Il franco compra oggi più euro di un anno fa e i prezzi delle vacanze in Svizzera sono cresciuti meno che in quasi tutta Europa. L’analisi di cash.ch e Raiffeisen sul potere d’acquisto del «Feriengeld»: le mete dove i franchi valgono di più quest’estate, quelle dove il vantaggio si è assottigliato e perché anche restare in Svizzera può costare meno del previsto.
Chi parte in questi giorni per le vacanze si porta in tasca un franco che vale più di un anno fa. Rispetto all’estate 2025 la moneta elvetica si è rafforzata di un altro 1.8% sull’euro, e l’euro viaggia ormai attorno a quota 0.92 franchi. Per il lettore della Svizzera italiana — che l’estero ce l’ha a venti minuti d’auto e sceglie spesso Italia, Spagna o Grecia per le ferie — la domanda è concreta: dove rendono di più i franchi quest’estate?
A rispondere è un’analisi pubblicata mercoledì da cash.ch, il portale finanziario zurighese, con i dati dell’economista di Raiffeisen Alexander Koch. La fotografia è chiara: il vantaggio valutario c’è, ma da solo non basta. A decidere quanto costa davvero una vacanza sono tre fattori insieme: il cambio, l’inflazione locale e il livello generale dei prezzi della destinazione.
Quanto vale il franco nell’estate 2026
Sul fronte valutario il 2026 è un anno relativamente tranquillo, senza gli scossoni a due cifre degli anni scorsi. Il franco si è comunque apprezzato sulla lira turca (+7.5%), sulla corona svedese (+3.7%), sull’euro (+1.8%) e sul dollaro canadese (+1.6%). In direzione opposta, guadagnano terreno sul franco il peso colombiano (+12%), il fiorino ungherese (+6.8%), il dollaro australiano (+4.5%) e il dollaro USA (+1.2%).
La serie storica sull’euro resta la più parlante per chi vive a sud delle Alpi: all’inizio dell’estate 2023 un euro costava 0.97 franchi, un anno dopo 0.95, nel luglio 2025 era a 0.93 e oggi siamo a circa 0.92. Un apprezzamento lento ma costante, che si somma anno dopo anno — come racconta lo storico del cambio franco-euro dal 1999 a oggi.
Non solo cambio: è l’inflazione a fare il prezzo della vacanza
Il cambio nominale dice quanti euro si ricevono per un franco; il potere d’acquisto reale dipende anche da quanto corrono i prezzi a destinazione. E qui il divario è netto: a fine giugno l’inflazione annua svizzera era allo 0.5%, contro il 2.8% della zona euro. Nella zona euro i rincari più forti si registrano in Lituania (5.5%), Bulgaria (5.3%) e Croazia (4.2%); i più contenuti a Malta (1.9%), in Estonia e in Francia (2.0%).
Guardando all’intero periodo post-pandemia, i prezzi delle vacanze sono saliti dell’11% in Svizzera dal 2019, contro oltre il 25% in media nella zona euro. Tradotto: la vacanza all’estero non è diventata necessariamente più cara per chi guadagna in franchi, perché il rafforzamento della moneta ha compensato i rincari. «In Spagna, Francia o soprattutto in Norvegia la vacanza è diventata addirittura più abbordabile», osserva Koch nell’analisi di cash.ch. Verso i Paesi confinanti — Italia compresa — la capacità d’acquisto dei franchi risulta invece stabile rispetto all’inizio della guerra in Ucraina, un tema che avevamo già inquadrato quando il franco ha iniziato a fare da scudo contro l’inflazione.
Le mete: la Turchia perde il primato, il Portogallo lo insidia
Tra le grandi destinazioni turistiche europee la classifica della convenienza si sta riscrivendo:
- Turchia: resta la meta più conveniente per chi paga in franchi, ma l’inflazione al 32% annuo ha eroso quasi tutto il vantaggio — un anno fa il margine sul Portogallo era del 10%, oggi è sceso al 2%;
- Portogallo: per rapporto qualità-prezzo è ormai la destinazione più attraente d’Europa, davanti alla Spagna;
- Spagna, Grecia e Croazia: l’ultimo rialzo dei prezzi dell’energia ha spinto i listini turistici più di quanto il franco si sia apprezzato — la vacanza costa più dell’anno scorso;
- Islanda: unico Paese europeo più caro della Svizzera, e il divario si è persino allargato.
C’è infine un effetto collaterale che gioca a favore di chi resta: il conflitto con l’Iran e il ruolo di snodo degli aeroporti del Golfo hanno ridotto da marzo gli arrivi da Medio Oriente e Asia, e i pernottamenti negli alberghi svizzeri sono in calo. Significa più margine di trattativa e qualche occasione last minute anche nel mercato interno, Ticino compreso.
Come sfruttare il vantaggio (senza regalarlo alla banca)
Il vantaggio del cambio si può vanificare al momento di pagare: commissioni di prelievo, spread applicati dalle carte e la trappola della conversione dinamica in franchi alla cassa possono costare più di quanto il franco forte faccia guadagnare. La regola d’oro resta pagare in valuta locale e scegliere lo strumento giusto prima di partire: nella nostra guida su come pagare all’estero in vacanza tra carta, prelievi e app trovate il confronto dei costi voce per voce.
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