La Camera alta di Tokyo ha approvato il 15 luglio la riforma che porta Bitcoin, Ethereum e XRP sotto la stessa legge di azioni e obbligazioni: aliquota unica al 20% dal 2028, ETF possibili dal 2027. Per chi detiene cripto in Svizzera il confronto è impietoso, perché le plusvalenze private restano esenti.
Il Giappone ha deciso di trattare le criptovalute come le azioni. Il 15 luglio la Camera alta del Parlamento (la italicoHouse of Councillors/italico) ha approvato in via definitiva la riforma che sposta il Bitcoin, l’Ethereum, l’XRP e gli altri token sotto il Financial Instruments and Exchange Act (FIEA) – la stessa legge che regola titoli, obbligazioni e fondi comuni. Con il passaggio cambiano due cose che contano per gli investitori: l’imposta sui guadagni da trading scende da un massimo del 55% a un’aliquota unica del 20%, e si apre la porta ai primi ETF spot su Bitcoin – fondi quotati che replicano direttamente il prezzo dell’asset – alla Borsa di Tokyo.
Cosa prevede la riforma giapponese
Il nuovo quadro non entra in vigore subito. La riclassificazione sotto il FIEA scatta nell’anno fiscale 2027, mentre l’aliquota unica al 20% si applica ai guadagni realizzati dal 1° gennaio 2028. Portando le cripto nel perimetro della legge sui titoli, Tokyo introduce anche il divieto di insider trading sugli asset digitali e sanzioni più pesanti per gli abusi di mercato: in cambio di più protezione per gli investitori, il settore ottiene lo status di prodotto finanziario a pieno titolo. I rappresentanti della Borsa di Tokyo hanno lasciato intendere che i primi ETF legati alle criptovalute potrebbero essere quotati già dal 2027.
Il taglio fiscale è il punto che fa più rumore. Fino a oggi in Giappone i guadagni sulle cripto rientravano nel «reddito misto» e potevano essere tassati fino al 55%, una delle aliquote più alte fra le economie avanzate. Scendere a un’imposta separata del 20% – la stessa che si applica ad azioni e fondi – avvicina il Giappone a molti altri Paesi che hanno scelto una fiscalità agevolata per attrarre capitali digitali.
Perché conta per il mercato
La notizia è arrivata in una giornata già positiva, con dati sull’inflazione statunitense più morbidi del previsto, e ha dato ossigeno ai prezzi: il Bitcoin ha brevemente superato i 65’000 dollari il 15 luglio, per poi assestarsi attorno ai 64’800 dollari. Sul fronte dei flussi, gli ETF spot americani su Bitcoin hanno registrato circa 181 milioni di dollari di afflussi netti dopo settimane difficili, con BlackRock in testa. Il segnale di fondo è più politico che tecnico: il Giappone è la terza economia mondiale, e una riclassificazione così netta è uno dei messaggi più favorevoli al settore arrivati quest’anno da un grande Paese.
L’angolo svizzero: la Confederazione è già oltre
Per chi vive in Svizzera, la riforma giapponese è soprattutto la conferma di un vantaggio che la Confederazione ha già da anni. Qui le cripto sono trattate come valori patrimoniali sin dalla legge sui registri elettronici distribuiti (DLT) del 2021, la FINMA vigila sul settore – l’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari – e gli ETP su Bitcoin di emittenti come 21Shares sono quotati alla borsa di Zurigo (SIX) da prima che gli Stati Uniti approvassero i loro ETF spot.
Ma è sul piano fiscale che il confronto è impietoso. Mentre Tokyo festeggia il passaggio dal 55% al 20%, in Svizzera l’investitore privato non paga nulla sulle plusvalenze: i guadagni da rivendita dei token restano esenti da imposta sul reddito, secondo la prassi dell’AFC (Amministrazione federale delle contribuzioni). Restano invece tassati come reddito i proventi da staking, mining, lending e airdrop, e le cripto vanno dichiarate al valore di mercato al 31.12 ai fini dell’imposta cantonale sulla sostanza. Attenzione a un limite: l’esenzione vale per il privato, non per chi opera con i tratti del commerciante professionale (volumi elevati, leva, capitale di terzi), che rischia la tassazione come reddito da attività lucrativa.
Le cose da sapere
- Riclassificazione: Bitcoin, Ethereum e XRP diventano strumenti finanziari sotto il FIEA dall’anno fiscale 2027.
- Fisco Giappone: aliquota unica al 20% sui guadagni dal 1° gennaio 2028, in discesa dal massimo del 55%.
- ETF: la Borsa di Tokyo apre ai primi ETF spot su Bitcoin, possibili dal 2027.
- Regole di mercato: arrivano il divieto di insider trading sugli asset digitali e sanzioni più severe.
- Svizzera: per il privato le plusvalenze sono già esenti; staking e lending tassati come reddito, sostanza dichiarata al 31.12.
Il quadro resta in movimento: la legge giapponese deve completare gli ultimi passaggi attuativi e la data effettiva degli ETF dipenderà dai regolatori. Per il prezzo aggiornato conviene affidarsi a fonti di mercato come CoinGecko, mentre il quadro di vigilanza svizzero resta quello della FINMA. italicoLe quotazioni citate sono indicative al momento della pubblicazione e non costituiscono un consiglio d’investimento./italico
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