Il voto procedurale di lunedì si è fermato a 49 contro 50, dieci voti sotto la soglia richiesta: la legge crypto più attesa dell’anno è di fatto morta per il 2026. Nel pomeriggio la Federal Reserve annuncia la sua decisione sui tassi, con l’83% di probabilità di un rialzo che i mercati stanno già scontando. Cosa cambia (e cosa no) per chi investe dalla Svizzera.
Lunedì 15 settembre il Senato degli Stati Uniti ha bocciato il CLARITY Act: il voto procedurale di cloture si è fermato a 49 voti contro 50, dieci sotto la maggioranza qualificata di 60 necessaria per portare il testo in aula. Fra i "no" anche la repubblicana Susan Collins, che aveva votato a favore in commissione. Il risultato pratico è che la legge - quella che avrebbe dovuto finalmente dividere le competenze fra SEC e CFTC sul mercato delle criptovalute americano - resta bloccata almeno fino alle elezioni di midterm di novembre: il calendario legislativo residuo del 2026 non lascia più finestre utili.
Il mercato aveva già prezzato l’esito. Bitcoin oscilla in queste ore intorno ai 75’700 dollari, in calo dai circa 77’000 di una settimana fa - livello a cui ci eravamo lasciati proprio commentando l’avvicinarsi di questo voto. Ma il vero appuntamento della giornata arriva oggi pomeriggio, ora di New York: la Federal Reserve comunica alle 14:00 locali la propria decisione sui tassi, seguita da una conferenza stampa di Jerome Powell alle 14:30. Sui mercati delle scommesse le probabilità di un rialzo di 25 punti base sono salite all’83%, un esito che fino a poche settimane fa sembrava improbabile in un ciclo che i più attendevano già orientato verso i tagli.
Perché conta più la sorpresa del dato in sé
Bitcoin oggi si muove in correlazione con obbligazioni e titoli growth più stretta che in qualsiasi altro momento della sua storia recente, e reagisce alle mosse della Fed con una velocità che non aveva nei cicli precedenti. Secondo le stime circolate fra gli analisti, un rialzo con toni da banca centrale "equilibrata" costerebbe all’asset un calo compreso fra l’1% e il 5%; se invece Powell segnalasse ulteriori strette in arrivo, la correzione potrebbe allargarsi fino al 12%, con il rischio di liquidazioni a leva a cascata sugli exchange. Non è dunque tanto la decisione in sé - rialzo, pausa o addirittura taglio - a muovere il prezzo, quanto lo scarto fra quello che la Fed dice e quello che il mercato aveva già scontato: la stessa dinamica osservata a inizio mese dopo il dato sul CPI americano, quando oro e Bitcoin reagirono in direzioni opposte allo stesso identico dato.
L’angolo svizzero: la partita di Washington non tocca il quadro FINMA
Per chi detiene o compra cripto dalla Svizzera italiana, né il fallimento del CLARITY Act né la decisione della Fed cambiano le regole del gioco locali. La Confederazione ha chiuso la propria discussione normativa già nel 2021 con la legge sulla tecnologia di registro distribuito, che ha dato alla FINMA categorie di licenza definite invece della contesa fra agenzie che continua a bloccare Washington. Anzi, l’autorità di vigilanza elvetica ha proseguito nella direzione opposta a quella dello stallo americano, con le due nuove categorie di licenza allo studio per istituti di pagamento e istituti cripto che porteranno sotto vigilanza diretta operatori oggi coperti solo dagli organismi di autodisciplina.
Chi in Ticino vuole comprare o vendere durante una giornata di volatilità come questa può farlo tramite un istituto vigilato - Sygnum, AMINA Bank, Bitcoin Suisse o, dallo scorso luglio, direttamente dall’e-banking di BancaStato - senza che il quadro normativo di riferimento dipenda in alcun modo dal Congresso americano. L’effetto indiretto di uno stallo prolungato a Washington resta però reale: un CLARITY Act fermo continua a frenare l’ingresso di capitali istituzionali americani che, se sbloccati, si trasferirebbero anche sui prodotti quotati a Zurigo che replicano gli stessi sottostanti.
Le cifre della giornata
- 49 contro 50: il risultato del voto di cloture al Senato USA sul CLARITY Act, dieci voti sotto il quorum di 60.
- 75’700 dollari: la quotazione di Bitcoin nelle ore precedenti l’annuncio della Fed, in calo dai 77’000 della settimana scorsa.
- 83%: la probabilità implicita sui mercati delle scommesse di un rialzo dei tassi di 25 punti base oggi.
- 1-12%: la forchetta di oscillazione stimata per Bitcoin a seconda del tono - equilibrato o restrittivo - della conferenza stampa di Powell.
- 2021: l’anno in cui la Svizzera ha chiuso, con la legge DLT, la discussione normativa che gli Stati Uniti non sono ancora riusciti a concludere.
Le quotazioni citate sono indicative al momento della pubblicazione e possono muoversi rapidamente nelle prossime ore: per il dato aggiornato in tempo reale restano un riferimento le quotazioni cripto di Money.it o portali come CoinGecko, mentre per il quadro regolatorio svizzero vale sempre il sito della FINMA. Questo articolo ha finalità informative e non costituisce una raccomandazione d’investimento.
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