Frontalieri guida completa: chi sono, quali sussidi hanno e la normativa fiscale 2024

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17/10/2023

17/10/2023 - 14:57

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Tutte le risposte alle principali domande degli svizzeri sui frontalieri e sui cambiamenti del 2024.

Frontalieri guida completa: chi sono, quali sussidi hanno e la normativa fiscale 2024

I frontalieri sono sempre un tema caldo in Svizzera. Tra chi si chiede quanti sono e chi si interroga su quali sono gli incentivi che hanno i lavoratori che attraversano periodicamente il confine con la Svizzera è difficile farsi un’idea.
Stando agli ultimi dati dell’Ufficio Federale di Statistica, i frontalieri sono circa 386 mila, di cui 78 mila solo nel Canton Ticino, con un aumento rispettivamente del 6,1% e del 4%. Cosa significa frontaliere e a quali sussidi hanno diritto i frontalieri? Come pagano le tasse e come cambiano le cose per loro con la nuova normativa che entrerà in vigore a gennaio 2024? Le risposte alle domande principali degli elvetici sono in questa guida!

Frontalieri chi sono

Il frontaliere è una persona che è residente in un Paese, ma lavora in un altro, ottenendo così la cittadinanza in entrambi i Paesi. Per l’Unione Europea le normative di riferimento sono il regolamento n. 1612/68 e il CEE n. 1408/71.
In Svizzera i lavoratori frontalieri sono persone assunte da un’azienda elvetica, che attraversano il confine con la Svizzera per lavoro almeno una volta alla settimana e che vivono entro 20 chilometri dai confini elvetici. I frontalieri non sono solo italiani, ma anche francesi e tedeschi, anche se con l’Italia sono in vigore degli accordi specifici. Per poter passare il confine, il frontaliere deve avere un documento, il permesso G, se l’attività lavorativa non è a breve termine. I frontalieri dell’Unione Europea o dell’Associazione Europea di Libero Scambio AELS possono muoversi liberamente in Svizzera a patto che tornino nel Paese di residenza una volta alla settimana. Il permesso per frontalieri UE/AELS vale 5 anni, a patto che sia valido anche il contratto di lavoro per più di un anno. Il permesso è valido per il tempo indicato sul contratto di lavoro se quest’ultimo è in vigore per meno di un anno.

Tassazione frontalieri come funziona

I frontalieri provenienti da Germania, Francia, Italia, Austria e Liechtenstein sono distinti in due categorie fiscali: frontalieri con rientro giornaliero o con rientro settimanale. I frontalieri con rientro settimanale devono pagare le tasse in Svizzera, mentre i frontalieri che hanno la residenza oltre i 20 chilometri dai confini elvetici devono pagare le tasse nel Paese di residenza.
In base al Paese di provenienza del frontaliere ci sono degli accordi tra Paesi. Come funzionano?

  • Con la Germania. I frontalieri della Svizzera tedesca hanno un permesso di lavoro, ma perdono il diritto a essere frontalieri se non tornano nel Paese di residenza per oltre 60 giorni. L’imposta non può superare il 4,5% del reddito se il frontaliere dimostra con documenti di essere residente in Germania.
  • Con la Francia. I frontalieri francesi pagano le tasse in Francia, ma il Paese passa il 4,5% delle imposte alla Svizzera. I 7 cantoni interessati da questa frontiera hanno degli accordi specifici da tenere in conto.
  • Con l’Italia. I frontalieri italiani che lavorano nei cantoni Ticino, Vallese e/o Grigioni che tornano nel Paese di residenza tutti i giorni pagano le tasse in Svizzera. I Cantoni compensano i Comuni italiani di frontiera con una percentuale calcolata sulle imposte detratte al lordo. Come vedremo tra poco, la questione cambia con la nuova normativa fiscale 2024 per i frontalieri.
  • Con il Liechtenstein. In alcuni settori del pubblico impiego le tasse vanno nel Paese dove viene prodotto il reddito (quindi in Svizzera), ma negli altri casi le tasse vanno al Paese di residenza (il Liechtenstein).
  • Con l’Austria. I frontalieri austriaci pagano le tasse in Svizzera, che compensa l’Austria con il 12,5% delle imposte. Questo avviene dal 2006.

Frontalieri doppia imposizione

Chi torna tutti i giorni nel Paese di residenza è tutelato dalla doppia imposizione. Infatti, paga le tasse solo in uno dei due Stati in base agli accordi tra Paesi. I dettagli sono definiti dalla Convenzione contro la doppia imposizione CDI.

Come cambia la tassazione frontalieri con la normativa fiscale 2024

Il 17 luglio 2023 è stato firmato un nuovo accordo tra la Confederazione Svizzera e la Repubblica Italiana che ha sancito la differenza tra vecchi e nuovi frontalieri. I primi sono i frontalieri che hanno lavorato nella Svizzera Italiana tra il 31 dicembre 2018 e il 17 luglio 2023 per almeno un giorno. Chi lavora in Svizzera come frontaliere fino al 31 dicembre 2023 verrà considerato vecchio frontaliere, quindi seguirà le normative dell’Accordo del 1974.
I frontalieri che hanno lavorato prima di queste date in Svizzera, hanno cambiato lavoro nel Paese di origine e ora tornano a lavorare nel territorio elvetico saranno paragonati ai nuovi frontalieri.
Accordo frontalieri quando entra in vigore? La nuova tassazione sarà in vigore il 1° gennaio 2024, per questo la legge è nota come normativa fiscale 2024. Fino a oggi, i frontalieri italiani in Svizzera pagavano le tasse al Paese elvetico e poi questo compensava all’Italia. Con le nuove leggi fiscali, invece, l’80% delle tasse va alla Svizzera: il frontaliere pagherà all’Italia la parte che poi il Paese manda in Svizzera. L’Italia applica poi le sue aliquote con le detrazioni previste per le tasse elvetiche: così si evita la doppia imposizione. Questa normativa varrà anche al contrario, per i lavoratori svizzeri che operano in Italia ma sono residenti nei Cantoni.
Così si crea una differenza sostanziale tra vecchi e nuovi frontalieri: i primi mandano la dichiarazione dei redditi alla Svizzera, mentre i secondi all’Italia.
Entro il 31 dicembre 2033 i Comuni italiani devono restituire ai Cantoni svizzeri le somme versate come compensazione del 40% prevista dalla precedente normativa. Dopo il 2033 i ristorni finiranno e non saranno più necessari. Per i frontalieri con rientro settimanale il nuovo accordo non avrà conseguenze se il contratto di lavoro parte prima del 1° gennaio 2024. Non risultano cambiamenti per il permesso G o una nuova procedura.

I sussidi per frontalieri

Come funzionano i sussidi per i frontalieri? Nel 2018, l’UE ha facilitato i sussidi di disoccupazione per i frontalieri tra Italia e Svizzera, estendendo il periodo di copertura oltre i 5 mesi elvetici. Inoltre, i frontalieri possono richiedere gli assegni familiari in Svizzera, a condizione che soddisfino determinati requisiti di reddito. L’assicurazione malattia dipende dal paese di lavoro: i frontalieri in Svizzera devono essere assicurati lì.
Per le pensioni, i frontalieri possono utilizzare il terzo pilastro per accumulare capitale e garantire un reddito aggiuntivo durante la pensione. Hanno accesso al sistema pensionistico svizzero perché il loro reddito è guadagnato in Svizzera. Analizziamo nei dettagli come funziona.

Disoccupazione per frontalieri

I sussidi per i frontalieri sono stati pensati nell’ambito della Commissione Europea nel 2018. L’UE ha agito come coordinatore tra Italia e Svizzera. Prima dell’intervento europeo, i frontalieri che perdevano il lavoro in Svizzera e tornavano in Italia, ottenevano l’assegno di disoccupazione dall’Inps, ma la Svizzera poi compensava l’Inps per un massimo di 5 mesi nei limiti della normativa elvetica. Con la nuova normativa fiscale 2024 sulla disoccupazione ai frontalieri ci sarà un periodo più lungo dei 3-5 mesi del passato con la legge italiana di ratifica 83/2023.

Assegni familiari frontalieri

I frontali che hanno un reddito lordo mensile di 597 CHF o un lordo annuale di almeno 7.170 CHF possono chiedere gli assegni familiari in Svizzera, pari a 200 franchi al mese per i minori di 16 anni e di 250 franchi per i ragazzi da 16 a 25 anni che studiano.
Al frontaliere viene assegnata una Cassa di compensazione di riferimento a cui rivolgersi per queste pratiche con il contratto di lavoro. Se il frontaliere ha diritto anche all’assegno unico italiano, l’INPS deve inviare il modulo europeo E-411: in caso di bisogno, la cassa può chiedere dei documenti al frontaliere per procedere in attesa della risposta dell’Inps.

Frontalieri assicurazione malattia

Per l’assicurazione malattia frontalieri, si deve tenere conto del Paese dove si lavora. I frontalieri che lavorano in Svizzera devono pagare l’assicurazione Svizzera per le cure mediche e c’è l’obbligo per chi è della zona UE/AELS/UK e ha un permesso G. Il frontaliere ha tempo 3 mesi per adeguarsi, calcolati dall’inizio del contratto di lavoro. I frontalieri dei Paesi Germania, Austria, Francia, Italia possono contare sugli accordi bilaterali tra Paesi.
Così i frontalieri italiani possono informare il datore di lavoro elvetico che preferiscono un’assicurazione italiana con una domanda di esenzione da presentare alle autorità cantonali competenti. Non vale il tacito esercizio di questo diritto - chiamato diritto di opzione - come sancito dal Tribunale federale nel marzo 2015.

Pensioni frontalieri

I frontalieri possono organizzarsi con il terzo pilastro: si accumula capitale e si ottiene poi il tutto in un’unica soluzione al momento della pensione. Si possono scegliere tra diverse fonti e si tratta di una pensione integrativa. Questa formula è scelta anche dagli svizzeri perché la previdenza statale, rappresentata dal primo pilastro, potrebbe non essere sufficiente per garantire un reddito dignitoso.
Il primo pilastro è composto da assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti AVS, assicurazione di invalidità e prestazioni integrative AI e indennità di perdita di guadagno IPG. Il secondo pilastro, invece, serve a coprire dal rischio di invalidità tra i 17 e i 24 anni, poi diventa un modo per assicurare la persona da vecchiaia e invalidità, oltre ad aiutare gli eredi in caso di decesso. Il secondo pilastro è infatti pensato per i professionisti. I frontalieri hanno diritto ad accedere al sistema pensionistico svizzero, perché il reddito è prodotto in Svizzera.

Prestiti a frontalieri in Svizzera

I frontalieri possono contare su prestiti e finanziamenti di diverso tipo, tanto che in Svizzera ci sono delle società finanziarie specializzate a gestire le pratiche dei clienti frontalieri. Per richiedere un prestito in generale, il frontaliere deve avere le attestazioni di reddito e il permesso G. Per poter richiedere il finanziamento, le società finanziarie e le banche possono chiedere la presenza di almeno 3 anni sul territorio per i frontalieri. Un’altra richiesta è la creazione di un conto bancario in Svizzera. Se ne hai già uno, puoi usare quello che hai. Se ci sono dei debiti precedenti non pagati o dei pignoramenti in Italia, potresti non avere accesso al credito in Svizzera.

Mutuo per frontalieri

Il mutuo per frontalieri consente di ottenere fino all’80% del valore dell’immobile. La banca può scegliere di accettare o no la richiesta di un frontaliere, ma una risposta negativa potrebbe comportare una segnalazione nei database SIC e CRIF per l’insolvenza per 30 giorni. Per evitarlo, conviene farsi seguire da un consulente del credito. I frontalieri hanno più possibilità di ottenere un mutuo per la prima casa rispetto alle seconde case. In questo modo il lavoratore passerebbe da frontaliere a residente.

Conto frontalieri

Aprire un conto in Svizzera da frontaliere non è un problema, anche se alcune banche potrebbero chiedere l’accredito dello stipendio. Le banche cantonali sono da preferire, perché possono avere zero commissioni per la carta di credito o per i prelievi. Per scegliere la banca giusta, conviene effettuare un confronto tra le offerte presenti sul mercato prima di sottoscrivere il contratto. I frontalieri devono fare i conti anche con le commissioni per il cambio CHF-EUR, cioè tra franco svizzero ed euro.

Essere frontalieri conviene?

Essere frontalieri non comporta particolari privilegi come sembra. Sì, i frontalieri hanno diritto alle stesse indennità e agevolazioni degli svizzeri residenti, ma pagano anche le tasse allo stesso modo, pur attraversando il confine tutti i giorni o almeno una volta alla settimana. i frontalieri hanno degli obblighi e sono soggetti a controlli per mantenere il loro status e il regime fiscale svizzero non fa sconti ai frontalieri. Diventare frontaliere è una scelta economica, ma anche una scelta di vita.

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