I grandi della distribuzione svizzera hanno tagliato i prezzi di migliaia di prodotti nel 2025 e promettono di continuare nel 2026. Per le famiglie ticinesi la spesa quotidiana si alleggerisce un po’ — e cambia anche il calcolo da fare prima di attraversare il confine per riempire il carrello a Como o Varese.
Nei supermercati svizzeri è in corso da mesi una guerra dei prezzi che non accenna a fermarsi. I cinque grandi della distribuzione — Migros, Coop, Aldi, Lidl e Denner — hanno abbassato il cartellino di migliaia di prodotti nel 2025 e, interpellati dalla stampa svizzero-tedesca, hanno promesso di andare avanti anche nel 2026. Il campo di battaglia sono i beni di tutti i giorni: pane, carne, verdura, latticini. È la stessa merce che finisce ogni settimana nel carrello di una famiglia ticinese, ed è per questo che la partita riguarda da vicino anche chi vive a sud delle Alpi.
Il segnale più visibile è il pane a un franco: dopo che Aldi ha lanciato la pagnotta a 99 centesimi, anche Migros e Coop hanno allineato al ribasso i loro pani bianchi e integrali. Sulla carne fresca, secondo un’analisi di Blick, i prezzi più bassi sono oggi da Lidl e — a sorpresa — da Coop. La spinta arriva dai discount: «Il prezzo resta per molte economie domestiche il criterio decisivo», ha dichiarato a Blick il direttore di Lidl Svizzera Nicholas Pennanen.
Chi ha tagliato di più (e di quanto)
I numeri comunicati dalle insegne danno la misura della corsa. Nell’ultimo anno Lidl ha reso più convenienti oltre 700 dei suoi circa 2’500 articoli, con sconti tra il 7 e il 31%. Migros dice di investire 500 milioni di franchi l’anno nei ribassi: nel 2025 ha abbassato il prezzo di 3’500 prodotti (in media del 10%) su un assortimento di circa 35’000 referenze, e oggi conta più di 1’000 articoli di uso quotidiano a livello discount. Coop, che nel 2025 ha toccato un fatturato record oltre i 35 miliardi, ha ridotto il prezzo di 1’900 prodotti investendo 100 milioni. Denner ne ha resi più economici 670 su 3’700. Non stupisce che, secondo l’Ufficio federale di statistica, il commercio al dettaglio svizzero sia cresciuto ancora — del 3,4% reale a maggio 2026.
Perché lo fanno — e fino a quando
Dietro la corsa c’è la pressione dei discount tedeschi Aldi e Lidl, che negli ultimi anni hanno strappato quote di mercato costringendo Migros e Coop a rispondere colpo su colpo. Il consumatore, dal canto suo, ha imparato a comportarsi di conseguenza: confronta i prezzi, insegue le azioni, sceglie sempre più le marche proprie e cambia insegna per un’offerta migliore. Gli esperti del settore si aspettano che questa «guerra dei prezzi permanente», come la definisce la NZZ, prosegua nei prossimi mesi.
Attenzione, però, a non dare per scontato che tutto scenda. Le stesse insegne avvertono che i rincari delle materie prime — cereali, carne, ma anche caffè e cacao importati — potrebbero spingere verso l’alto alcuni cartellini. La direzione generale resta il ribasso, ma non su ogni scaffale.
Cosa significa per la spesa in Ticino
In Ticino il duopolio di fatto è Migros Ticino e Coop, con Aldi e Lidl ormai presenti in modo capillare da Chiasso ad Airolo. La guerra dei prezzi nazionale si scarica quindi anche sugli scaffali cantonali, e per la famiglia media significa qualche franco risparmiato ogni settimana su pane, carne e prodotti di base — a patto di sapersi muovere. Chi vuole spendere meno può puntare sulle linee economiche (M-Budget, Prix Garantie, i marchi propri dei discount), cacciare le azioni settimanali e verificare sempre il cartellino alla cassa, dove un errore di prezzo può sempre capitare.
C’è poi il capitolo confine. Per anni fare la spesa nel comasco o nel varesotto è stato quasi un automatismo per molti ticinesi. Con i prezzi svizzeri che scendono su una parte del carrello — e con i controlli doganali diventati più severi — il calcolo va rifatto prodotto per prodotto: su alcuni beni il divario con l’Italia si è ridotto, su altri resta ampio. Prima di mettersi in auto, insomma, vale la pena confrontare davvero, come già si fa per il pieno di benzina.
Il consiglio operativo, per chi vuole approfittare della guerra dei prezzi senza illusioni: guardare le marche proprie, seguire le promozioni e ragionare sul carrello nel suo insieme, non sul singolo prodotto-civetta. È lì che, nel 2026, si gioca il risparmio vero.
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