La deputata Alessandra Gianella presenta una mozione al Gran Consiglio per uscire dalla logica dei semplici sussidi e agire sulle cause della spesa. Il Ticino resta il cantone più colpito: nel 2026 il premio medio ha superato per la prima volta i 500 CHF al mese
Mentre in Svizzera si attende per fine settembre l’annuncio ufficiale dei premi di cassa malati 2027, dal Gran Consiglio ticinese arriva una mozione che punta a cambiare approccio: non più correre dietro ai rincari con sussidi una tantum, ma affrontare le cause della spesa sanitaria in modo strutturale. A presentarla è la deputata PLR Alessandra Gianella, che chiede al Governo cantonale di muoversi su più fronti contemporaneamente: un monitoraggio stretto e continuo dell’evoluzione dei costi, un piano d’intervento per ogni legislatura, una pianificazione dell’offerta sanitaria e lo sfruttamento delle potenzialità di Efas, il nuovo finanziamento uniforme delle cure ambulatoriali e ospedaliere.
Perché il Ticino paga sempre più degli altri cantoni
Il tema non nasce dal nulla. Negli ultimi quattro anni il Cantone ha accumulato l’aumento più pesante della Svizzera: +9,2% nel 2023, +10,5% sia nel 2024 che nel 2025 e +7,1% nel 2026, quando il premio medio ticinese ha superato per la prima volta i 500 CHF al mese (501.50 CHF), unico caso in tutta la Confederazione. Per fare un paragone, un residente di Zugo paga in media 264.50 CHF al mese: meno della metà. A pesare sono soprattutto le prestazioni che continuano a crescere ben oltre l’inflazione generale, come l’assistenza domiciliare Spitex (+14-15% su base annua) e le cure psicologiche e fisioterapiche, mentre farmacie e medici ambulatoriali seguono con incrementi più contenuti ma comunque superiori alla media.
Non è la prima volta che la politica ticinese si muove sul fronte dei costi sanitari: già santésuisse, l’associazione delle casse malati, ha chiesto alla politica cantonale di intervenire direttamente sui costi della sanità e non solo sui sussidi. La mozione Gianella si inserisce in questo solco, ma con un’ambizione più strutturale: legare ogni legislatura a obiettivi verificabili invece di limitarsi a tamponare l’emergenza premi ogni autunno.
Cosa aspettarsi entro fine settembre
L’Ufficio federale della sanità pubblica comunicherà indicativamente entro fine mese i premi 2027. Le prime stime di bonus.ch parlano di un aumento medio nazionale tra il 4,5% e il 5%, ma la tendenza degli ultimi anni rende quasi scontato che il Ticino si ritroverà di nuovo sopra la media svizzera. Sul fronte delle soluzioni, Efas promette in teoria una riduzione dei costi coperti dai premi di poco inferiore al 5% entro il 2028, spostando parte del finanziamento delle cure ambulatoriali dai Cantoni alle casse malati in modo più equilibrato: un effetto che, se confermato, richiederebbe però ancora qualche anno per farsi sentire sul portafoglio dei ticinesi.
Nel frattempo, chi vuole limitare i danni ha una sola leva davvero immediata a disposizione: confrontare le offerte e valutare un cambio di assicuratore entro il 30 novembre, termine ultimo per disdire la cassa malati in vista del nuovo anno. Vale la pena farlo con calma, comparando non solo il premio di base ma anche franchigia e modello assicurativo, usando le schede aggiornate sulle assicurazioni disponibili in Ticino come punto di partenza. La mozione Gianella arriva ora davanti al Governo cantonale per la risposta formale: se e quando le sue proposte diventeranno pratica di legislatura lo si vedrà nei prossimi mesi, ma il segnale politico di voler rompere la logica del rincaro automatico è già arrivato.
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