Targhe rubate in 7 Cantoni, colpito anche il Ticino: ecco come proteggerti dal phishing che arriva dopo

Claudio Galli

4 Settembre 2026 - 07:09

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Un attacco automatizzato ha raccolto su larga scala nomi e indirizzi dei detentori di veicoli dal portale cantonale «Elenco targhe». Il Cantone ha sporto denuncia e disattivato il servizio, ma il rischio concreto per chi ha un’auto in Ticino è ricevere lettere, e-mail o SMS di phishing costruiti con dati veri: ecco cosa sapere e come proteggere il portafoglio

Targhe rubate in 7 Cantoni, colpito anche il Ticino: ecco come proteggerti dal phishing che arriva dopo

Numero di targa, nome, cognome e indirizzo: sono questi i dati che ignoti hanno sottratto in modo automatizzato dal portale «Elenco targhe Cantone Ticino», lo stesso tipo di attacco che nelle ultime settimane ha già colpito i portali della circolazione di Argovia, Lucerna, Sciaffusa, Vaud, Zugo e Vallese. Con il Ticino, salgono a sette i Cantoni svizzeri coinvolti. La Sezione della circolazione ha sporto denuncia penale al Ministero pubblico e, a titolo precauzionale, ha disabilitato la pagina web del servizio.

Non si tratta, va precisato, di un’intrusione nei sistemi informatici cantonali: le informazioni erano già pubblicamente consultabili, come previsto dal diritto federale, da chiunque interrogasse il portale con un numero di targa. Il problema è la scala: l’Ufficio federale della cibersicurezza (UFCS) parla di «mass scraping», cioè una raccolta automatizzata che ha aggirato i limiti pensati per impedire interrogazioni di massa.

Perché una raccolta di dati "già pubblici" è comunque un rischio

Un conto è che qualcuno consulti il detentore di una singola targa, un altro è che migliaia di associazioni tra targa, identità e domicilio finiscano in un unico archivio, pronte per essere incrociate con altre informazioni. Secondo l’UFCS questi dati «potrebbero essere utilizzati in diverse campagne di social engineering a scopo finanziario»: più elementi reali un truffatore possiede su una persona, più credibile diventa l’esca che costruisce attorno a lei.

L’esperto di sicurezza informatica e informatica forense Alessandro Trivilini parla di una vera e propria «lavanderia dei dati», da cui vengono poi estratti gli elementi per costruire messaggi su misura. La novità, spiega, è che oggi «gli algoritmi, con l’intelligenza artificiale, possono godere di un’automatizzazione, di una velocità e di un’intelligenza comportamentale» capaci di simulare il comportamento di un utente reale e ingannare i sistemi di difesa.

Cosa rischia concretamente chi ha un’auto immatricolata in Ticino

Il rischio principale non è la sottrazione di denaro diretta, ma il phishing mirato: lettere, e-mail o SMS che sembrano provenire da un’autorità e che citano correttamente nome, cognome e indirizzo del destinatario, rendendo la truffa molto più credibile del solito messaggio generico. Il Cantone mette in guardia in particolare da comunicazioni inattese relative a:

  • presunte multe non pagate
  • tasse di circolazione arretrate
  • controlli tecnici da regolarizzare
  • pedaggi esteri (vignette, autostrade) da saldare

Il segnale d’allarme è quando la comunicazione chiede un pagamento urgente oppure dati personali e finanziari, magari tramite un link o un numero di telefono indicati nel messaggio stesso.

Come proteggersi da qui in avanti

Chi riceve una comunicazione di questo tipo dovrebbe evitare di cliccare sui link o chiamare i recapiti indicati nel messaggio, e verificare invece la richiesta contattando l’autorità competente attraverso i canali ufficiali già noti (il sito ti.ch o lo sportello cantonale). Chi aveva già richiesto, in passato, il blocco della pubblicazione dei propri dati sul portale targhe non risulta coinvolto nella sottrazione. Chi non lo ha ancora fatto può valutare di farlo gratuitamente, anche se questo non elimina il rischio per i dati già raccolti nelle scorse settimane.

Va infine ricordato che il Cantone, come gli altri Cantoni coinvolti, ha già escluso di pagare eventuali richieste di riscatto legate all’episodio: il pagamento, spiega il Dipartimento delle istituzioni, non garantirebbe la cancellazione dei dati e finirebbe anzi per finanziare chi ha condotto l’attacco. La prudenza, in questo caso, resta l’unico vero strumento di difesa a disposizione di chi ha un veicolo immatricolato in Ticino.

Per chi deve comunque effettuare pratiche di immatricolazione o cambio targa in questi giorni, vale la stessa regola: farlo sempre attraverso i canali ufficiali cantonali, mai tramite link ricevuti via SMS o e-mail. Lo stesso vale per chi in Ticino ha già incrociato altre forme di raggiro basate su dati reali, come descritto nel caso della truffa dei pacchi, costruita esattamente sullo stesso principio: rendere credibile l’inganno con informazioni vere sulla vittima. Per un quadro più ampio sull’evoluzione di queste minacce, resta utile anche l’analisi sugli attacchi informatici in Svizzera, che spiega perché l’intelligenza artificiale li sta rendendo più difficili da riconoscere.

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# Ticino

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