XRP contro corrente: gli ETF continuano a raccogliere mentre Bitcoin ed Ethereum perdono capitali

Claudio Galli

23 Luglio 2026 - 11:09

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Il prezzo resta sotto 1,20 dollari, ma la domanda sui fondi quotati non si ferma: quasi 1,5 miliardi raccolti dal lancio e circa un miliardo di masse in gestione. Cosa sono questi ETF, come un investitore in Svizzera accede a XRP e come il fisco tratta la plusvalenza.

XRP contro corrente: gli ETF continuano a raccogliere mentre Bitcoin ed Ethereum perdono capitali

Mentre i capitali lasciano gli ETF spot su Bitcoin ed Ethereum, un asset va nella direzione opposta. Gli ETF spot statunitensi su XRP, la criptovaluta della rete Ripple, hanno inanellato afflussi netti per otto settimane consecutive — con la nona in corso — raccogliendo negli ultimi giorni cifre come i 5,66 milioni di dollari del fondo XRPZ di Franklin (21 luglio) e i 2,49 milioni di Bitwise (20 luglio). Il tutto mentre il corso di XRP resta debole, attorno a 1,13 dollari (dati CoinGecko e CoinMarketCap del 23 luglio 2026), in calo di circa il 14% sull’ultimo mese.

Un miliardo di masse, prezzo in calo: perché la divergenza conta

Sono sette gli ETF spot su XRP quotati negli Stati Uniti, per masse in gestione complessive intorno a 1,06 miliardi di dollari e quasi 980 milioni di token XRP in custodia (dati SoSoValue). Dal lancio, gli afflussi cumulati sfiorano 1,47 miliardi. Un ETF spot — cioè un fondo quotato che detiene direttamente la criptovaluta, non contratti derivati — è la porta d’ingresso preferita dagli investitori istituzionali, e il fatto che la raccolta prosegua mentre il prezzo scende segnala che qualcuno sta comprando nella debolezza, come già era emerso a giugno, quando i deflussi su Bitcoin convivevano con gli afflussi su XRP e Solana. Attenzione però: afflussi negli ETF e corso di mercato non vanno sempre nella stessa direzione, e leggere l’uno come garanzia dell’altro è un errore ricorrente.

L’angolo svizzero: come si accede a XRP dalla Confederazione

Per chi vive in Svizzera, XRP non è un asset esotico. È scambiato da anni sotto forma di prodotti quotati (ETP) sulla SIX Swiss Exchange e trattato dagli istituti vigilati dalla FINMA — Sygnum, AMINA Bank e Bitcoin Suisse — accanto a Bitcoin ed Ethereum. Sul piano regolatorio la posizione elvetica è più lineare di quella statunitense: nel quadro FINMA XRP rientra tra i token di pagamento, non tra i titoli, una distinzione che negli Stati Uniti è costata a Ripple anni di causa con la SEC. Sul fronte europeo, Ripple ha nel frattempo ottenuto la licenza MiCA piena, che le consente di offrire servizi cripto in tutti i 30 Paesi dello Spazio economico europeo: un tassello che avvicina l’asset anche agli operatori attivi a cavallo del confine. Per capire come funziona davvero la rete Ripple e in cosa si distingue da Bitcoin resta utile la guida dedicata.

Il fisco: plusvalenza privata esente, sostanza da dichiarare

Chi detiene XRP come privato in Svizzera beneficia della regola generale sugli utili in capitale: la plusvalenza sulla rivendita di token è esente da imposta sul reddito, secondo la prassi dell’Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC). Il rovescio della medaglia è che l’eventuale minusvalenza non è deducibile. I token vanno comunque dichiarati come sostanza al valore di mercato al 31 dicembre, ai fini dell’imposta cantonale e comunale sul patrimonio; redditi da staking, lending o airdrop restano imponibili come reddito. La Confederazione non è l’unico Paese con un trattamento agevolato, ma resta tra i più favorevoli: ecco il confronto.

Le cose da sapere

  • Otto settimane consecutive di afflussi netti negli ETF spot statunitensi su XRP, la nona in corso; circa 1,47 miliardi raccolti dal lancio.
  • Sette fondi quotati, masse intorno a 1 miliardo di dollari, quasi 980 milioni di token in custodia.
  • Divergenza: la raccolta prosegue mentre il prezzo scende sotto 1,20 dollari e Bitcoin ed Ethereum registrano deflussi.
  • In Svizzera XRP è accessibile via ETP sulla SIX e tramite gli istituti vigilati FINMA; è classificato come token di pagamento.
  • Fisco: plusvalenza privata esente, sostanza da dichiarare al 31.12, redditi da staking o lending imponibili.

In un mercato dove il quadro regolatorio statunitense sta ancora prendendo forma — con il dibattito sul Clarity Act tuttora aperto — la divergenza tra flussi istituzionali e prezzo è il dato da monitorare nelle prossime settimane. Le quotazioni citate sono indicative al momento della pubblicazione: per il valore aggiornato in tempo reale si possono consultare CoinGecko o le schede quotazione dedicate. Questo articolo ha finalità informative e non costituisce un consiglio d’investimento. [3]

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