Giovedì Rotkreuz raduna le banche cripto elvetiche, i regolatori e gli sviluppatori del settore. Ecco perché l’appuntamento conta anche per chi, in Ticino, detiene o vuole detenere asset digitali.
Giovedì 28 maggio il Canton Zugo torna a essere, per una giornata, il punto di riferimento europeo delle criptovalute. A Rotkreuz va in scena l’ottava edizione della Crypto Valley Conference, l’appuntamento che dal 2018 riunisce banche, regolatori, ricercatori e investitori del mondo degli asset digitali. Non è una fiera commerciale: l’evento è organizzato da due enti senza scopo di lucro — la Crypto Valley Association e la Scuola universitaria di Lucerna (HSLU) — e per chi, anche nella Svizzera italiana, possiede o pensa di acquistare criptovalute è un’occasione utile per capire in che direzione sta andando il settore nella Confederazione.
Sul palco si alterneranno alcuni dei nomi più noti del comparto: dai vertici delle banche cripto svizzere fino a Adam Back di Blockstream e a Mihai Alisie, co-fondatore di Ethereum. I temi al centro dei lavori — tokenizzazione dei mercati, regolamentazione, sicurezza informatica, intelligenza artificiale e tecnologie quantistiche — danno la misura di quanto il settore sia ormai uscito dalla nicchia.
Perché la Svizzera è diventata la «Crypto Valley»
La scelta di Zugo non è casuale. È qui che, attorno al 2014, ha messo radici il primo nucleo della cosiddetta «Crypto Valley», l’ecosistema di imprese blockchain che oggi conta centinaia di società fra il cantone, Zurigo e il Plan ₿ di Lugano. La Confederazione ha costruito negli anni un quadro normativo chiaro — la legge sulla tecnologia di registro distribuito in vigore dal 2021 e la vigilanza della FINMA, l’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari, sugli operatori del settore — che ha reso il Paese un terreno favorevole per chi tratta Bitcoin e le altre valute digitali.
Questa stabilità ha un valore concreto: già in passato, quando negli Stati Uniti sono fallite alcune banche specializzate in clientela cripto, molte società del settore hanno cercato riparo negli istituti elvetici. La Svizzera, oggi, è il Paese con la più alta concentrazione al mondo di blockchain di base, le cosiddette «layer 1».
I tre nomi del crypto banking elvetico
Tra i relatori attesi a Rotkreuz ci sono i vertici delle tre banche che hanno fatto della Svizzera un polo del crypto banking, cioè dei servizi bancari regolamentati dedicati agli asset digitali:
- Sygnum — nata a Zugo, all’inizio del 2025 è diventata il primo «unicorno» svizzero del settore, con una valutazione di un miliardo di dollari. Offre custodia, negoziazione e gestione patrimoniale in cripto a una clientela internazionale.
- AMINA Bank — l’istituto di Zugo già noto come SEBA Bank, fra i primi al mondo ad aver ottenuto una licenza bancaria per operare sugli asset digitali.
- Bitcoin Suisse — pioniere elvetico del comparto, attivo dal 2013 nei servizi di custodia e intermediazione in criptovalute.
Per il risparmiatore la differenza rispetto a un exchange estero è che questi operatori sono soggetti alla vigilanza della FINMA e alle regole bancarie svizzere: un elemento di tutela in più, anche se non elimina la volatilità tipica del mercato cripto.
Il franco digitale che si avvicina
L’altro grande tema che attraversa la conferenza è quello delle stablecoin — criptovalute il cui valore è agganciato a una valuta tradizionale per ridurne le oscillazioni. A inizio aprile 2026 sette operatori di primo piano — fra cui UBS, PostFinance, Sygnum, Raiffeisen, la Banca cantonale di Zurigo e la BCV — hanno avviato un «sandbox», cioè un ambiente di test controllato, per sperimentare una stablecoin agganciata al franco svizzero. Oggi una stablecoin in CHF regolamentata e di ampia diffusione non esiste: il progetto, che durerà per tutto il 2026, punta a colmare questo vuoto e a rafforzare la competitività della piazza finanziaria elvetica.
Cosa cambia per chi, in Ticino, ha criptovalute
L’appuntamento di Zugo non porterà novità immediate sul portafoglio del singolo risparmiatore, ma fotografa un settore che in Svizzera è sempre più strutturato. Gli elementi pratici da tenere a mente:
- la conferenza si tiene il 28 maggio a Rotkreuz, nel Canton Zugo; programma e relatori sono pubblici sul sito dell’evento;
- chi vuole detenere asset digitali tramite un operatore regolato può rivolgersi a una banca cripto svizzera vigilata dalla FINMA, in alternativa agli exchange esteri;
- il «franco digitale» resta in fase di test: nessun prodotto è ancora disponibile per il pubblico;
- sul fronte fiscale, in Svizzera le plusvalenze sulle criptovalute restano in genere esenti per l’investitore privato, mentre i token vanno comunque dichiarati nella sostanza.
Per chi vuole seguire il settore, le quotazioni delle principali criptovalute in tempo reale sono un buon punto di partenza, così come i comunicati periodici della FINMA. Le criptovalute restano strumenti ad alta volatilità: le quotazioni citate sono indicative al momento della pubblicazione e questo articolo non costituisce un consiglio d’investimento.
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