Spesa oltreconfine, la Germania testa l’app che salta la coda in dogana — e il commercio svizzero rilancia: franchigia a 50 franchi

Claudio Galli

7 Luglio 2026 - 10:12

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La dogana tedesca sperimenta dAKZ, l’applicazione che genera automaticamente il documento d’esportazione senza fermarsi al valico: niente più timbro sullo scontrino. E la Swiss Retail Federation coglie l’occasione per chiedere un nuovo dimezzamento della franchigia doganale, da 150 a 50 CHF: una stretta che cambierebbe le regole anche per chi dal Ticino fa la spesa a Como e Varese.

Spesa oltreconfine, la Germania testa l'app che salta la coda in dogana — e il commercio svizzero rilancia: franchigia a 50 franchi

La coda allo sportello doganale per far timbrare lo scontrino potrebbe presto diventare un ricordo — almeno al confine tra Svizzera e Germania. Lo Zoll, la dogana tedesca, sta testando dAKZ, un’app che digitalizza l’intera procedura di esportazione delle merci acquistate dai residenti in Svizzera. La notizia, riportata da SRF, ha però un’onda lunga che arriva fino al Ticino: il commercio al dettaglio svizzero ne ha approfittato per rilanciare la richiesta di abbassare la franchigia doganale da 150 a 50 CHF. Se passasse, la stretta varrebbe a tutti i confini della Confederazione, compresi i valichi con l’Italia.

Come funziona l’app dAKZ della dogana tedesca

Oggi chi risiede in Svizzera e fa acquisti in Germania può farsi rimborsare l’IVA tedesca — fino al 19% — direttamente dal negoziante, a partire da 50 EUR di spesa: basta far timbrare al valico il documento d’esportazione. Una procedura tanto amata quanto lenta. «Impieghiamo circa 200 addetti lungo il confine svizzero solo per timbrare», ha spiegato a SRF la portavoce dell’ufficio doganale di Lörrach, mentre alcuni clienti intervistati a Costanza parlano di attese fino a 35-40 minuti allo sportello.

L’app in fase pilota elimina il passaggio: il personale di cassa scansiona un codice a barre sul telefono del cliente e associa digitalmente lo scontrino; grazie alla geolocalizzazione, dAKZ rileva il passaggio del confine e genera da sola il documento d’esportazione digitale. Il rimborso dell’IVA resta da richiedere al negoziante, ma senza fermarsi in dogana. La data di lancio ufficiale non è ancora fissata: nei test dei giornalisti l’app ha mostrato più di una difficoltà a riconoscere l’attraversamento del valico.

Il pressing del commercio svizzero: «franchigia a 50 franchi»

Il turismo degli acquisti vale, secondo uno studio dell’Università di San Gallo citato da SRF, circa 9 miliardi di CHF l’anno di spesa dei residenti svizzeri nei negozi oltreconfine, di cui oltre 2 miliardi nella sola Germania meridionale, dove circa un terzo dei clienti dei negozi di confine arriva dalla Svizzera. E questo nonostante la franchigia doganale — la soglia sotto cui non si paga l’IVA svizzera al rientro — sia già stata dimezzata da 300 a 150 CHF per persona al giorno dal 1° gennaio 2025.

Per la Swiss Retail Federation non basta. Il direttore Patrick Erny chiede di scendere a 50 CHF: «si chiude la lacuna di chi non paga l’IVA né in Svizzera né all’estero», ha detto a SRF, riferendosi a chi spende più di 50 EUR in Germania — recuperando l’IVA tedesca — ma resta sotto i 150 CHF e quindi non versa nemmeno quella svizzera. Un’esenzione doppia che, con un’app che azzera le code, rischia di diventare ancora più attraente.

Cosa cambierebbe per chi fa la spesa in Italia

Per ora quella del commercio al dettaglio è una richiesta di categoria, non una decisione: l’ultima parola spetta a Berna, e già il passaggio a 150 CHF era stato accompagnato da un lungo braccio di ferro politico. Ma il precedente conta: la franchigia è nazionale, e un eventuale taglio a 50 CHF varrebbe anche ai valichi di Chiasso e Stabio, non solo a Costanza e Basilea. Per il lettore ticinese che riempie il carrello nel comasco o nel varesotto — magari abbinando la spesa a un weekend sul Lago di Como — significherebbe pagare l’IVA svizzera dell’8.1% su quasi ogni spesa oltreconfine, dichiarandola tramite l’app QuickZoll. In Italia, peraltro, la digitalizzazione è già realtà da anni: il tax free per i residenti svizzeri passa dal sistema elettronico OTELLO, con soglia minima attorno ai 70 EUR.

La direzione, in ogni caso, è chiara: le dogane si digitalizzano, i controlli diventano più sistematici — come mostra anche il nuovo dazio europeo sui pacchi low cost — e i margini di tolleranza si restringono. Chi fa regolarmente la spesa oltreconfine fa bene a conoscere le regole attuali: sotto i 150 CHF per persona al giorno non si paga nulla, sopra si versa l’IVA sull’intero valore. Per capire come funzionano valichi, controlli e dichiarazioni conviene ripassare la nostra scheda sulla dogana svizzera.

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Argomenti

# Ticino
# Dogana

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