Morgan Stanley lancia ETF su Ether e Solana con fee record allo 0,14%: la Svizzera ce li aveva già (e uno costa pure meno)

Claudio Galli

14 Luglio 2026 - 11:12

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La banca americana deposita gli emendamenti SEC per due nuovi trust con staking incluso e commissioni fra le più basse al mondo. Sulla borsa svizzera SIX un prodotto quasi identico su ether esiste da anni — e costa persino meno.

Morgan Stanley lancia ETF su Ether e Solana con fee record allo 0,14%: la Svizzera ce li aveva già (e uno costa pure meno)

Morgan Stanley ha depositato presso la SEC gli emendamenti al modulo S-1 per due nuovi fondi quotati su Ethereum e Solana: il Morgan Stanley Ethereum Trust (ticker MSSE) e il Morgan Stanley Solana Trust (MSOL). La commissione di gestione indicata in entrambi i casi è dello 0,14% annuo — la più bassa mai proposta finora negli Stati Uniti per un ETF spot su queste due criptovalute e, secondo l’analista Bloomberg Eric Balchunas, «la più economica al mondo». I fondi non sono ancora operativi: la SEC deve dichiarare effettive le registrazioni e Morgan Stanley non ha annunciato una data di lancio.

La caratteristica più rilevante non è solo il prezzo, ma cosa include: entrambi i trust prevedono lo staking integrato. Il gestore potrà mettere a rendita fra il 50% e l’80% degli asset in custodia; dei proventi generati, il 95% tornerà al fondo — e quindi all’investitore — mentre solo il 5% resterà ai fornitori del servizio di staking e custodia.

Una guerra di commissioni già vinta sulla carta

Lo 0,14% batte l’attuale fondo più economico su ether — il Grayscale Ethereum Staking Mini ETF, allo 0,15% — e il più economico su Solana, il Franklin Solana ETF, allo 0,19%. Non è un dettaglio da addetti ai lavori: su un investimento di 10’000 dollari mantenuto per dieci anni, la differenza fra uno 0,14% e uno 0,35% di commissione annua vale già qualche centinaio di dollari di rendimento perso, ancora prima di considerare l’andamento del prezzo. È il segnale più chiaro che, dopo la corsa alla prima approvazione degli ETF spot su Bitcoin ed Ethereum, la seconda fase della competizione fra gli emittenti americani si gioca sui costi.

L’angolo svizzero: un prodotto quasi identico esiste già — e in un caso costa meno

Chi investe dalla Svizzera può permettersi di guardare l’annuncio con un certo distacco: un prodotto molto simile è quotato da tempo sulla borsa SIX. Il 21Shares Ethereum Core Staking ETP (ETHC) applica una commissione di gestione dello 0,10% — già oggi più conveniente della proposta di Morgan Stanley — e integra i proventi dello staking direttamente nel valore patrimoniale netto del prodotto. Sul fronte Solana, il 21Shares Solana Core Staking ETP (CSOL), lanciato a gennaio 2025, applica invece una commissione dello 0,35%: qui, se e quando MSOL diventerà operativo, l’ETF americano risulterebbe effettivamente il più economico dei due.

La lettura di sistema è che la piazza finanziaria svizzera ha anticipato di anni un modello — l’ETP con staking incorporato, senza dover gestire un wallet o i validatori in proprio — che Wall Street sta ora replicando rincorrendo sulle commissioni. Non è un caso isolato: anche i flussi record verso gli ETF spot su Solana osservati negli Stati Uniti da inizio anno mostrano quanto capitale istituzionale sia ancora alla ricerca del veicolo più efficiente per esporsi a queste due reti, mentre a Zurigo e Zugo il tema è ormai considerato maturo.

ProdottoEmittenteAssetBorsaFee annuaStaking
Ethereum Trust (MSSE)* Morgan Stanley ETH USA (in attesa SEC) 0,14% Sì, 50-80% in staking
Solana Trust (MSOL)* Morgan Stanley SOL USA (in attesa SEC) 0,14% Sì, 50-80% in staking
Ethereum Core Staking ETP (ETHC) 21Shares ETH SIX Swiss Exchange 0,10% Sì, integrato nel NAV
Solana Core Staking ETP (CSOL) 21Shares SOL SIX Swiss Exchange 0,35% Sì, integrato nel NAV

*non ancora effettivo, nessuna data di lancio annunciata dalla SEC.

Cosa significa per chi investe da qui

Sul piano regolatorio la sorveglianza in Svizzera resta quella della FINMA, che vigila sia gli emittenti di ETP sia gli istituti — da Sygnum ad AMINA Bank — che offrono staking e custodia diretta. Sul piano fiscale vale la regola generale: le plusvalenze su criptovalute detenute nel patrimonio privato restano esenti da imposta sul reddito, mentre i proventi da staking — inclusi quelli distribuiti tramite un ETP — sono trattati come reddito imponibile. È una differenza da tenere a mente per chi confronta un prodotto svizzero con uno americano di prossima uscita: la struttura fiscale non è la stessa a seconda di dove si dichiara il reddito da staking.

Il quadro di mercato resta comunque nervoso: l’ether continua a viaggiare intorno ai 1’775 dollari, sotto la soglia psicologica dei 1’800 mentre Bitcoin oscilla vicino ai 62’800 dollari. In questo contesto, la mossa di Morgan Stanley è meno una scommessa sul prezzo delle due criptovalute e più una scommessa sulla struttura del mercato: chi arriverà a offrire l’accesso più economico ed efficiente, indipendentemente da dove va la quotazione nel breve periodo.

Le quotazioni e le commissioni citate sono indicative al momento della pubblicazione e non costituiscono un consiglio d’investimento.

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