Il pieno di un serbatoio da 80 litri supera ormai i 160 franchi e la bolletta del gasolio da riscaldamento per una famiglia tipo è passata da circa 3’000 a 4’800 franchi l’anno. La tensione sui mercati petroliferi non accenna a calare: ecco quanto costa oggi fare rifornimento in Ticino e cosa si può fare per limitare la spesa.
Il pieno costa più di 160 franchi
Anche in Ticino la benzina senza piombo 95 viaggia ormai attorno alla soglia psicologica dei 2 franchi al litro, la 98 ha superato i 2,10 franchi e il diesel resta stabilmente sopra i 2,20 franchi, con punte a 2,30. Significa che un pieno da 80 litri costa oggi più di 160 CHF. Da inizio anno i carburanti sono aumentati tra il 23% e il 29%, con il diesel a segnare il rincaro più forte. Chi vuole farsi un’idea concreta di quanto paga rispetto alla media nazionale può consultare il radar dei prezzi della benzina, utile anche per individuare i distributori più convenienti vicino a casa.
Perché i prezzi non accennano a scendere
Dietro ai rincari c’è una somma di fattori che si sono aggravati proprio nelle ultime ore. Il Brent ha superato i 107 dollari al barile dopo la conquista, da parte dei ribelli Houthi, della città portuale yemenita di Mokha, snodo strategico vicino allo stretto di Bab el-Mandeb — una rotta sempre più importante per il petrolio dopo le difficoltà nello Stretto di Hormuz. Chi segue l’andamento del greggio può controllare l’evoluzione sulla scheda quotazioni del Brent. A complicare il quadro si aggiunge un fattore meno noto ma altrettanto concreto: il basso livello del Reno, causato dal caldo estivo, riduce la quantità di petrolio trasportabile via fiume, facendo salire il costo per litro anche a parità di prezzo del greggio. Gli analisti di UBS non escludono, in uno scenario estremo di chiusura prolungata dello Stretto di Hormuz, un petrolio a 150-200 dollari al barile.
Il salasso del gasolio da riscaldamento
Se in auto il rincaro si sente al distributore, in casa lo si vede in bolletta. Il gasolio da riscaldamento costa oggi circa 1,65 CHF al litro, IVA inclusa, circa il 60% in più rispetto alla media degli anni passati. Per una famiglia che consuma 3’000 litri l’anno la spesa è salita da circa 3’000 a 4’800 franchi. Molte economie domestiche hanno rimandato l’acquisto sperando in un calo dei prezzi che non è arrivato, e ora si trovano a fare i conti proprio all’avvicinarsi della stagione fredda. Chi vuole confrontare l’evoluzione dei prezzi alla pompa nel resto della Svizzera trova un quadro aggiornato sulla scheda dedicata ai prezzi della benzina, mentre chi vive vicino al confine può valutare anche le differenze di prezzo nella fascia di confine.
Cosa si può fare subito
In attesa di un’inversione di tendenza, che secondo gli esperti del settore non è comunque da aspettarsi nel breve termine, restano alcune contromisure pratiche:
- confrontare i prezzi tra un distributore e l’altro prima di fare rifornimento, dato che le differenze possono superare i 10-15 centesimi al litro anche a pochi chilometri di distanza;
- adottare uno stile di guida più regolare — velocità contenuta, accelerazioni morbide — che secondo il TCS può ridurre i consumi fino al 20%;
- per chi acquista gasolio da riscaldamento, valutare consegne frazionate durante l’anno invece di un unico rifornimento, così da non subire in blocco l’intero rincaro e distribuire la spesa nel tempo.
Con un barile di petrolio che resta ostaggio della geopolitica, la vera variabile su cui i consumatori ticinesi possono ancora intervenire non è il prezzo alla pompa, ma le proprie abitudini di consumo.
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