Affitti in Svizzera: il 1° giugno il tasso di riferimento resta all’1.25%, ma chi non ha mai chiesto lo sconto può ancora recuperarlo

Claudio Galli

21 Maggio 2026 - 16:11

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La prossima pubblicazione dell’UFAB non farà scendere i canoni: ecco come funziona il meccanismo che lega affitti e mutui, perché il dato del 1° giugno è già scritto, e i passi concreti per verificare se il vostro padrone di casa vi deve una riduzione arretrata.

Affitti in Svizzera: il 1° giugno il tasso di riferimento resta all'1.25%, ma chi non ha mai chiesto lo sconto può ancora recuperarlo

Il 1° giugno 2026 l’Ufficio federale delle abitazioni (UFAB), l’autorità della Confederazione che ogni trimestre fissa il parametro a cui sono agganciati gli affitti, pubblicherà il nuovo tasso ipotecario di riferimento. La previsione degli operatori è netta: resterà all’1.25%, lo stesso valore in vigore dal 3 marzo. Tradotto per il portafoglio di chi vive in affitto significa una cosa sola: nessuna riduzione automatica del canone in arrivo. Eppure una parte degli inquilini un margine ce l’ha ancora — e per usarlo non serve aspettare giugno.

Affitti e mutui, lo stesso filo

In Svizzera il legame fra mercato immobiliare e portafoglio dell’inquilino passa da un solo numero. La BNS (Banca nazionale svizzera) calcola il tasso d’interesse medio di tutte le ipoteche in essere nel Paese; l’UFAB lo arrotonda a gradini di un quarto di punto e ne ricava il tasso ipotecario di riferimento, oggi all’1.25%. È questo valore — non il tasso del mutuo del singolo proprietario — che dà diritto a chiedere un adeguamento dell’affitto.

Il meccanismo è simmetrico ma non identico nei due sensi: quando l’indicatore sale di 0.25 punti il locatore può aumentare il canone fino al 3%; quando scende di 0.25 punti l’inquilino può chiedere una riduzione del 2.91%. È una delle ragioni per cui vivere in affitto in Ticino richiede di conoscere bene le regole: il canone non è un importo fisso, ma un valore che segue — con ritardo e per gradini — l’andamento dei tassi.

Perché il 1° giugno non cambierà nulla

Il tasso di riferimento non si muove a ogni oscillazione di mercato: cambia gradino solo quando il tasso medio calcolato dalla BNS esce da una forchetta precisa.

Tasso medio BNS Tasso di riferimento
Sotto 1.13% Scende all’1.00%
Fra 1.13% e 1.37% Fermo all’1.25% (situazione attuale)
Sopra 1.37% Sale all’1.50%

Oggi il valore medio è dentro quella banda e gli istituti previsionali — da Comparis agli uffici studi delle banche — non vedono un’uscita entro l’estate. La BNS, dal canto suo, mantiene il tasso guida a zero almeno fino a fine 2026, quindi i tassi ipotecari resteranno sostanzialmente piatti. Conclusione pratica: il comunicato del 1° giugno confermerà l’1.25% e nessun affitto calerà per effetto di quella data.

Chi può ancora chiedere lo sconto

La notizia utile non riguarda giugno, ma il passato. Il tasso di riferimento è già sceso, in due tappe successive, dall’1.75% all’1.25% attuale, dove è fermo ormai da diversi trimestri. Ogni gradino verso il basso dava diritto a una riduzione del canone del 2.91%. Ma — a differenza dell’aumento, che il proprietario applica spontaneamente — la riduzione va richiesta dall’inquilino: non scatta da sola.

Chi non ha mai presentato la domanda dopo quei due cali può quindi avere ancora un affitto calibrato su un tasso più alto di quello in vigore. Il conto non è però un automatismo: il locatore può opporre altri fattori — il rincaro generale, l’aumento dei costi di manutenzione, eventuali investimenti sull’immobile — che riducono o, in qualche caso, annullano lo sconto teorico. Per questo conviene verificare la propria posizione italicoprima/italico di scrivere.

L’angolo ticinese

In Ticino il quadro ha una sua specificità. Mentre nei grandi agglomerati svizzeri i prezzi d’acquisto delle abitazioni hanno toccato un record nel primo trimestre 2026, il Cantone va in controtendenza. Anche sul fronte degli affitti il mercato ticinese è più morbido che altrove: i canoni risultano in flessione, soprattutto nel segmento degli appartamenti. Per l’inquilino ticinese è un margine di trattativa in più, sia al rinnovo del contratto sia in caso di cambio di alloggio.

Cosa fare ora, in pratica

  • Recuperate il tasso storico del contratto. Sull’ultima comunicazione di affitto ricevuta è indicato il tasso di riferimento usato per calcolarlo. Se è superiore all’1.25%, c’è in teoria una riduzione da chiedere.
  • Calcolate la riduzione potenziale. Ogni gradino da 0.25 punti vale circa il 2.91%. Esistono calcolatori online gratuiti dell’associazione inquilini e di portali come Comparis che fanno il conto completo, rincaro incluso.
  • Inviate la richiesta per iscritto. La domanda di riduzione va indirizzata al locatore in forma scritta, idealmente con raccomandata, in vista della scadenza utile di disdetta del contratto.
  • Al cambio di casa, trattate. Con un mercato degli affitti debole, chiedere al nuovo proprietario il canone pagato dall’inquilino precedente (modulo ufficiale del Cantone) è il primo passo per non pagare più del dovuto.
  • Segnatevi le prossime date. Dopo il 1° giugno, l’UFAB pubblica di nuovo il tasso il 1° settembre e il 1° dicembre 2026: è lì che si gioca un eventuale calo all’1.00%.

Per i conteggi ufficiali il riferimento è la pagina dell’UFAB sul tasso ipotecario di riferimento; per una verifica personalizzata della propria situazione, il canale gratuito più diretto resta il centro di consulenza cantonale per gli inquilini.

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