Solana, gli ETF spot superano 1.1 miliardi di dollari di flussi: perché il prezzo del SOL non decolla

Claudio Galli

25 Maggio 2026 - 11:09

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Da inizio anno i fondi quotati statunitensi su Solana hanno raccolto oltre un miliardo di dollari, ma il token resta lontano dai massimi. Cosa dice il taglio di Bank of America, quanto pesa l’aggiornamento Alpenglow e come si tratta SOL dalla Svizzera.

Solana, gli ETF spot superano 1.1 miliardi di dollari di flussi: perché il prezzo del SOL non decolla

Gli ETF spot statunitensi su Solana (SOL) hanno superato 1.1 miliardi di dollari di flussi cumulati da inizio 2026, di cui circa 99 milioni raccolti solo nel mese di maggio. Eppure il prezzo del token non segue: SOL viaggia intorno ai 90 dollari, oltre il 35% sotto i livelli di sei mesi fa e lontano dai circa 248 dollari toccati nel punto più alto degli ultimi dodici mesi. È la fotografia di una divergenza che sta diventando il tema centrale del mercato cripto di primavera: il denaro istituzionale entra attraverso i prodotti regolamentati, ma non basta a spingere la quotazione.

Flussi in crescita, prezzo fermo

Sul mercato americano sono ormai sedici gli ETF spot su Solana — fondi quotati in borsa che replicano il prezzo del token detenendolo fisicamente — attivamente negoziati. Il flusso netto cumulato ha superato 1.1 miliardi di dollari, con punte come i 56.6 milioni incassati in una sola seduta il 10 maggio. Numeri solidi, che però convivono con un prezzo debole: SOL resta sotto di circa il 35% rispetto a sei mesi fa e di quasi il 47% su base annua, malgrado un recupero di poco superiore al 6% nell’ultimo mese.

La spiegazione più semplice è che i flussi negli ETF non misurano la domanda netta dell’intero mercato. Una parte è rotazione di posizioni già esistenti verso il veicolo regolamentato, non denaro realmente nuovo. Finché il prezzo non risponde, i flussi raccontano soprattutto un cambio di contenitore: dagli exchange e dai wallet privati ai fondi quotati.

Il segnale di Bank of America

Un indizio sulla direzione del denaro istituzionale è arrivato il 23 maggio. Nella documentazione trimestrale Bank of America, seconda banca statunitense per attivi, ha aumentato l’esposizione all’ETF spot su Bitcoin di BlackRock (IBIT), portandola a circa 37 milioni di dollari, mentre ha ridotto le posizioni negli ETF legati a Ether e Solana. L’esposizione complessiva dichiarata ai prodotti cripto resta intorno ai 53 milioni.

Il messaggio implicito è chiaro: tra gli istituzionali, Bitcoin viene trattato come l’asset «core», mentre le altre criptovalute — le cosiddette altcoin — restano una scommessa più tattica e prudente. Per Solana è un segnale da non sottovalutare, perché conferma che i flussi recenti non riflettono ancora una convinzione strutturale.

Alpenglow, cosa cambia sotto il cofano

Sul fronte tecnologico, la rete punta sull’aggiornamento Alpenglow, distribuito su un cluster di test l’11 maggio e atteso sulla rete principale entro il terzo trimestre del 2026. L’obiettivo è ridurre la finalità — il tempo necessario perché una transazione diventi irreversibile — da circa 12.8 secondi a circa 150 millisecondi.

Se l’aggiornamento manterrà le promesse, Solana rafforzerebbe il posizionamento come blockchain ad alta velocità, l’argomento storico con cui si è imposta come alternativa a Ethereum. Resta però un cantiere aperto: finché Alpenglow non è operativo sulla rete principale, è una promessa di laboratorio, non un dato di mercato.

Come si tratta Solana dalla Svizzera

Per chi vive in Svizzera, l’accesso a SOL non passa dagli ETF americani. Sulla borsa elvetica SIX sono quotati diversi ETP (Exchange Traded Product) che replicano il prezzo di Solana, emessi tra gli altri da operatori come 21Shares e WisdomTree: è la via più semplice e regolamentata per esporsi al token senza gestire un wallet. In alternativa, le banche cripto-regolate — Sygnum e AMINA su tutte — offrono custodia e negoziazione diretta. La vigilanza della FINMA sull’intero comparto è stata rafforzata nell’ultimo anno.

Sul piano fiscale, in Svizzera le criptovalute rientrano nella sostanza mobiliare imponibile: per l’investitore privato l’eventuale plusvalenza resta esente dall’imposta sul reddito, mentre i proventi da staking sono tassati come reddito. Le regole di dettaglio variano da Cantone a Cantone.

I numeri da tenere a mente

  • Oltre 1.1 miliardi di dollari: flussi cumulati negli ETF spot statunitensi su Solana da inizio 2026.
  • 16: gli ETF spot su SOL attualmente negoziati sul mercato americano.
  • Circa 90 dollari: il prezzo di SOL, oltre il 35% sotto i livelli di sei mesi fa.
  • 23 maggio: Bank of America taglia gli ETF su Ether e Solana e rafforza quello su Bitcoin.
  • Terzo trimestre 2026: la finestra attesa per l’attivazione dell’aggiornamento Alpenglow.

Per chi segue il token, il quadro aggiornato delle quotazioni cripto in tempo reale e i dati di flusso degli ETF restano i due indicatori da incrociare nelle prossime settimane.

Le quotazioni citate sono indicative al momento della pubblicazione e non costituiscono un consiglio d’investimento.

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