Il colosso di Michael Saylor passa dalle parole ai fatti: dopo l’autorizzazione di fine giugno, la prima vendita massiccia di BTC copre le cedole delle azioni privilegiate e ricostruisce la cassa. I numeri dell’operazione, la perdita record del secondo trimestre e cosa significa per chi detiene Bitcoin o azioni Strategy dalla Svizzera.
Questa volta non è un’autorizzazione sulla carta: Strategy ha venduto 3’588 Bitcoin per circa 216 milioni di dollari tra il 29 giugno e il 5 luglio, in due tranche a prezzi medi di 59’256 e 60’773 dollari. Lo dice la stessa società di Michael Saylor nella comunicazione depositata presso la SEC — l’autorità di vigilanza dei mercati USA — insieme a un altro numero destinato a pesare: una perdita non realizzata di 8.32 miliardi di dollari sul tesoro di Bitcoin nel solo secondo trimestre 2026.
È il seguito diretto della svolta che avevamo raccontato a fine giugno: il 29 giugno Strategy aveva adottato il «Digital Credit Capital Framework», autorizzandosi per la prima volta a monetizzare fino a 1.25 miliardi di dollari del proprio tesoro. Dopo una prima cessione simbolica di 32 BTC, la vendita è ora diventata operativa su scala molto più ampia.
Perché Strategy vende (e perché proprio adesso)
La destinazione dei 216 milioni è dichiarata: pagare i dividendi delle azioni privilegiate — gli strumenti con cui la società si è finanziata negli ultimi trimestri, alcuni con cedole fino al 12% — e ricostruire le riserve in dollari, risalite a 2.55 miliardi. In altre parole: il tesoro in Bitcoin serve ora a onorare impegni presi in valuta tradizionale.
Il contesto di mercato spiega l’urgenza. Il prezzo del Bitcoin è passato da circa 68’000 dollari a inizio aprile a circa 60’000 a fine giugno, con un minimo a 57’800. A nove mesi dal massimo storico di ottobre (circa 126’000 dollari) la correzione resta intorno al 50%, nonostante il rimbalzo sopra i 62’000 dollari innescato a inizio luglio dai dati deboli sul lavoro USA, che hanno riacceso le attese di un taglio dei tassi da parte della Fed.
Va detto che il quadro non è a senso unico: nel complesso del trimestre Strategy è rimasta compratrice netta, con oltre 85’000 BTC aggiunti al portafoglio. Dopo la vendita, la riserva si attesta a 843’775 BTC — di gran lunga il più grande tesoro societario di Bitcoin al mondo, pari a circa il 4% dell’offerta massima di 21 milioni.
Una perdita da 8.32 miliardi in tre mesi
La perdita trimestrale è contabile, non incassata: riflette la discesa del prezzo sul valore di bilancio delle riserve. Ma per una società la cui capitalizzazione si regge in larga parte sul premio riconosciuto dal mercato al suo tesoro digitale, il segnale conta. Saylor aveva costruito la propria immagine pubblica sulla promessa di non vendere mai; la seconda vendita in una settimana, per un controvalore quasi sette volte superiore alla prima, dice che la disciplina finanziaria ha preso il sopravvento sulla narrativa.
Per il mercato la domanda è un’altra: se il maggiore detentore societario di Bitcoin vende per pagare cedole, quanto reggono le decine di «treasury company» minori che hanno copiato il modello con meno capitale e meno accesso al credito?
Cosa significa per chi detiene Bitcoin (o azioni Strategy) in Svizzera
Per il lettore svizzero l’esposizione passa da due canali. Il primo è l’azione Strategy (MSTR), acquistabile da qualsiasi banca o broker elvetico: è di fatto una scommessa a leva sul Bitcoin, e la perdita trimestrale lo conferma. Il secondo è la detenzione diretta di criptovalute, dove le regole svizzere restano quelle che conosciamo: per il privato che non è commerciante professionale i guadagni in conto capitale sono esenti da imposta, mentre il portafoglio al 31 dicembre entra nella sostanza imponibile cantonale.
Sul fronte della vigilanza, la FINMA — l’autorità federale dei mercati finanziari — ha alzato l’attenzione sul settore proprio nel 2026, tra guidance sulla custodia estera e le due nuove licenze in arrivo per gli operatori cripto: un quadro che protegge chi usa intermediari svizzeri regolamentati, ma non elimina il rischio di mercato.
Le 5 cose da sapere
- 3’588 BTC venduti tra il 29 giugno e il 5 luglio per circa 216 milioni di dollari, in due tranche a 59’256 e 60’773 dollari di prezzo medio.
- Perdita non realizzata di 8.32 miliardi di dollari sul tesoro Bitcoin nel secondo trimestre 2026.
- 843’775 BTC restano in cassaforte: Strategy è ancora compratrice netta nel trimestre (+85’000 BTC) e detiene circa il 4% dell’offerta massima.
- I proventi coprono i dividendi delle azioni privilegiate (cedole fino al 12%) e riportano la cassa a 2.55 miliardi di dollari.
- Il Bitcoin tratta intorno ai 62’000-63’000 dollari, a circa -50% dal massimo storico di ottobre; il prossimo appuntamento macro è il dato sull’inflazione USA del 14 luglio.
Dove seguire la vicenda
Il prezzo aggiornato del Bitcoin si può monitorare in tempo reale su CoinGecko, mentre i comunicati di vigilanza svizzeri sono pubblicati dalla FINMA. Per chi valuta un’esposizione tramite intermediari elvetici, la verifica dell’autorizzazione dell’operatore sul registro FINMA resta il primo passo.
Le quotazioni citate sono indicative al momento della pubblicazione e possono variare rapidamente. Questo articolo ha scopo informativo e non costituisce una raccomandazione di investimento.
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