Vendemmia 2026 in Ticino, si raccoglie con un mese di anticipo: acini piccoli e meno chili sui 1’143 ettari di vigna

Claudio Galli

16 Agosto 2026 - 07:11

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Le prime uve per le basi spumanti sono già in cantina. Lo stato sanitario dei vigneti è ottimo, ma i grappoli sono più piccoli del solito e le rese rischiano di scendere ancora: ecco cosa succede a un comparto che l’anno scorso ha prodotto 4.8 milioni di chili d’uva per un valore di 19.85 milioni di CHF, e cosa aspettarsi dalla prossima bottiglia di Merlot.

Vendemmia 2026 in Ticino, si raccoglie con un mese di anticipo: acini piccoli e meno chili sui 1'143 ettari di vigna

In alcune vigne della Svizzera italiana la vendemmia 2026 non si sta preparando: è già cominciata. Le prime uve destinate alle basi spumanti sono state raccolte giovedì 6 agosto, con circa un mese di anticipo sul calendario abituale. A raccontarlo al Corriere del Ticino è Gaby Gianini, proprietaria della Tenuta Castello di Morcote: «Abbiamo cominciato giovedì scorso con le basi spumanti. Siamo praticamente un mese in anticipo». [5]

A spostare il calendario è stata la canicola che tiene sotto pressione il Cantone da settimane. Per la vite, però, il caldo non è di per sé una cattiva notizia: cambia i tempi, i costi e — questo è il punto per chi produce e per chi compra — probabilmente anche le quantità.

Perché il caldo accelera la vite (e non solo in Ticino)

Il fenomeno è nazionale. Secondo i responsabili del settore vitivinicolo di Lucerna e Vallese sentiti da Keystone-ATS, temperature elevate e scarse precipitazioni riducono l’incidenza delle malattie fungine e favoriscono la concentrazione degli zuccheri negli acini; la vite, con radici capaci di pescare acqua negli strati profondi del terreno, resiste alla siccità meglio di altre colture. [6]

L’anticipo stimato altrove è però molto più contenuto: fino a due settimane nella Svizzera centrale, circa una settimana per lo Chasselas vallesano. In Ticino l’accelerazione è di tutt’altro ordine di grandezza, e non è un episodio isolato: la siccità che negli anni scorsi ha già messo in difficoltà l’agricoltura cantonale è ormai una variabile strutturale con cui le aziende fanno i conti ogni stagione.

Qualità promettente, quantità da verificare

Sul fronte sanitario l’annata parte bene: pochi problemi in vigna e minore pressione anche del coleottero giapponese (Popillia japonica), che negli anni scorsi aveva creato difficoltà. Il rischio si sposta sull’equilibrio del frutto: con gradazioni zuccherine molto alte l’acidità può crollare, con il duplice effetto di una maturazione squilibrata e di gradazioni alcoliche eccessive.

Il nodo economico è però un altro: gli acini sono piccoli. Meno polpa per grappolo significa meno chili per ettaro, e in un comparto pagato al peso questo si traduce direttamente in ricavi. Per la valutazione definitiva serviranno ancora diverse settimane, perché ogni parcella e ogni destinazione hanno tempi propri: l’anticipo delle basi spumanti non implica che tutte le uve seguano lo stesso calendario.

Quanto vale davvero la vendemmia per il Cantone

I numeri dell’ultima annata chiusa danno la misura di ciò che è in gioco:

  • superficie vitata: 1’143 ettari, sostanzialmente stabile;
  • Merlot: 855 ettari, pari al 74.8% del vigneto della Svizzera italiana;
  • produzione 2025: circa 4.8 milioni di kg d’uva, di cui 3.67 milioni di Merlot, con una gradazione media di 20.74 °Brix;
  • valore stimato: 19.85 milioni di CHF, in calo dell’8.3% rispetto al 2024;
  • prezzo base fissato dall’Interprofessione: 420 CHF al quintale, cioè 4.20 CHF al chilo.

Il confronto storico aiuta a leggere il dato: nel 2022 il prezzo d’acquisto dell’uva concordato in Ticino era di 4.15 CHF al chilo. In quattro anni il listino si è mosso pochissimo, mentre i costi di produzione sono saliti. Se il 2026 confermerà rese basse, la terza annata consecutiva sotto le attese peserà sui bilanci delle aziende, non sui prezzi al consumo nell’immediato.

Il costo nascosto: personale richiamato e cantine da preparare

C’è poi un capitolo che non compare nelle statistiche ma che le aziende pagano subito. Una vendemmia anticipata di un mese obbliga a preparare la cantina in fretta e a richiamare il personale in piena pausa estiva. Gianini cita il caso di un collaboratore rientrato dalla Galizia, a 1’500 chilometri di distanza. Per le realtà piccole — che in Ticino sono la maggioranza — significa straordinari, riorganizzazione dei turni e attrezzature da rendere operative settimane prima del previsto.

Cosa cambia per chi il vino lo compra

Nulla nell’immediato: i rossi ticinesi di struttura arrivano sugli scaffali uno o due anni dopo la raccolta, quindi il 2026 si berrà in larga parte dal 2027 in avanti. Il segnale da tenere d’occhio è la combinazione fra rese basse e costi di raccolta più alti: se si ripete per più annate, la pressione sui listini diventa strutturale.

Il quadro definitivo su quantità, gradazioni e valore arriverà con il rapporto sull’annata viticola della Sezione dell’agricoltura del Dipartimento delle finanze e dell’economia, di norma pubblicato a fine anno. Nel frattempo, chi volesse capire cosa sta bevendo può partire dalla guida ai vini del Ticino e ai vitigni del Cantone, oppure andare a verificare direttamente il calice in uno dei grotti della tradizione ticinese, dove i vini di annata si assaggiano al prezzo più onesto.

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