Ethereum sotto i 1’800 dollari: perché l’ether arranca dietro Bitcoin nel 2026 (e cosa cambia per chi fa staking in Svizzera)

Claudio Galli

18 Giugno 2026 - 11:09

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Il rapporto ETH/BTC è ai minimi da dieci mesi e l’ether perde quasi il 40% da inizio anno, il doppio di Bitcoin. Le cinque ragioni strutturali del ritardo, l’effetto della Fed di questa settimana e cosa deve guardare chi detiene ether da un conto svizzero.

Ethereum sotto i 1'800 dollari: perché l'ether arranca dietro Bitcoin nel 2026 (e cosa cambia per chi fa staking in Svizzera)

La seconda criptovaluta al mondo per capitalizzazione continua a deludere. Ethereum — la blockchain di riferimento per smart contract, staking e finanza decentralizzata (DeFi) — viaggia attorno ai 1’750 dollari, sotto la soglia psicologica dei 1’800 e a meno di un terzo del record storico di 4’952 dollari toccato nel ciclo precedente. Non è solo un problema di prezzo assoluto: è il confronto con Bitcoin a raccontare la storia.

Il vero termometro: il rapporto ETH/BTC

Il rapporto ETH/BTC — quanti bitcoin serve scambiare per un ether — è sceso attorno a 0,027, il livello più basso da circa dieci mesi. Tradotto: oggi un solo Bitcoin "compra" all’incirca 37 ether. Da inizio anno l’ether cede vicino al 40%, mentre Bitcoin si ferma attorno al -25%. Quando la moneta considerata il principale "asset di rischio" del comparto perde terreno proprio contro il capofila, di norma significa che gli investitori, dovendo scegliere, preferiscono la liquidità e la solidità relativa di Bitcoin. Lo stesso movimento di rotazione dei capitali tra i grandi asset cripto che nelle ultime settimane ha premiato altre catene a scapito dell’ether.

Le 5 ragioni strutturali del ritardo

Dietro il sottotono di Ethereum non c’è un singolo evento, ma una combinazione di fattori che si rinforzano a vicenda:

  • Domanda ETF più debole. Gli ETF spot — i fondi quotati che replicano il prezzo della cripto senza obbligare a custodirla — hanno raccolto molto più capitale istituzionale su Bitcoin che su Ethereum. Il "muro di acquisti" sotto l’ether è semplicemente più sottile.
  • Nessun pavimento dalle tesorerie aziendali. Numerose società quotate tengono Bitcoin in bilancio come riserva, creando un compratore strutturale a ogni ribasso. Per l’ether un fenomeno di pari scala non esiste.
  • I Layer 2 erodono le commissioni. Reti costruite sopra Ethereum come Base, Arbitrum e Optimism processano le transazioni a costi minimi: ottimo per l’utente, ma riduce le commissioni "bruciate" sulla catena principale e quindi il valore che torna all’ether.
  • Si muove come un titolo tech. La correlazione dell’ether con l’indice Nasdaq 100 è salita attorno a 0,78: quando i mercati azionari americani arretrano, Ethereum tende a seguirli più di Bitcoin.
  • L’aggiornamento è slittato. italicGlamsterdam/italic, l’upgrade più ambizioso dal italicMerge/italic — punta a 10’000 transazioni al secondo e ad alzare il limite di gas da 60 a 200 milioni — era atteso a giugno ma è entrato solo ora nelle fasi finali di test. L’attivazione sulla rete principale è scivolata al terzo trimestre, con agosto come finestra più citata.

L’effetto della Fed

Sul quadro strutturale si è innestata la macroeconomia. Dopo la riunione della Federal Reserve di questa settimana, conclusasi con tassi fermi e toni più restrittivi del previsto, gli ETF cripto americani su Bitcoin ed Ethereum hanno registrato deflussi per circa 111 milioni di dollari complessivi, con le speranze di un taglio dei tassi rinviate. È un promemoria utile anche per il lettore svizzero: il prezzo dell’ether, nel breve, lo muovono i derivati, i flussi degli ETF e le decisioni di Washington molto più di quanto faccia la Banca nazionale svizzera, che pure lunedì ha lasciato il proprio tasso guida a zero.

Cosa significa per chi detiene ether in Svizzera

Il punto di forza di Ethereum resta lo staking — il meccanismo con cui si bloccano ether per validare la rete in cambio di una rendita. Oggi circa 39,2 milioni di ether, pari a quasi il 32% dell’offerta in circolazione, sono vincolati allo staking attraverso circa 890’000 validatori, con un rendimento lordo indicativo tra il 2,8% e il 3,5% annuo. È un cuscinetto che riduce l’offerta vendibile nel lungo periodo, ma non basta a sostenere il prezzo qui e ora.

Per chi vive in Ticino o nel resto della Confederazione il tema dello staking ha anche un risvolto pratico. Gli operatori svizzeri vigilati — da Sygnum ad AMINA Bank — offrono custodia e staking di ether nel perimetro delle regole FINMA sulla custodia degli asset cripto, un quadro che il riordino delle licenze in arrivo dovrebbe rendere ancora più definito. E sul fronte fiscale vale la regola generale elvetica: le plusvalenze su criptovalute detenute nel patrimonio privato restano in linea di principio esenti da imposta sul reddito, mentre i proventi da staking sono trattati come reddito imponibile e gli importi vanno comunque dichiarati nella sostanza. Una differenza che conta nel decidere se e quanto mettere in staking.

I numeri da ricordare

  • ETH attorno a 1’750 USD, rapporto ETH/BTC ai minimi da dieci mesi.
  • Da inizio anno l’ether perde quasi il 40%, Bitcoin circa il 25%.
  • Cinque freni strutturali: ETF più deboli, niente tesorerie aziendali, Layer 2, correlazione col Nasdaq, upgrade rinviato.
  • italicGlamsterdam/italic ora atteso nel terzo trimestre, finestra di agosto.
  • In Svizzera lo staking di ether passa da operatori vigilati FINMA; plusvalenze private esenti, rendite da staking imponibili.

Per il prezzo aggiornato in tempo reale restano i riferimenti abituali: le quotazioni cripto in tempo reale e i dati di mercato di CoinGecko. italicLe quotazioni citate sono indicative al momento della pubblicazione e non costituiscono un consiglio di investimento./italic

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