Il regolamento è entrato retroattivamente in vigore dal 1° gennaio 2026 e riguarda le 60 case per anziani del Cantone. Sgravio sull’abitazione primaria, ma anche rette sotto la soglia minima di 84 franchi e più oneri per i Comuni: un’interrogazione al Consiglio di Stato chiede di prendere tempo prima di applicarlo a regime.
Sei deputati del PLR — Patrick Rusconi e Matteo Quadranti, con i cofirmatari Alex Gianella, Fabio Schnellmann, Alessandro Cedreaschi e Andrea Rigamonti — hanno depositato il 22 settembre un’interrogazione al Consiglio di Stato che chiede di valutare il rinvio al 1° gennaio 2027 dell’applicazione integrale del nuovo Regolamento sul computo della retta giornaliera (RROsp). Il testo, adottato dal Governo il 27 maggio 2026, è entrato retroattivamente in vigore dal 1° gennaio 2026 e riguarda le strutture finanziate per l’intera gestione, oltre l’80% delle circa 60 case per anziani del Cantone, per un totale di circa 4’500 ospiti.
Cosa cambia nel calcolo della retta
Il nuovo sistema sostituisce le direttive dipartimentali in vigore dal 2018 e calcola la retta sulla base dell’ultima notifica di tassazione disponibile, considerando una quota della sostanza e delle eventuali donazioni. La novità principale è la franchigia sulla sostanza immobiliare legata all’abitazione primaria, pensata per non penalizzare chi possiede la casa in cui ha sempre vissuto. Il Cantone promette anche una semplificazione amministrativa e, sul sito dell’Ufficio degli anziani e delle cure a domicilio, un calcolatore online che permetterà a ogni famiglia di simulare l’importo della propria retta.
Perché il PLR chiede di prendere tempo
Secondo l’interrogazione, le prime stime sull’impatto finanziario della misura transitoria per il 2026-2027 risultano superiori di circa il 20% rispetto a quanto inizialmente previsto. I deputati segnalano il rischio concreto di rette giornaliere inferiori alla soglia minima di 84 franchi, disparità di trattamento tra ospiti in situazioni economiche simili e maggiori oneri finanziari per i Comuni, che finanziano il sistema insieme al Cantone. Nei cosiddetti "casi di rigore" — quando il calcolo produce un importo sotto gli 84 franchi e l’ospite non riceve prestazioni complementari — la differenza viene coperta per quattro quinti dai Comuni: un costo che si somma a quello già in crescita per il finanziamento delle case anziani nei bilanci comunali.
Cosa cambia per chi ha già un familiare in casa di riposo
Per gli ospiti già residenti al 31 dicembre 2025 vale una misura transitoria di due anni: se il nuovo calcolo comporta un aumento, nel 2026 e nel 2027 continua ad applicarsi la retta più favorevole calcolata con il metodo precedente; se invece comporta una riduzione, questa scatta subito. Per i nuovi ingressi in struttura, invece, il nuovo sistema — basato sulla tassazione e quindi collegato anche alle regole su sostanza, eredità e donazioni recentemente riviste in Ticino — si applica da subito, senza transitorio.
Una checklist pratica per chi ha un familiare coinvolto:
- verificare con la struttura o con il Comune di domicilio se la nuova retta comporta un aumento o una riduzione rispetto al 2025;
- attendere il calcolatore online dell’Ufficio degli anziani e delle cure a domicilio per simulare l’importo esatto;
- segnare in agenda il 1° gennaio 2028: da quella data il regime transitorio termina e il nuovo calcolo si applicherà a tutti, senza eccezioni;
- seguire la risposta del Consiglio di Stato all’interrogazione PLR, che potrebbe modificare tempi e modalità di applicazione.
Il Governo non ha ancora risposto formalmente ai quesiti posti dai deputati, che chiedono anche dati aggiornati sui casi di rigore e sul coordinamento con le prestazioni complementari. Nel frattempo, chi ha un genitore o un familiare in una casa di cura ticinese — o sta per valutarne l’ingresso — può già chiedere alla struttura come viene calcolata la propria retta secondo il nuovo regolamento.
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