Tasse universitarie su del 25%: l’USI arriva a 5’000 franchi a semestre, la SUPSI a 1’000, ecco chi pagherà davvero di più

Claudio Galli

24 Agosto 2026 - 22:14

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Il rincaro deciso dai due atenei della Svizzera italiana scatta dall’anno accademico 2027-28, ma colpisce in modo molto diverso: all’USI riguarda solo chi non era domiciliato in Svizzera alla maturità, alla SUPSI tocca invece tutti gli iscritti. Chi ha il domicilio in Ticino ha ancora tempo fino a fine settembre per chiedere l’aiuto allo studio cantonale.

Tasse universitarie su del 25%: l'USI arriva a 5'000 franchi a semestre, la SUPSI a 1'000, ecco chi pagherà davvero di più

L’Università della Svizzera italiana e la Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana hanno annunciato oggi, con un comunicato congiunto, l’aumento delle rispettive tasse semestrali. Per l’USI è la prima modifica in trent’anni — gli importi erano fermi al 1996 — per la SUPSI la prima in quindici. Il rincaro è in entrambi i casi del 25 per cento e decorre dall’anno accademico 2027-28, ma l’effetto sul portafoglio delle famiglie ticinesi è opposto: all’USI la gran parte degli studenti locali non pagherà un franco in più, alla SUPSI pagheranno tutti.

All’USI aumenta solo la tassa degli studenti esteri

Il Consiglio dell’USI ha scelto di intervenire su una sola categoria. Dall’anno accademico 2027-28 la tassa semestrale per i programmi di Bachelor e Master sarà di 5’000 franchi, contro i 4’000 di oggi: mille franchi in più a semestre, duemila all’anno, seimila sull’arco di un Bachelor triennale.

L’aumento però non si applica agli studenti che rientrano nell’Accordo intercantonale universitario, per i quali la retta resta a 2’000 franchi a semestre: cittadini svizzeri, stranieri domiciliati in Svizzera o nel Liechtenstein al momento della maturità, ammessi «su dossier» domiciliati in Svizzera, chi ottiene il passaporto svizzero durante gli studi, studenti del settore dell’asilo con permesso e — a determinate condizioni — residenti a Campione d’Italia con cittadinanza svizzera o comunitaria.

Due precisazioni pratiche pesano più di quanto sembri. Chi è già immatricolato prima del 2027-28 mantiene la tassa della prima iscrizione fino alla fine del ciclo. Ma chi passa dal Bachelor al Master all’USI, o cambia programma, ricade nel nuovo regime. Fuori dalla decisione resta la Facoltà di Teologia di Lugano, affiliata all’USI ma con gestione tariffaria separata.

Alla SUPSI l’aumento vale anche per chi è già iscritto

La scelta della SUPSI è opposta nella logica. Il Consiglio ha mantenuto il rapporto di due a uno fra non residenti e residenti e ha alzato entrambe le rette:

  • 1’000 franchi a semestre per gli studenti residenti, contro gli 800 attuali;
  • 2’000 franchi a semestre per gli studenti non residenti, contro i 1’600 attuali.

Le nuove tasse si applicheranno a tutti gli studenti iscritti nei quattro Dipartimenti, non solo alle nuove immatricolazioni. Per un residente che frequenta un Bachelor triennale significa passare da 4’800 a 6’000 franchi complessivi: milleduecento in più. Restano fuori le scuole affiliate — Accademia Teatro Dimitri, Conservatorio della Svizzera italiana, SUPSI Landquart e Fernfachhochschule Schweiz. Il Consiglio SUPSI ha inoltre destinato 200’000 franchi in più, ricavati dall’aumento, al fondo interno per gli studenti in difficoltà.

Perché il rincaro arriva adesso

Le due scuole universitarie lo scrivono senza giri di parole: la ragione è la riduzione del sostegno pubblico. Ai tagli della Confederazione si somma una volontà politica esplicita di aumentare il contributo degli studenti ai costi di studio — la cosiddetta Nutzerfinanzierung — e una sollecitazione altrettanto chiara del Consiglio di Stato ad alzare le tasse per gli studenti esteri. Negli ultimi dodici-diciotto mesi i Politecnici federali e numerose altre scuole universitarie svizzere hanno introdotto la stessa distinzione fra residenti e non residenti.

Il rettore ad interim dell’USI Gabriele Balbi ha definito quella sulle tasse «una scelta difficile, forse la più complicata» presa in questi mesi di rettorato, ricordando al Corriere del Ticino che l’aumento «corrisponde all’incirca all’inflazione svizzera degli ultimi 30 anni» e che l’USI è già oggi l’ateneo più caro per gli studenti svizzeri: alzare anche quella retta avrebbe significato perdere attrattività proprio verso i ticinesi, un fattore che l’ateneo ha sempre indicato come decisivo. Il sindacato VPOD ha invece messo in guardia sulle ricadute per il personale, fra precariato e carichi di lavoro.

Cosa può fare adesso chi studia

Il rincaro entra in vigore fra due anni accademici, ma gli strumenti di sostegno vanno chiesti ora, per l’anno che comincia a settembre. Il Cantone concede aiuti allo studio a chi ha il domicilio determinante in Ticino e non ha ancora compiuto 55 anni nell’anno civile d’inizio della formazione. I punti da non sbagliare:

  • la domanda va presentata entro il mese d’inizio della formazione; per le formazioni nel Cantone che iniziano in agosto il termine è prorogato al 30 settembre;
  • le richieste tardive vengono considerate pro rata temporis solo dal primo giorno del mese in cui si inoltra la domanda: aspettare costa mesi di contributo;
  • il formulario va stampato, firmato e inviato all’Ufficio degli aiuti allo studio, Piazza Governo 7, 6501 Bellinzona, con la documentazione fiscale allegata;
  • accanto alla borsa il Cantone può concedere un prestito di studio rimborsabile a condizioni agevolate, di regola solo per il livello terziario.

Chi non rientra nei criteri cantonali ha una seconda strada: le fondazioni private attive in Ticino, i sussidi comunali e, per i residenti iscritti ai quattro Dipartimenti SUPSI, il bando della Fondazione Leonardo, aperto di norma da metà gennaio a fine febbraio per l’anno accademico successivo. Per chi arriva dall’estero resta invece il capitolo preliminare del riconoscimento del titolo di studio, da sistemare prima dell’immatricolazione.

Formulari e opuscolo informativo si scaricano dalla pagina dell’Ufficio degli aiuti allo studio del DECS. [3]

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