Spesa, farmacia e benzina: i tre soli posti dove la carta pagherà anche senza rete (e perché TWINT resterà fuori)

Claudio Galli

25 Agosto 2026 - 10:13

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Banche, operatori dei pagamenti e commercianti hanno firmato lunedì a Berna la dichiarazione d’intenti sui pagamenti offline: introduzione a tappeto entro fine 2027. Ma funzioneranno solo carte fisiche svizzere con il PIN, i limiti d’importo non saranno resi pubblici e senza corrente al terminale non si paga comunque. Cosa cambia davvero alla cassa.

Spesa, farmacia e benzina: i tre soli posti dove la carta pagherà anche senza rete (e perché TWINT resterà fuori)

Il 24 agosto, a Berna, il presidente della Confederazione Guy Parmelin, il presidente della Banca nazionale svizzera Martin Schlegel e il delegato all’Approvvigionamento economico del Paese Roland Pfister hanno tenuto a battesimo una dichiarazione d’intenti firmata da banche, emittenti di carte, operatori dell’infrastruttura dei pagamenti e commercianti al dettaglio. Oggetto: introdurre in Svizzera il pagamento offline con carta, cioè la possibilità di pagare anche quando il terminale del negozio non riesce più a parlare con la banca.

Il meccanismo è semplice. Se la connessione dati salta, il lettore di carte non rifiuta più la transazione: la registra e la trasmette quando la rete torna, ed è solo in quel momento che arriva l’addebito. L’obiettivo è un’introduzione a tappeto entro la fine del 2027, con un’adesione che già oggi copre la gran parte del commercio alimentare. La Svizzera, scrive il Dipartimento federale dell’economia, «è il primo Paese centroeuropeo» ad adottare una soluzione così condivisa: finora i pagamenti offline erano operativi solo in Svezia, mentre Finlandia, Norvegia ed Estonia li stanno introducendo adesso.

Fin qui la notizia, uscita anche in italiano nel lancio d’agenzia. Il documento tecnico pubblicato lo stesso giorno dall’Approvvigionamento economico del Paese [3] dice però quattro cose che nel lancio non ci sono, e sono esattamente quelle che cambiano il gesto alla cassa.

Serve la carta fisica nel terminale: contactless, telefono e smartwatch restano fuori

La soluzione d’emergenza è deliberatamente ristretta alle carte di debito e di credito fisiche, inserite nel lettore e confermate con il PIN. È l’unico modo per fare una verifica di sicurezza minima fra chip e terminale quando non c’è nessuno dall’altra parte del filo.

Di conseguenza il pagamento senza contatto non funziona, e non funzionano neppure i portafogli digitali: telefono, smartwatch e app di pagamento mobile. Chi ha smesso di portare la tessera in tasca perché ormai avvicina lo smartphone, in caso di guasto resta a piedi. La raccomandazione della Confederazione è esplicita: tenere con sé anche la carta fisica, oltre ai metodi digitali. Vale la pena ricordarlo in un Paese dove la carta è già il mezzo di pagamento preferito e dove cresce la quota di conti aperti presso banche digitali che spingono proprio sull’uso da telefono.

Secondo limite, poco commentato ma rilevante al Sud delle Alpi: la funzione è concepita per le carte svizzere. Attuazione e gestione del rischio sono in mano agli emittenti elvetici; le carte estere restano fuori dal perimetro di questa soluzione. Chi in Ticino paga abitualmente con una carta italiana — frontalieri, residenti con conto oltre confine, clientela di giornata — non ha quindi alcuna garanzia che il proprio strumento continui a funzionare durante un guasto.

Solo alimentari, farmacie e distributori

La funzione offline non si accenderà ovunque. È limitata ai settori considerati sistemici per l’approvvigionamento di base:

  • negozi di alimentari;
  • farmacie;
  • distributori di carburante.

Fuori da questi tre ambiti — ristoranti, abbigliamento, elettronica, commercio online — in caso di guasto si torna al vecchio scenario: o contanti, o niente. È una scelta di contenimento del rischio, non una dimenticanza.

I limiti esistono, ma non verranno resi pubblici

I pagamenti offline saranno limitati sia nell’importo sia nel numero di operazioni, con soglie definite dalle impostazioni di ciascuna carta e di ciascun terminale. Le cifre esatte non saranno comunicate: è prassi di settore, e serve a evitare che qualcuno costruisca un abuso su misura del limite. L’unica indicazione fornita è che le soglie sono calibrate per coprire il fabbisogno di base «per diversi giorni (circa una settimana)».

Poiché manca la verifica immediata della copertura del conto, il rischio di insoluto ricade in primo luogo sugli istituti finanziari coinvolti, che lo accettano consapevolmente entro i limiti e le protezioni tecniche previste. Per il cliente non c’è nulla da attivare: la funzione scatta in automatico quando il terminale perde la connessione, senza decisione delle autorità e senza che il commerciante debba fare alcunché. Nella maggior parte dei casi non ci si accorgerà nemmeno che il pagamento è stato elaborato offline.

Senza corrente non si paga: perché i contanti restano nella scorta d’emergenza

Qui sta il malinteso da evitare. Il pagamento offline risolve la caduta della rete dati, non quella della corrente. Se il terminale non è alimentato — dalla rete elettrica, da un accumulatore o da un generatore — non funziona neppure la modalità offline. In un blackout esteso, dunque, si torna al contante.

Per questo l’Approvvigionamento economico del Paese continua a raccomandare di tenere nella scorta domestica anche banconote di piccolo taglio e monete, in quantità sufficiente per una spesa settimanale ed eventualmente un pieno di carburante. Un consiglio che stride con la direzione di marcia del Paese, dove solo una minoranza di svizzeri usa ancora regolarmente i contanti, ma che resta la ragione per cui la Confederazione non considera i pagamenti offline un sostituto del contante, bensì un complemento.

Cosa fare da qui a fine 2027

Non c’è nulla da richiedere e nessuna nuova carta da ordinare: gli strumenti già in tasca basteranno, sono i lettori dei negozi a dover essere riconfigurati. Tre accorgimenti restano però utili fin da subito: portare con sé la carta fisica anche quando si paga abitualmente con il telefono; conoscere il proprio PIN a memoria, perché senza non si passa; tenere in casa una riserva di contanti dimensionata su una settimana di spesa. Chi vuole verificare i dettagli tecnici può consultare la pagina dell’Approvvigionamento economico del Paese e il comunicato del Consiglio federale del 24 agosto.

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# Ticino

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