Approvato il PECC con un credito quadro di 2 milioni di CHF. Ancora in discussione oggi le norme che imporrebbero pannelli solari sui tetti di edifici, nuovi e già costruiti, sopra i 300 metri quadrati di superficie
Il Gran Consiglio ticinese ha approvato ieri sera, lunedì 14 settembre, il Piano energetico e climatico cantonale (Pecc): 50 voti favorevoli, 25 contrari e 4 astensioni, più un credito quadro di 2 milioni di CHF per avviarne l’attuazione. È il documento strategico che dovrà guidare la politica energetica del Cantone fino al 2050, con due obiettivi numerici precisi: ridurre del 48% il consumo di energia pro capite e tagliare del 90% le tonnellate di CO2 pro capite rispetto ai livelli del 2008.
Per chi possiede una casa, un’azienda o un capannone in Ticino, il Pecc da solo resta un documento di indirizzo. Ma il pacchetto votato include anche alcune modifiche alla Legge cantonale sull’energia (LEn) che, se confermate, avranno un impatto diretto sul portafoglio: sono proprio queste ultime — non il piano generale — a restare sul tavolo del Gran Consiglio nella seduta di oggi, martedì 15 settembre.
Cosa cambia per chi ha già un tetto
Le norme in discussione prevedono:
- per i nuovi edifici, l’obbligo di installare pannelli fotovoltaici su almeno il 50% della superficie di tetto "determinante" — stessa soglia in caso di rifacimento sostanziale della copertura;
- per gli edifici esistenti con almeno 300 metri quadrati di superficie determinante e una copertura idonea, lo stesso obbligo del 50% di copertura fotovoltaica;
- è invece caduto, rispetto al messaggio originario del Consiglio di Stato, l’obbligo di sostituire le caldaie a combustibili fossili entro una data prestabilita.
Chi ha un capannone industriale, un condominio o una villa con un tetto superiore ai 300 metri quadrati è quindi il profilo più esposto: se la norma passerà nella versione attuale, installare un impianto fotovoltaico smetterà di essere una scelta e diventerà un obbligo legale, sia pure con la possibilità — invocata da più gruppi in aula — di deroghe in caso di costi sproporzionati.
Chi vuole gli obblighi e chi vuole solo incentivi
Il fronte parlamentare si è spaccato sulla parte vincolante del pacchetto, non sul piano in sé. Favorevoli senza riserve Ps, Verdi, Partito Comunista e Pvl, che hanno parlato di un’urgenza climatica già concreta in Ticino. Il Plr ha votato sì al Pecc ma chiede correttivi per rendere gli obblighi "più pragmatici", contestando in particolare l’estensione ai tetti già esistenti. Il Centro sostiene il piano ma pretende che resti proporzionato ed economicamente sostenibile. Contrari l’Udc — che parla di oneri potenzialmente pesanti per proprietari e inquilini — e il movimento Avanti con Ticino e Lavoro, che chiede prudenza prima di introdurre nuovi vincoli.
Cosa fare ora
Per chi possiede un edificio vicino o sopra la soglia dei 300 metri quadrati di tetto, il consiglio pratico è verificare fin d’ora la fattibilità tecnica di un impianto: gli incentivi cantonali e comunali per il fotovoltaico restano disponibili indipendentemente dall’esito del voto odierno, e installare per tempo permette di beneficiarne prima di un eventuale obbligo. Il tema non è nuovo a livello federale: anche a Berna si discute un obbligo analogo sui nuovi edifici non abitativi, segno di una tendenza che il Ticino rischia ora di anticipare a livello cantonale, anche sugli edifici esistenti. Sul fronte dei costi energetici, intanto, diverse aziende elettriche ticinesi hanno già annunciato tariffe in calo per il 2027, un fattore che potrebbe attenuare l’impatto sul bilancio delle economie domestiche di un eventuale nuovo obbligo fotovoltaico. L’esito del voto sulla Legge sull’energia, atteso nelle prossime ore, dirà se il Ticino avrà davvero una delle norme più stringenti della Svizzera in materia di fotovoltaico obbligatorio.
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