Il comparatore ha sommato il costo annuo di nove istituti svizzeri per un cliente tipo: si va dai 491 CHF di Banca Migros ai 964 di UBS. Ecco dove si risparmia di più, perché in Ticino il conto di UBS e PostFinance pesa in modo particolare, e la mossa per pagare meno senza dover cambiare la banca principale.
Gli svizzeri restano fedeli alla loro banca di riferimento, ma quella fedeltà ha un prezzo che può sfiorare i mille franchi all’anno. Lo mostra uno studio del comparatore Moneyland.ch, che ha calcolato il costo complessivo annuo di chi affida a un solo istituto tutti i servizi principali: conto privato con carta di debito, conto di risparmio, carta di credito, utilizzo della carta all’estero e soluzione per il pilastro 3a (la previdenza privata vincolata, deducibile dalle imposte). Il risultato è una forbice larghissima, e soprattutto la conferma che concentrare tutto in un unico posto è quasi sempre la scelta più cara.
Quanto costa tenere tutto in una sola banca
Su nove grandi banche analizzate, l’istituto più conveniente per chi vuole tenere ogni prodotto sotto lo stesso tetto è la Banca Migros, con 491 CHF l’anno. All’estremo opposto c’è UBS con 964 CHF, quasi il doppio. In mezzo si collocano gli istituti più diffusi nella Svizzera italiana.
| Banca | Costo annuo con tutti i servizi |
|---|---|
| Banca Migros | 491 CHF |
| Banca cantonale di Zurigo (ZKB) | 597 CHF |
| Valiant | 607 CHF |
| PostFinance | 736 CHF |
| Raiffeisen | 821 CHF |
| UBS | 964 CHF |
La differenza fra la prima e l’ultima della lista, oltre 470 CHF l’anno, non dipende da un servizio migliore: è il prezzo della comodità di avere tutto accentrato. È lo stesso meccanismo che lo studio annuale di Moneyland sulla soddisfazione dei clienti aveva già fotografato, con UBS e PostFinance in fondo alla classifica su tassi e commissioni: chi tiene il conto in una grande banca universale, in media, paga di più e incassa interessi più bassi.
Diversificando si passa da un costo a un guadagno
Il dato che ribalta la logica della fedeltà è un altro. Se per ogni singolo prodotto si sceglie il fornitore più conveniente sul mercato, non solo si azzerano i costi, ma si può arrivare a un saldo positivo di 229 CHF l’anno: gli interessi attivi e i programmi bonus superano cioè le spese sostenute. «È assolutamente possibile tenere alcuni prodotti presso la propria banca principale e scegliere fornitori più economici per altri servizi», ricorda Ralf Beyeler, esperto di Moneyland.
Il margine di risparmio, però, non è uguale per tutti i prodotti. Ecco dove pesa di più, secondo lo studio:
- Pilastro 3a: è la voce con il potenziale maggiore. Cambiando il fornitore del piano di previdenza si risparmiano tra i 395 e i 740 CHF l’anno rispetto alla tariffa di una banca tradizionale. Sul fronte 3a spiccano le app e i provider digitali come Viac, Finpension, Frankly, True Wealth o Liberty Green.
- Carta di credito: fino a 216 CHF di risparmio annuo scegliendo la carta giusta.
- Conto di risparmio: fino a 180 CHF, spostando la liquidità di parcheggio dove l’avere è remunerato meglio.
- Uso della carta all’estero: fino a 101 CHF, un capitolo tutt’altro che secondario per chi vive vicino al confine.
- Conto privato: qui il potenziale è quasi nullo, perché senza servizi accessori è spesso già gratuito.
C’è poi il capitolo investimenti: per un utente occasionale con circa 45’000 CHF in titoli e dodici operazioni l’anno, affidarsi alla banca tradizionale può costare tra i 345 e gli 855 CHF, mentre con un operatore specializzato la spesa scende a poche decine di franchi.
Perché in Ticino il conto pesa di più
Nella Svizzera italiana UBS e PostFinance sono particolarmente radicate: la prima ha assorbito a inizio 2024 le filiali di Chiasso e Locarno dell’ex Credit Suisse, la seconda ha la rete di sportelli più capillare fra Sopra e Sottoceneri. Sono, cioè, proprio i due istituti che lo studio colloca nella fascia di costo più alta. Il tutto sullo sfondo di un tasso guida della BNS (la Banca nazionale svizzera) tornato allo 0,00% e di un’inflazione attorno allo 0,4%: in questo scenario i conti privati non rendono quasi nulla e ogni franco di commissione in più pesa in proporzione.
C’è infine un dettaglio che riguarda da vicino chi fa la spesa nel comasco o nel varesotto o acquista online in euro. Pagare con la carta di credito all’estero è di norma più caro che con la carta di debito, per via delle commissioni e dei tassi di cambio sfavorevoli: il consiglio è pagare sempre nella valuta locale — evitando la conversione automatica proposta alla cassa — e usare la carta di debito per i prelievi di contanti. Un vantaggio del franco forte rischia altrimenti di essere eroso proprio da questi ricarichi. Per chi si sposta spesso oltre confine, le banche digitali e i servizi come Wise risultano tra i più convenienti su pagamenti e prelievi in valuta estera.
Cosa puoi fare ora, in pratica
Non serve stravolgere le proprie abitudini né chiudere il rapporto con la banca principale. Bastano pochi cambi mirati:
- Tieni la banca tradizionale per il mutuo o il trading, se ti serve, ma sposta lo stipendio su un conto a basso costo. Le banche digitali come Neon, Alpian, Zak o Yuh azzerano gran parte delle commissioni.
- Confronta il rendimento del tuo conto di risparmio: a parità di sicurezza, la differenza può valere centinaia di franchi.
- Se paghi o prelievi spesso in euro, scegli la carta pensando ai costi all’estero e paga sempre in valuta locale.
- Verifica il fornitore del tuo pilastro 3a: è la voce dove, secondo Moneyland, si risparmia di più.
La fedeltà a un’unica banca resta comoda, ma in Svizzera oggi è la scelta che costa di più. Confrontare i singoli servizi — sui comparatori indipendenti o direttamente sui siti degli istituti — è l’unico modo per capire dove, ogni anno, sta finendo lo stipendio.
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