IVA all’8,5% per la 13a AVS: secondo UBS l’aumento pesa di più sui redditi bassi, 0,17% del reddito disponibile contro 0,13%

Alice Bernasconi

6 Novembre 2026 - 16:29

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Secondo il Chief Investment Office di UBS, per il secondo quinto di reddito più basso l’aumento dell’IVA si mangerebbe circa il 3,4% del risparmio, contro lo 0,4% delle famiglie più agiate. L’AFC stima invece una spesa media di 15 franchi al mese per economia domestica.

IVA all'8,5% per la 13a AVS: secondo UBS l'aumento pesa di più sui redditi bassi, 0,17% del reddito disponibile contro 0,13%

Portare l’IVA dall’8,1% all’8,5% per finanziare la 13a rendita AVS costerebbe meno franchi alle famiglie a basso reddito, ma peserebbe di più sui loro bilanci. Lo calcola il Chief Investment Office (CIO) di UBS, il servizio della banca che cura le analisi per gli investimenti. UBS ha pubblicato lo studio giovedì 5 novembre e finews.ch lo ha ripreso venerdì 6 novembre, a poco più di tre settimane dalla votazione popolare di domenica 29 novembre.

Secondo gli economisti della banca, l’IVA colpisce le economie domestiche a basso reddito «in modo nettamente più forte rispetto alle loro possibilità finanziarie». L’imposta ha quindi un effetto regressivo: il suo peso relativo cala man mano che il reddito sale.

Che cosa si vota il 29 novembre

La pagina dell’UFAS, l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali, riassume l’oggetto: un finanziamento supplementare dell’AVS tramite l’IVA. In caso di sì l’aliquota normale salirebbe di 0,4 punti, dall’8,1% all’8,5%, e quella speciale per il settore alberghiero passerebbe dal 3,8% al 4%. L’aliquota ridotta del 2,6% resta invariata: alimentari, medicinali, giornali, libri e alcuni prodotti agricoli sono esclusi dall’aumento.

Per finews le nuove aliquote scatterebbero il 1° gennaio 2028. L’UFAS parla di un’entrata in vigore al più presto all’inizio del 2028 e precisa che nel 2026 e nel 2027 non arriverà alcun finanziamento supplementare. Il gettito è stimato in circa 1,4 miliardi di franchi all’anno a partire dal 2029. A giugno 2026 il Parlamento ha deciso di coprire così una parte della tredicesima, e nel comunicato del 5 ottobre il Consiglio federale raccomanda il sì. Lo stesso giorno si vota anche su altri oggetti federali che toccano il portafoglio.

I calcoli di UBS: chi paga di più in proporzione

UBS ha preso come esempio una persona sola sotto i 65 anni. Con un reddito lordo di 50’000 franchi l’IVA assorbe oggi circa il 3,9% del reddito disponibile, con 150’000 franchi il 2,8%. Con l’aumento il carico crescerebbe di 0,17% del reddito disponibile per il reddito più basso e dello 0,13% per quello più alto. Rapportato alle imposte pagate, l’onere supplementare vale l’1,4% per i redditi bassi e lo 0,6% per quelli alti.

Il divario si vede soprattutto sulla capacità di risparmio. Per il quinto di reddito più alto l’aumento si mangerebbe circa lo 0,4% del risparmio, per il secondo quinto più basso circa il 3,4%. Sulla media di tutte le economie domestiche l’effetto equivale, secondo UBS, a un aumento dell’1,7% dei premi di cassa malati.

Le cifre vanno lette con cautela. Il modello si basa sui dati 2018 e 2019 dell’indagine dell’UST (Ufficio federale di statistica) sul bilancio delle economie domestiche. Presuppone che l’IVA sia trasferita per intero sui prezzi e che le famiglie non cambino abitudini, e lascia fuori gli effetti indiretti su occupazione e salari. Si tratta quindi di un modello, non di una previsione.

In franchi: da 7 a 28 franchi al mese

Se si guarda ai franchi, l’ordine si inverte. Secondo le stime dell’Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC), ottenute e pubblicate in agosto da Blick, l’aumento costerebbe in media 180 franchi all’anno per economia domestica, cioè 15 franchi al mese. Le economie domestiche con un reddito mensile fino a 4’600 franchi pagherebbero in media 7 franchi al mese, il ceto medio circa 13, chi supera i 13’400 franchi al mese 28. Per le persone sole la forbice va da 6 a 18 franchi al mese, per le economie domestiche di pensionati da 7 a 25.

Blick ne conclude che «più alto è il reddito, più si contribuisce all’AVS». In termini assoluti è vero. UBS misura però un’altra cosa: quanto pesa ogni franco in più rispetto a ciò che una famiglia può spendere o mettere da parte.

Perché l’AVS cerca nuove entrate

Secondo l’UFAS nel 2026 le spese dell’AVS superano già le entrate di oltre 1 miliardo di franchi. La tredicesima costa più di 4 miliardi nel 2026 e oltre 5 miliardi all’anno dal 2035. Senza nuove entrate il disavanzo annuo salirebbe a quasi 5 miliardi entro il 2035; con l’IVA più alta si fermerebbe a circa 3 miliardi nel 2035. Il fondo AVS coprirebbe allora circa il 70% delle spese annue, contro il 50% circa. Sono stime ufficiali e possono cambiare. Anche UBS ritiene che l’IVA da sola non sistemi l’AVS in modo definitivo e che per la sua stabilità a lungo termine servano altre misure.

Cosa cambia per chi vive in Ticino e per i frontalieri

Per i pensionati il calendario non cambia: la prima tredicesima arriverà a dicembre 2026, come previsto dall’UFAS per circa 2,6 milioni di beneficiari. Il voto non incide sul primo pagamento della tredicesima AVS, perché riguarda il finanziamento dal 2028. UBS osserva che per i pensionati con risorse limitate la tredicesima è un sollievo, ma che proprio loro sosterrebbero un carico IVA particolarmente elevato rispetto alla loro situazione.

L’IVA svizzera si paga su ciò che si compra in Svizzera. L’aumento toccherebbe quindi anche i frontalieri per gli acquisti fatti in Ticino, oltre ai residenti. Spesa alimentare e medicinali restano all’aliquota ridotta, mentre alberghi e strutture ricettive dovrebbero fare i conti con il 4%. Per chi lavora l’IVA si aggiunge ad altri cambiamenti già annunciati, come la riforma dell’AI con contributi salariali più alti dal 2030.

Le cose da sapere

  • Si vota domenica 29 novembre 2026; in caso di sì l’IVA normale passerebbe all’8,5% al più presto da inizio 2028.
  • Secondo UBS l’aumento pesa di più, in proporzione, sui redditi bassi: 0,17% del reddito disponibile contro 0,13%.
  • Secondo l’AFC il costo medio è di 15 franchi al mese, da 7 franchi per i redditi bassi a 28 per quelli alti.
  • L’aliquota ridotta del 2,6% su alimentari e medicinali non cambia.
  • La prima tredicesima AVS sarà versata a dicembre 2026, indipendentemente dall’esito del voto.

Fonti: finews.ch, Blick, Ufficio federale delle assicurazioni sociali, comunicato del Consiglio federale del 5 ottobre 2026

Foto: Tony Webster, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

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