti di risparmio e le obbligazioni in franchi continuano a rendere pochissimo.
Prospettive: la pressione può aumentare
Secondo ING, il superamento di alcune soglie tecniche potrebbe aprire la strada a un ulteriore rafforzamento del dollaro sul franco nei prossimi mesi. Molto dipenderà dai prezzi dell’energia: una nuova impennata legata alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente rafforzerebbe la domanda per il dollaro, accentuando ancora la debolezza della moneta elvetica.
Resta un cambiamento di scenario notevole per una valuta a lungo considerata tra le più solide al mondo. Chi vive nella Svizzera italiana può trarne indicazioni pratiche: verificare le commissioni di cambio CHF-EUR prima di trasferire denaro oltre confine — un punto su cui i frontalieri devono prestare particolare attenzione — e monitorare l’andamento del cambio prima di programmare grandi acquisti in euro o dollari. Per chi valuta un finanziamento immobiliare, invece, il contesto di tassi bassi resta un’opportunità, come ricordiamo nella nostra guida per comprare casa a Lugano. L’evoluzione del franco svizzero va comunque seguita giorno per giorno, perché i movimenti valutari possono cambiare rapidamente.
I dati aggiornati su tassi e cambio sono consultabili sul sito della Banca nazionale svizzera.
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