Disabilità, il Cantone pianifica 60 nuovi posti in quattro anni: erano 160 nel quadriennio precedente

Claudio Galli

25 Agosto 2026 - 07:12

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Il Consiglio di Stato ha approvato la Pianificazione LISPI 2026-2029: 28 posti diurni, 20 notturni e 12 a presa in carico completa, su una rete che a fine 2025 contava 1’739 posti. Ecco da dove esce quel numero, quanto costa e a chi rivolgersi per un collocamento

Disabilità, il Cantone pianifica 60 nuovi posti in quattro anni: erano 160 nel quadriennio precedente

Il Consiglio di Stato ha approvato la Pianificazione 2026-2029 delle strutture e dei servizi per invalidi adulti finanziati dalla Legge sull’integrazione sociale e professionale degli invalidi (LISPI). La decisione è stata presa nel corso del mese di luglio, ma è stata resa pubblica solo lunedì 24 agosto 2026 con un comunicato del Governo cantonale, accompagnato dal rapporto integrale.

Il numero che riassume il documento è 60 nuovi posti in quattro anni, pari a quindici all’anno. È una cifra nettamente più bassa di quelle dei quadrienni passati: la pianificazione 2019-2022 ne prevedeva 160, quella 2016-2018 ottantacinque, quella 2011-2014 centosessantasei. A regime, la nuova offerta è stimata in circa 3.36 milioni di franchi di costi correnti. [5]

Come si compongono i 60 posti

Il Cantone ha suddiviso il fabbisogno per tipo di presa in carico:

  • 28 posti a presa in carico diurna, cioè centri diurni e laboratori protetti;
  • 20 posti a presa in carico esclusivamente notturna, ovvero case senza occupazione e appartamenti protetti;
  • 12 posti a presa in carico completa, diurna e notturna insieme.

Il potenziamento, precisa il Governo, avverrà «principalmente attraverso il rafforzamento delle strutture già presenti», con una valutazione dei progetti basata su necessità, ubicazione e tipologia di utenza. Nessuna corsa a nuovi istituti, quindi: si lavora sull’esistente. A fine 2025 la rete finanziata dalla LISPI contava 1’739 posti attivi, così ripartiti: 962 diurni, 250 notturni e 527 diurni e notturni.

Perché 60 e non 160

Il numero non è politico, è aritmetico. Il rapporto somma gli indicatori che fanno salire il fabbisogno e sottrae quelli che lo fanno scendere.

In aumento pesano soprattutto le liste d’attesa — 72 richieste per i laboratori protetti, 74 per case e centri diurni, 8 per le case con occupazione medicalizzate — il passaggio alla maggiore età di 155 allievi delle scuole speciali cantonali e di 43 minorenni oggi in istituti privati, e l’invecchiamento dell’utenza dell’assicurazione invalidità, che genera una stima di 96 posti residenziali per chi vive a domicilio e 76 per chi è già in istituto.

In diminuzione pesano invece i 208 posti liberi già disponibili nelle strutture e le 252 uscite previste dagli istituti nel quadriennio. Combinando le due colonne si ottiene un saldo netto di 64 posti, arrotondato dal Cantone a un obiettivo pianificatorio di 60. Sull’invecchiamento, scrive il Dipartimento della sanità e della socialità, «si è voluto mantenere prudenza in previsione dei prossimi decenni in cui la pressione demografica tenderà a ridursi». È lo stesso fenomeno che sta ridisegnando i conti dell’assicurazione invalidità a livello federale, dove il numero di rendite ha ormai perso ogni correlazione lineare con il fabbisogno di posti in struttura.

Il quadriennio precedente si è chiuso sotto obiettivo

C’è un dato che il rapporto non nasconde. Dei 160 posti previsti dalla Pianificazione 2019-2022, a fine 2025 — quindi con tre anni supplementari rispetto all’orizzonte iniziale — ne erano stati effettivamente contrattualizzati 144, con uno scostamento di 16 unità.

Lo scarto non è distribuito in modo uniforme: i posti a presa in carico completa hanno superato l’obiettivo (82 contro 80 previsti), mentre mancano all’appello 14 posti diurni e 4 notturni. Nel 2024 il saldo dei posti diurni è stato addirittura negativo. Il Cantone spiega la flessibilità del sistema — a differenza di case per anziani e ospedali, per le strutture per invalidi non esiste un tetto fissato per legge — ma ammette che l’obiettivo quantitativo «può dirsi solo parzialmente raggiunto».

Autismo e invecchiamento, le due priorità qualitative

Accanto ai numeri, il documento fissa due priorità di contenuto.

La prima riguarda i disturbi dello spettro autistico: il Cantone punta a creare un database per il censimento delle casistiche, a elaborare linee di indirizzo operative e a definire le basi per un centro di riferimento cantonale che semplifichi l’accesso ai servizi.

La seconda è l’invecchiamento delle persone con disabilità e dei loro familiari. Le misure previste vanno verso servizi specializzati per l’età avanzata e un rafforzamento della collaborazione con l’assistenza e cura a domicilio, garantendo però «il rispetto della libera scelta del luogo di vita». È un tema che il Ticino conosce già dal lato anziani, dove il collocamento in casa per anziani resta la voce di spesa più pesante per le famiglie, e che altrove è stato affrontato sostenendo chi cura in casa: i Grigioni, per esempio, hanno introdotto un assegno di accompagnamento proprio per rinviare l’entrata in istituto. Chiude l’elenco l’attuazione della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.

Cosa fare se si cerca un posto

Chi sta cercando una collocazione per un familiare adulto con disabilità non deve rivolgersi ai singoli istituti uno per uno: il Cantone ha un Servizio d’informazione e coordinamento per il collocamento nelle istituzioni LISPI, che tiene aggiornata la situazione dei posti liberi sul territorio ed è lo sportello da cui partire. Fa capo all’Ufficio degli invalidi, in via Terricciuole 1 a Cugnasco-Gerra (tel. 091 814 84 11, [email protected]).

Un’avvertenza sui tempi, però, è scritta nero su bianco nel comunicato: le nuove iniziative «saranno sviluppate compatibilmente con la pianificazione finanziaria del Cantone». Tradotto: i 60 posti sono un obiettivo, non un calendario. E il precedente del quadriennio scorso, chiuso a -16 con tre anni di margine in più, suggerisce di leggerli come tali.

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# Ticino

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