Ethereum, la SEC chiude il caso sui documenti Gensler: 150’000 dollari e la fine di un’ambiguità durata anni

Claudio Galli

24 Luglio 2026 - 11:09

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L’autorità americana verserà 150’000 dollari e consegnerà gli atti mancanti sull’indagine legata al passaggio della rete al proof-of-stake. Cosa dice davvero l’accordo, e perché chi detiene ether in Svizzera parte da una cornice normativa diversa.

Ethereum, la SEC chiude il caso sui documenti Gensler: 150'000 dollari e la fine di un'ambiguità durata anni

La Securities and Exchange Commission (SEC), l’autorità di vigilanza dei mercati finanziari statunitensi, ha accettato di pagare 150’000 dollari e di consegnare i documenti ancora mancanti per chiudere una causa sulla trasparenza – depositata in base al Freedom of Information Act – legata alle sue vecchie indagini su Ethereum. L’accordo, reso noto il 22 luglio 2026, mette la parola fine a un contenzioso aperto nel giugno 2024 da History Associates, la società che agiva per conto dell’exchange Coinbase.

Al centro del caso c’erano i documenti interni dell’ex presidente della SEC Gary Gensler sul passaggio della rete Ethereum al meccanismo proof-of-stake – il sistema, adottato nel 2022, con cui la blockchain convalida le transazioni affidandosi a chi «blocca» i propri ether come garanzia invece di usare potenza di calcolo. Nel corso della causa è emerso che una parte dei messaggi di Gensler, inviati fra l’ottobre 2022 e il settembre 2023, era andata persa.

Perché questa notizia conta

Sul piano pratico la cifra è modesta: i 150’000 dollari coprono soltanto le spese legali della controparte. Il valore della vicenda è soprattutto simbolico. Per anni, negli Stati Uniti, è rimasta aperta l’ambiguità se il passaggio al proof-of-stake trasformasse l’ether in un titolo (security) soggetto alle regole della SEC. La chiusura del caso – dopo che la nuova guida dell’autorità aveva già archiviato l’inchiesta su Coinbase – seppellisce di fatto quell’incertezza e conferma il cambio di rotta di Washington sul dossier cripto.

Per chi investe, il segnale è quello di un quadro statunitense più prevedibile: gli ETF spot su ether – i fondi quotati che replicano il prezzo della criptovaluta – sono ormai operativi e, dopo l’interpretazione congiunta SEC-CFTC del marzo 2026 che ha escluso i proventi da staking dalla categoria dei titoli, sono arrivati anche i primi prodotti che integrano la remunerazione dello staking stesso.

In Svizzera la questione era già chiara

Il punto interessante per il lettore svizzero è che la domanda «l’ether è un titolo?» in Confederazione non ha mai avuto lo stesso peso. La FINMA, l’autorità di vigilanza sui mercati finanziari svizzeri, classifica da anni token come l’ether fra i token di pagamento e di utilizzo, non fra i valori mobiliari: la qualificazione elvetica guarda alla funzione economica del token, non alla tecnologia di consenso che lo regge. È la stessa impostazione che ha permesso alla piazza svizzera di muoversi prima di altre giurisdizioni, come abbiamo raccontato a proposito della recente riclassificazione giapponese.

Concretamente, chi vive in Svizzera può esporsi all’ether senza passare dalle piattaforme americane: attraverso gli ETP quotati alla SIX Swiss Exchange oppure tramite istituti vigilati dalla FINMA come Sygnum, AMINA Bank e Bitcoin Suisse, che offrono custodia e, in alcuni casi, servizi di staking. Proprio la custodia – staking incluso – rientra nella nuova licenza per «istituti cripto» che la FINMA sta introducendo con la revisione normativa in corso.

Sul fisco la regola per il privato resta favorevole. Le plusvalenze da rivalutazione dell’ether detenuto come patrimonio privato sono di norma esenti dall’imposta sul reddito, mentre i proventi da staking e da lending vanno dichiarati come reddito imponibile. Il valore dei token va indicato nella sostanza al 31 dicembre, secondo i corsi ufficiali fissati dall’AFC (Amministrazione federale delle contribuzioni).

Le cose da sapere

  • La SEC pagherà 150’000 dollari e consegnerà gli atti residui per chiudere la causa FOIA sulle vecchie indagini in materia di ether.
  • Il nodo era il passaggio della rete Ethereum al proof-of-stake e i messaggi persi dell’ex presidente Gensler.
  • Negli Stati Uniti l’archiviazione conferma che l’ether non è trattato come un titolo: ETF spot e prodotti con staking sono già sul mercato.
  • In Svizzera la FINMA qualifica l’ether come token di pagamento e utilizzo da anni: nessuna ambiguità analoga a quella americana.
  • Per il privato svizzero le plusvalenze restano esenti, mentre staking e lending sono reddito imponibile.

Dove informarsi

Chi detiene ether può seguire il valore aggiornato sulle quotazioni cripto in tempo reale e verificare la propria posizione con il centro di consulenza fiscale cantonale o un fiduciario, soprattutto se pratica staking o lending.

Le quotazioni citate sono indicative al momento della pubblicazione e non costituiscono un consiglio d’investimento.

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