La circolare FINMA rivista sull’identificazione online è in vigore da domenica 1° novembre. Le banche possono accettare documenti con codice QR e verificare il domicilio in digitale, e devono accertare che a identificarsi sia una persona viva. L’identità elettronica statale è già prevista dal testo, ma è rinviata e una nuova data non c’è.
Da domenica 1° novembre 2026 chi apre un conto bancario online in Svizzera segue regole nuove. È in vigore la versione rivista della Circolare FINMA 2016/7 «Video identificazione e identificazione online». La FINMA è l’autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari. Con questo testo aggiorna le procedure con cui gli intermediari finanziari verificano a distanza l’identità dei nuovi clienti. Ammette più documenti, consente di verificare il domicilio in digitale e introduce un controllo contro i deepfake.
L’autorità aveva annunciato la revisione parziale giovedì 8 ottobre in un comunicato. La circolare risale al 3 marzo 2016 e ora viene adattata alla legge sull’identità elettronica (LIdE) e all’arrivo dell’Id-e statale. Proprio l’Id-e però non c’è ancora: il lancio era previsto per il 1° dicembre 2026, ma è stato rinviato senza una nuova data.
Patente con codice QR e domicilio verificato in digitale
La prima novità riguarda i documenti. Secondo la FINMA, quelli dotati di codice QR «vengono equiparati a quelli con una MZR», cioè con la zona di lettura automatica. L’autorità cita come esempio la patente svizzera, che da ora si può usare nell’identificazione online alle stesse condizioni dei documenti con zona di lettura automatica. Anche finews.ch elenca le stesse modifiche.
La seconda novità riguarda l’indirizzo. Le procedure digitali che collegano in modo attendibile una persona e la sua infrastruttura a un domicilio, scrive la FINMA, «sono consentite per la verifica dell’indirizzo del domicilio nel quadro dell’identificazione online». Prima di approvare il testo l’autorità ha svolto un’indagine conoscitiva, cioè una consultazione, e dice di aver accolto diverse richieste.
Liveness detection: il controllo contro l’intelligenza artificiale
La terza novità rende la verifica più severa. La FINMA introduce la «liveness detection quale elemento di sicurezza aggiuntivo nell’identificazione online». La motivazione sono i rischi delle nuove tecnologie, in particolare dell’intelligenza artificiale. La rivista specializzata Netzwoche lo riassume così: le banche devono usare questo controllo per accertare che a identificarsi online sia una persona viva. La stessa testata riporta il riferimento della FINMA ai «rischi crescenti legati alle nuove tecnologie».
Sullo sfondo ci sono le frodi digitali, che cambiano forma: anche in Svizzera le truffe passano sempre più da TWINT e dal codice QR. Sempre secondo Netzwoche, la FINMA chiede alle banche di riconoscere meglio questi rischi, compreso l’uso fraudolento di conti aperti online.
L’Id-e è nella circolare, ma non ancora sul telefono
Il testo rivisto anticipa l’identità elettronica statale. Nel comunicato della FINMA si legge che «l’Id-e può essere utilizzato a scopo di identificazione all’avvio digitale di relazioni d’affari secondo la LRD», la legge sul riciclaggio di denaro. A febbraio, come riportava la SRF, il Consiglio federale prevedeva di lanciarla «presumibilmente dal 1° dicembre» con l’app Swiyu, come «alternativa digitale facoltativa» al passaporto o alla carta d’identità. Il popolo l’aveva approvata di stretta misura nel settembre 2025.
Il 30 giugno il Consiglio federale ha cambiato calendario. Secondo il comunicato, gli ultimi sviluppi dell’intelligenza artificiale pongono «sfide supplementari» alla creazione dell’Id-e. Per il rilascio online serviranno quindi misure tecniche aggiuntive, per ostacolare i malware sui dispositivi e riconoscere meglio i deepfake. Per il governo la sicurezza conta più del rispetto della data annunciata. L’Ufficio federale di giustizia comunicherà la data esatta quando i lavori saranno in gran parte conclusi.
Il comunicato fissa una sola tappa. L’infrastruttura di fiducia, testata da oltre un anno in un ambiente beta pubblico, dovrebbe entrare in funzione nel primo semestre 2027, indipendentemente dall’Id-e. A quel punto il Consiglio federale metterà in vigore la legge almeno in parte. La stessa infrastruttura servirà anche per altri attestati elettronici, per esempio una licenza di condurre elettronica.
Secondo blue News, si teme che i truffatori usino video deepfake per ottenere un’Id-e a nome di altri. Il consigliere nazionale verde Gerhard Andrey propone di rilasciarla negli uffici passaporti dalla prossima primavera. La Confederazione ha delle riserve: secondo un documento interno, rinunciare all’opzione online ne rallenterebbe molto la diffusione. I Cantoni valutano una tassa di 29 franchi per il rilascio allo sportello, mentre l’Id-e era stata promessa gratuita. Un gruppo di lavoro sta esaminando tutte le opzioni.
Cosa cambia per chi apre un conto in Ticino
Le nuove regole valgono per chiunque voglia aprire un conto in Svizzera online, quindi anche per chi vive in Ticino o nei Grigioni italiani. Valgono anche per chi sceglie una delle neobanche dello smartphone, dove tutta la procedura si svolge online. Da questo mese ci si può identificare anche con un documento dotato di codice QR, come la patente svizzera, e il domicilio si può verificare con procedure digitali. In cambio la banca deve accertare che a identificarsi sia una persona viva: la FINMA definisce la liveness detection un «elemento di sicurezza aggiuntivo» dell’identificazione online.
Per ora l’Id-e non si può usare, perché non esiste ancora. La prossima tappa è il primo semestre 2027, quando dovrebbe entrare in funzione l’infrastruttura di fiducia. La data di lancio dell’Id-e la comunicherà l’Ufficio federale di giustizia.
Le cose da sapere
- La Circolare FINMA 2016/7 rivista è in vigore dal 1° novembre 2026.
- I documenti con codice QR, come la patente svizzera, sono equiparati a quelli con zona di lettura automatica.
- Nell’identificazione online la liveness detection diventa un elemento di sicurezza aggiuntivo contro i deepfake generati con l’IA.
- L’Id-e è prevista dalla circolare ma è rinviata senza una nuova data; l’infrastruttura di fiducia è attesa nel primo semestre 2027.
Fonti: FINMA, finews.ch, Netzwoche, comunicato del Consiglio federale, SRF, blue News
Foto: Dodo von den Bergen, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
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