BancaStato apre alle criptovalute: Bitcoin, Ethereum, Litecoin e Solana ora si comprano dall’e-banking (con Sygnum alla custodia)

Claudio Galli

27 Luglio 2026 - 11:09

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L’istituto cantonale ticinese porta la negoziazione di quattro criptovalute dentro l’app e l’e-banking, senza wallet esterni. Ecco come funziona, chi custodisce gli averi e cosa cambia per il risparmiatore in Ticino.

BancaStato apre alle criptovalute: Bitcoin, Ethereum, Litecoin e Solana ora si comprano dall'e-banking (con Sygnum alla custodia)

Comprare Bitcoin come si compra un’azione, dallo stesso portale e con lo stesso clic. È il servizio che la Banca dello Stato del Cantone Ticino (BancaStato) ha aperto ai propri clienti a fine luglio 2026: la negoziazione regolamentata di criptovalute direttamente dall’italicoe-banking/italico e dall’app di mobile banking, senza dover passare da piattaforme esterne spesso poco o per nulla vigilate.

Al lancio le criptovalute disponibili sono quattro: Bitcoin, Ethereum, Litecoin e Solana. Gli ordini si immettono indicando la quantità oppure il controvalore in dollari, esattamente come per un titolo azionario. Il servizio nasce da una collaborazione fra tre attori: BancaStato per la relazione con il cliente, la zurighese Sygnum — gruppo bancario svizzero specializzato in asset digitali — per l’esecuzione degli ordini e la custodia, e Avaloq come fornitore del sistema informatico bancario.

Cosa cambia per il cliente ticinese

Il punto centrale è che il risparmiatore non deve gestire italicowallet/italico, chiavi private o gli aspetti tecnici che di solito spaventano chi si avvicina alle criptovalute. Detiene i token in portafoglio come farebbe con azioni od obbligazioni, all’interno di canali che già conosce.

La custodia è affidata a Sygnum, che dispone di una licenza bancaria svizzera ed è quindi sottoposta alla vigilanza della FINMA, l’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari. Un dettaglio che pesa: gli averi in cripto sono detenuti fuori dal bilancio sia di BancaStato sia della banca depositaria e restano quindi protetti in caso di fallimento di uno dei due istituti — la stessa logica che tutela i titoli in deposito.

Sul piano tecnico, BancaStato ha collegato la propria infrastruttura alla piattaforma di Sygnum tramite un’interfaccia diretta (API), ed è la prima banca a farlo nell’ambiente italicocloud/italico di Avaloq. Con questo passo l’istituto ticinese si affianca a Zuger Kantonalbank, PostFinance e a oltre venticinque altre realtà — fra cui la luganese PKB Private Bank — già presenti sulla rete di Sygnum. Secondo il gruppo zurighese, oltre un terzo della popolazione svizzera ha oggi accesso regolamentato agli attivi digitali proprio attraverso questa infrastruttura.

Perché arriva adesso

La mossa non è isolata. BancaStato è la sesta banca cantonale svizzera a offrire negoziazione regolamentata di criptovalute alla clientela al dettaglio, e il momento non è casuale: la partenza segue di pochi giorni l’autorizzazione europea ottenuta da Sygnum Europe, che a fine giugno ha incassato dalla FMA del Liechtenstein la licenza CASP prevista dal regolamento europeo MiCA. Il quadro normativo svizzero, intanto, si sta consolidando: la Confederazione ha costruito negli anni un terreno favorevole per le banche cripto elvetiche come Sygnum, AMINA Bank e Bitcoin Suisse.

A spiegare la scelta è Curzio De Gottardi, vicedirettore e responsabile dell’Area Prodotti e Servizi di BancaStato: le criptovalute più affermate, osserva, «rappresentano ormai una realtà consolidata e già significativamente integrata dal settore bancario». Si tratta, precisa, di una «domanda di nicchia», gestita «in maniera controllata». E mette un paletto sul rischio speculazione: «offriamo solo quattro criptovalute quando al mondo ne esistono più di ottomila».

Le 4 cose da sapere

  • Quattro asset, non l’intero mercato: si negoziano soltanto Bitcoin, Ethereum, Litecoin e Solana, non le migliaia di token minori.
  • Niente wallet da gestire: acquisto, custodia e vendita avvengono dentro l’e-banking e l’app; le chiavi restano a un custode vigilato.
  • Protezione in caso di fallimento: gli averi sono tenuti fuori bilancio di BancaStato e di Sygnum, come i titoli in deposito.
  • Volatilità invariata: la cornice bancaria riduce i rischi operativi e di controparte, ma non quelli di prezzo, che restano elevati.

Il nodo fiscale resta cantonale

Per chi vive in Ticino vale la regola svizzera: le plusvalenze sulle criptovalute restano in genere esenti per l’investitore privato, ma i token vanno dichiarati come sostanza al valore di fine anno, secondo le indicazioni dell’autorità fiscale cantonale.

Chi vuole seguire l’andamento del mercato può consultare le quotazioni delle criptovalute in tempo reale o portali come CoinGecko, oltre ai comunicati periodici della FINMA. italicoLe quotazioni e i dati citati sono indicativi al momento della pubblicazione. Questo articolo ha finalità informative e non costituisce un consiglio d’investimento./italico

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