ETF cripto, i capitali lasciano Bitcoin: 64 milioni in uscita in un giorno mentre Solana e XRP attirano i flussi

Claudio Galli

17 Giugno 2026 - 11:10

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Il 15 giugno gli ETF spot americani su Bitcoin hanno perso 64 milioni di dollari, mentre i prodotti su Solana e XRP ne incassavano circa 226 milioni insieme. Cosa segnala questa rotazione e che cosa cambia per chi detiene cripto in Svizzera.

ETF cripto, i capitali lasciano Bitcoin: 64 milioni in uscita in un giorno mentre Solana e XRP attirano i flussi

C’è un movimento di denaro che merita attenzione anche da questa parte delle Alpi. Lunedì 15 giugno gli ETF spot statunitensi su Bitcoin — i fondi quotati in borsa che replicano il prezzo della criptovaluta senza obbligare l’investitore a custodirla — hanno registrato deflussi netti per 64,09 milioni di dollari. Nello stesso giorno i prodotti su Solana e XRP hanno fatto l’opposto, attirando insieme circa 226 milioni di dollari di nuovi capitali. Una rotazione, non una fuga: i soldi non escono dal settore, si spostano dal re del mercato verso gli sfidanti.

La rotazione in numeri

Il dato del 15 giugno non è un episodio isolato. Gli ETF spot su Solana, partiti negli Stati Uniti il 26 maggio come quarta categoria di fondi cripto dopo Bitcoin, Ethereum e XRP, hanno già raccolto 1,118 miliardi di dollari di flussi netti cumulati al 12 giugno. A trainare è il prodotto di punta del gruppo, con 889,4 milioni, seguito da un secondo emittente a 188,1 milioni; un terzo fondo ha invece restituito 102,3 milioni, segno che dentro la stessa categoria la concorrenza è già feroce.

Anche XRP, il token legato a Ripple, viaggia su numeri di rilievo: i flussi cumulati dei suoi ETF spot hanno toccato 1,43 miliardi di dollari da inizio quotazione, con masse nette attorno ai 982 milioni. La spinta arriva anche dal mercato fisico: il 15 giugno i grandi portafogli hanno accumulato 1,53 miliardi di token, e il prezzo è rimbalzato del 13% sui massimi delle due settimane precedenti. Ethereum, dal canto suo, ha chiuso il 16 giugno sopra i 1.100 dollari, sostenuto dalla stessa ondata di acquisti.

Cosa significa

La lettura più convincente è quella della maturazione del mercato. Per oltre un anno il flusso istituzionale verso le cripto è passato quasi solo dai fondi su Bitcoin; ora i consulenti finanziari e gli investitori tradizionali hanno a disposizione strumenti regolamentati anche sugli altcoin, e li usano per diversificare restando dentro i canali di intermediazione classici, senza dover gestire wallet o chiavi private. La chiarezza regolatoria ottenuta da XRP dopo il via libera della SEC americana di marzo 2026 ha rimosso un freno che pesava da anni.

Va tenuta la giusta misura. Bitcoin resta di gran lunga il primo asset del settore e i suoi deflussi recenti vanno inquadrati nel contesto: tra il 1° e il 5 giugno i fondi americani sul BTC avevano già perso circa 1,72 miliardi di dollari, secondo i dati di Farside Investors. Il quadro generale resta in espansione: gli analisti stimano che le masse complessive di tutti i prodotti cripto quotati possano superare i 400 miliardi di dollari entro fine 2026.

L’angolo svizzero

Per chi vive in Svizzera la notizia non è soltanto teorica. Gli istituti elvetici specializzati — Sygnum, AMINA Bank (ex SEBA) e Bitcoin Suisse — offrono già custodia e negoziazione su Solana e XRP, oltre che su Bitcoin ed Ethereum, sotto la vigilanza della FINMA, l’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari. Chi guarda agli altcoin deve però mettere in conto una volatilità superiore a quella del Bitcoin: il rovescio della medaglia di flussi che possono entrare e uscire in fretta.

Sul fronte fiscale, il principio svizzero resta favorevole ma non va frainteso. Per l’investitore privato le plusvalenze sulla vendita di token sono in linea di massima esenti da imposta, come ricostruito nella guida alla fiscalità cripto in Svizzera; restano però imponibili la sostanza (il valore dei token va dichiarato al 31 dicembre) e i redditi da staking, la remunerazione che si ottiene bloccando le proprie monete per sostenere la rete — tema rilevante proprio per Solana ed Ethereum. Per il quadro di vigilanza in evoluzione resta utile il punto su come cambia la regolamentazione FINMA.

Le 4 cose da sapere

  • Rotazione, non fuga: il 15 giugno 64 milioni di dollari sono usciti dagli ETF su Bitcoin, ma Solana e XRP ne hanno raccolti circa 226 milioni insieme.
  • Solana corre: 1,118 miliardi di dollari di flussi cumulati in meno di tre settimane dal lancio degli ETF spot del 26 maggio.
  • XRP sostenuto dal fisico: 1,53 miliardi di token accumulati dai grandi portafogli il 15 giugno e prezzo in rialzo del 13%.
  • Per chi è in Svizzera: custodia disponibile via Sygnum, AMINA e Bitcoin Suisse; plusvalenze private esenti, ma sostanza e staking restano imponibili.

Come sempre per gli altcoin, la liquidità che entra in fretta può uscire altrettanto rapidamente. Chi vuole seguire l’andamento in tempo reale può consultare il dato live sulla quotazione di Solana o i flussi giornalieri pubblicati da Farside, e verificare presso la FINMA lo statuto degli operatori a cui si affida. Per un confronto storico utile resta il pezzo su come, nelle fasi di deflusso americano, la Svizzera abbia spesso comprato mentre gli Stati Uniti vendevano.

Le quotazioni e i flussi citati sono indicativi al momento della pubblicazione. Questo articolo ha finalità informative e non costituisce un consiglio di investimento.

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