Il rally di ZEC — spinto dall’ingresso del fondo di venture capital Paradigm e da un aggiornamento di rete in arrivo il 30 settembre — riaccende i riflettori sulle "privacy coin". Ma a differenza di Bitcoin, in Svizzera nessuna banca regolamentata può offrirla ai propri clienti: ecco perché, e cosa cambia per chi la detiene comunque.
In una settimana lo zcash è salito del 26,18%. In un mese si è quasi triplicato, +194,8%. In un anno il suo valore è aumentato di quasi 29 volte (+2.844,63%), secondo i dati aggiornati della scheda Zcash. Solo mercoledì 17 settembre, con l’annuncio della Federal Reserve sui tassi ancora caldo sui mercati, il token è balzato di oltre il 20% in poche ore, trascinando con sé l’intero comparto delle monete digitali dedicate alla riservatezza.
Perché la privacy coin è tornata protagonista
A muovere il mercato non è stata la Fed, ma un nome storico del venture capital crypto: Paradigm, il fondo co-fondato da Matt Huang, ha reso pubblico di aver investito in ZEC e nello Zcash Open Development Lab, il laboratorio indipendente che finanzia lo sviluppo della rete. A questo si è sommato il via libera della comunità a NU7 — il prossimo aggiornamento del protocollo, atteso per il 30 settembre —, votato dal 99,9% dei detentori di ZEC che hanno partecipato al sondaggio: dimezzerà il tempo medio tra un blocco e l’altro, da 75 a 25 secondi, rendendo la rete più rapida senza toccare il programma di emissione dei token, rimasto invariato. Il combinato ha spinto anche altre monete orientate alla riservatezza, come Dash (+12% circa), mentre i volumi scambiati sul comparto privacy sono più che raddoppiati rispetto al giorno precedente.
Perché in Svizzera non la si trova da un intermediario regolamentato
È qui che il caso Zcash diventa interessante per chi investe dalla Svizzera italiana. Dal 2018 le direttive di vigilanza hanno spinto gli exchange autorizzati a "delistare" le principali privacy coin — Zcash, Monero, Dash — per ragioni di antiriciclaggio: la possibilità di secretare mittente, destinatario e importo di una transazione rende infatti più complesso per gli intermediari rispettare gli obblighi di adeguata verifica della clientela. Il risultato pratico è che le banche cripto vigilate dalla FINMA — l’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari — che hanno costruito la reputazione della Svizzera come "Crypto Valley" (Sygnum, AMINA Bank e Bitcoin Suisse) non offrono ZEC ai propri clienti. Chi vuole comunque detenerlo deve rivolgersi a un exchange estero, rinunciando alla protezione aggiuntiva di un istituto vigilato in Svizzera e assumendosi in proprio il rischio di controparte.
Non è la prima volta che una moneta "anonima" conquista i riflettori: già alcuni anni fa era stato Monero a guadagnare terreno tra chi cercava riservatezza sulla blockchain, senza però riuscire a uscire davvero dalla nicchia, frenato dagli stessi ostacoli regolatori che oggi limitano la diffusione di Zcash tra il pubblico svizzero.
Le cose da sapere
- Zcash (ZEC) ha guadagnato il 26,18% in una settimana e il 194,8% in un mese, secondo la scheda quotazione aggiornata.
- Il balzo di mercoledì (oltre il 20% in giornata) è legato alla disclosure dell’investimento di Paradigm e al voto quasi unanime della comunità sull’aggiornamento NU7, atteso per il 30 settembre.
- In Svizzera nessun intermediario vigilato dalla FINMA — Sygnum, AMINA Bank, Bitcoin Suisse — offre Zcash: chi lo detiene passa necessariamente da una piattaforma estera.
- Il regime fiscale non cambia per questo: la plusvalenza resta in linea di massima esente per l’investitore privato, ma il token va comunque dichiarato nella sostanza imponibile.
Le quotazioni citate sono indicative al momento della pubblicazione: le criptovalute restano strumenti ad alta volatilità e questo articolo non costituisce un consiglio di investimento. Per il valore aggiornato di Zcash e delle altre valute digitali resta utile consultare le quotazioni cripto in tempo reale e i comunicati della FINMA.
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