Il rapporto annuale 2025 dell’autorità di vigilanza segna una svolta: meno dettagli tecnici, più protezione del consumatore. Ecco i 5 punti che contano per chi compra e custodisce criptovalute, dalle nuove categorie di licenza alla stretta sulla custodia all’estero.
La FINMA ha cambiato tono sulle criptovalute. Nel suo rapporto annuale 2025, pubblicato in maggio, l’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari dedica al tema cripto circa una pagina e mezza — contro le tre o quattro pagine di taglio tecnico dell’edizione precedente — e per la prima volta intitola la sezione mettendo al centro la protezione del consumatore. Un riposizionamento che riguarda da vicino chi, anche in Ticino, detiene o sta valutando criptovalute come il Bitcoin.
La frase chiave del documento è netta: «come dimostra la pratica, i consumatori si assumono rischi significativi quando acquistano, scambiano e trasferiscono criptovalute». Non è un divieto, ma un cambio di baricentro: meno enfasi sui dettagli operativi — staking, custodia, garanzie sulle stablecoin — e più attenzione alle scelte di fondo di politica regolatoria.
Perché conta adesso
Il dato che ancora la storia è la flessione delle richieste arrivate alla FINMA nell’area fintech e cripto: 104 nel 2023, 92 nel 2024, 75 nel 2025, con un tempo medio di trattazione inferiore a 30 giorni. Il settore, in Svizzera, si sta consolidando. Non a caso le criptovalute non figurano tra i nove rischi principali del Risk Monitor 2025: la FINMA le tratta come una questione di tutela dell’investitore, non di stabilità sistemica.
Sul fronte infrastrutturale la Confederazione resta invece in modalità apertura. Nel 2025 la FINMA ha concesso a BX Digital la prima licenza per un sistema di negoziazione DLT — la tecnologia di registro distribuito, la stessa famiglia della blockchain — a quattro anni dall’entrata in vigore della legge DLT del 2021.
Le 2 nuove licenze in arrivo
La novità destinata a cambiare di più le carte è la revisione della LIsFi, la legge sugli istituti finanziari. Il Consiglio federale ha aperto la consultazione il 22 ottobre 2025, chiusa il 6 febbraio 2026, e propone due nuove categorie di licenza:
- Istituto di pagamento: sostituisce l’attuale licenza fintech e autorizza esplicitamente l’emissione di stablecoin — criptovalute ancorate a una valuta tradizionale per restare stabili di valore. Sparisce il tetto di 100 milioni di franchi sui depositi che limitava la licenza precedente.
- Istituto di cripto: copre la custodia (incluso lo staking), la negoziazione per la clientela e i servizi di exchange.
Entrambe portano gli operatori cripto sotto la vigilanza diretta della FINMA. Finora questi attori erano sorvegliati solo dagli organismi di autodisciplina previsti dalla legge sul riciclaggio di denaro. L’entrata in vigore è attesa non prima del 2027. Resta aperto un nodo: oggi un’autorizzazione FINMA richiede 18-24 mesi e l’industria chiede di scendere a un massimo di sei.
La stretta sulla custodia all’estero
La FINMA si è già fatta concreta il 12 gennaio 2026 con la Guidance 01/2026: delegare la custodia delle cripto a un depositario terzo estero è ammesso solo se quel paese garantisce una vigilanza equivalente e una protezione paragonabile in caso di insolvenza. L’impatto pratico sulle banche è contenuto — 27 dei 33 istituti vigilati già non si appoggiano a custodi esteri — mentre a sentire il colpo saranno semmai gli operatori specializzati senza licenza bancaria.
Per le stablecoin la linea è confermata: chi le detiene ha un diritto di rimborso che, sotto la legge bancaria, vale come deposito; le stablecoin anonime restano vietate e l’identificazione del detentore è obbligatoria dal 2021. Le banche svizzere con una strategia cripto — come Sygnum o AMINA — dovrebbero invece beneficiare di un quadro più chiaro.
Le 5 cose da sapere
- Il rapporto FINMA 2025 sposta il baricentro dalla tecnica alla protezione del consumatore.
- In arrivo due nuove licenze — istituto di pagamento e istituto di cripto — con vigilanza diretta FINMA.
- Cade il tetto di 100 milioni di CHF per chi emette stablecoin.
- La custodia delegata a depositari esteri è ammessa solo a condizioni stringenti.
- Le richieste all’autorità calano (75 nel 2025): il mercato cripto svizzero si consolida.
Dove informarsi
Chi detiene criptovalute può seguire l’evoluzione normativa direttamente sul sito della FINMA e tenere d’occhio le quotazioni delle criptovalute aggiornate. Sul fronte dei rischi, l’esperienza dei crolli passati — dal caso TerraUSD in poi — resta il miglior promemoria del perché la FINMA insiste oggi sulla parola «consumatore».
I riferimenti normativi e le valutazioni citati sono indicativi al momento della pubblicazione e non costituiscono consulenza d’investimento.
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