Bitcoin Suisse dimezza lo staff di Zugo: fino a 60 posti in meno per puntare su Bratislava e Vietnam

Claudio Galli

14 Settembre 2026 - 10:10

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La pioniera svizzera delle criptovalute riorganizza il quartier generale e sposta il back office all’estero per tagliare i costi. Un segnale che arriva proprio mentre Lugano rilancia le sue ambizioni da hub blockchain con il Plan ₿

Bitcoin Suisse dimezza lo staff di Zugo: fino a 60 posti in meno per puntare su Bratislava e Vietnam

Bitcoin Suisse, il gruppo di Zugo attivo dal 2013 in custodia e trading di criptovalute, ha annunciato ai propri dipendenti che fino a 60 posti di lavoro nella sede centrale — quasi la metà dell’organico locale — potrebbero essere trasferiti all’estero. Lo staff è stato informato venerdì mattina durante una townhall interna: le mansioni di back office e amministrazione dovrebbero essere delocalizzate a Bratislava, in Slovacchia, o nel nuovo hub che l’azienda intende aprire in Vietnam nei prossimi anni. Dopo una procedura di consultazione di dieci giorni, i primi licenziamenti diventeranno effettivi entro fine 2026.

Non è la crisi crypto: è una scelta di espansione

Il CEO e cofondatore Andrej Majcen ha spiegato a finews.ch che il riposizionamento non ha a che fare con l’attuale fase debole dei mercati digitali. «Disponiamo di una riserva solida per superare questa fase», ha dichiarato, definendo il taglio «una scelta strategica precisa» legata all’ambizione di trasformare Bitcoin Suisse in un marchio globale di gestione patrimoniale, non più solo uno specialista crypto per la clientela svizzera.

Il gruppo ha infatti ottenuto negli ultimi mesi una licenza MiCAR per la controllata liechtensteinese — che apre l’accesso passportato allo Spazio economico europeo — oltre ad autorizzazioni alle Bermuda e, in estate, il via libera regolatorio completo ad Abu Dhabi. Da qui l’obiettivo dichiarato: offrire a clienti internazionali, family office e investitori istituzionali un’offerta di wealth e asset management che va oltre il Bitcoin.

La ragione della delocalizzazione resta però soprattutto economica: «A Bratislava e in Vietnam possiamo offrire gli stessi servizi a costi decisamente più bassi», ha ammesso Majcen. Zugo resterà comunque la sede legale e il centro delle relazioni con la clientela: consulenza, relationship management e gestione patrimoniale restano in Svizzera.

Un caso isolato? No, l’ultimo di una lunga serie

L’annuncio di Bitcoin Suisse si inserisce in un filone che sta ridisegnando l’occupazione nella piazza finanziaria svizzera. UBS batte le attese con 2,8 miliardi di utile e rilancia i buyback: ma sul capitale è scontro con Berna ricorda come l’integrazione di Credit Suisse continui a costare posti di lavoro anche in Ticino, con circa 3’000 impieghi in meno previsti in Svizzera. Nello stesso periodo Helvetia Baloise ha annunciato fino a 1’200 tagli legati alla fusione, Raiffeisen Svizzera fino a 180 e Swiss Life circa 600, la metà dei quali nel Paese. Il denominatore comune è sempre lo stesso: pressione sui costi in un settore che, crypto compreso, non è più immune dalle logiche di delocalizzazione.

Cosa significa per l’ambizione blockchain del Ticino

La vicenda tocca da vicino anche la Svizzera italiana. Lugano ha costruito negli ultimi anni la propria immagine di piazza blockchain con il progetto Il Piano B di Lugano: diventare il cuore della blockchain in Europa, e ogni primavera il Cantone di Zugo — a poche ore di treno — ospita la Crypto Valley Conference che riunisce banche, regolatori e investitori del settore. Il caso Bitcoin Suisse mostra però che anche i pionieri più consolidati del Crypto Valley non risparmiano le funzioni di back office dai tagli quando i costi lo impongono: un promemoria utile per chi, anche a Lugano, punta a costruire occupazione stabile attorno alla blockchain. La partita, semmai, si gioca sui ruoli a contatto con il cliente — consulenza e gestione patrimoniale — che restano l’unico segmento che le aziende del settore continuano a voler presidiare in Svizzera.

Chi in Ticino detiene criptovalute e vuole capire come cambia il quadro fiscale può ripassare la nostra guida Fisco e criptovalute in Svizzera 2026: le plusvalenze private restano esenti, ma le regole su reporting e dichiarazione meritano un controllo periodico.

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