Fare la spesa in Italia dalla Svizzera: la guida pratica alla dogana in 7 punti (dalla franchigia di 150 CHF ai limiti su carne, vino e sigarette)

Claudio Galli

16 Luglio 2026 - 19:11

condividi
Facebook
twitter whatsapp

Dal 1° gennaio 2025 la soglia di valore esente da IVA all’importazione è scesa da 300 a 150 franchi a persona: ecco come si calcola davvero, quanto puoi portare di carne e alcol, quando conviene farsi rimborsare l’IVA italiana e come pagare in due minuti con l’app QuickZoll.

Fare la spesa in Italia dalla Svizzera: la guida pratica alla dogana in 7 punti (dalla franchigia di 150 CHF ai limiti su carne, vino e sigarette)

Riempire il carrello oltre confine, nel comasco o nel varesotto, resta un’abitudine radicata per chi vive in Ticino. Ma dal 2025 le regole doganali sono diventate più severe, e un pieno di spesa che una volta passava senza problemi oggi può farti finire allo sportello a pagare l’IVA. Questa guida spiega passo per passo cosa puoi portare in Svizzera senza dichiararlo, quanto rischi se sfori, e come mettersi in regola nel modo più rapido. Vale per tutti — residenti, turisti e chi lavora come frontaliero (il lavoratore che risiede in Italia e ogni giorno attraversa il confine per lavorare in Svizzera) — perché la franchigia doganale non guarda al passaporto ma alla merce che trasporti.

1. Cosa è cambiato dal 2025 (e perché ti riguarda)

Fino al 31 dicembre 2024 potevi importare merce per uso personale fino a 300 CHF a persona senza pagare l’imposta sul valore aggiunto (IVA) svizzera. Dal 1° gennaio 2025 quella soglia — in gergo doganale la franchigia di valore — è stata dimezzata a 150 CHF. La decisione arriva dal Parlamento federale e ha un obiettivo dichiarato: frenare il «turismo della spesa» e proteggere il commercio al dettaglio interno, penalizzato dal franco forte e dal divario di prezzi con l’Italia.

In pratica: la stessa spesa che nel 2024 passava tranquilla, oggi può superare la soglia e diventare imponibile. Sapere come funziona il conteggio è quindi la differenza tra un pieno di spesa conveniente e una sosta imprevista alla dogana. Se vuoi un quadro d’insieme su valichi e procedure, abbiamo spiegato come funziona la dogana svizzera in un articolo dedicato.

2. La franchigia di valore: 150 CHF a testa, ogni giorno

La regola base è semplice, ma nasconde alcune insidie:

  • È per persona. I 150 CHF valgono per ciascun individuo che attraversa il confine, bambini compresi. Una famiglia di quattro persone dispone quindi di 600 CHF complessivi di franchigia — a patto che la merce sia ragionevolmente riferibile a tutti.
  • È al giorno. Se fai la spesa più volte nello stesso giorno, i valori si sommano. Non puoi «resettare» la soglia con due viaggi ravvicinati.
  • Se sfori, paghi su tutto. Attenzione: superata la soglia, l’IVA non si applica solo alla parte eccedente ma sull’intero valore della merce. A 149 CHF non paghi nulla; a 151 CHF paghi l’imposta su tutti e 151.
  • Conta il valore netto. Il valore rilevante è quello al netto dell’IVA estera, cioè il prezzo depurato dell’imposta italiana. Devi poterlo dimostrare con lo scontrino: conservalo sempre.
  • I singoli oggetti sopra i 150 CHF vanno sempre dichiarati, a prescindere dal numero di persone in auto.

L’aliquota IVA svizzera è dell’8,1% sulla maggior parte dei beni e del 2,6% sui generi alimentari.

3. Le franchigie quantitative: carne, alcol e tabacco hanno limiti a parte

Qui sta l’errore più comune: pensare che sotto i 150 CHF si possa portare qualsiasi cosa. Non è così. Su alcune categorie di prodotti esistono limiti di quantità legati ai dazi doganali, indipendenti dalla franchigia di valore. Puoi restare sotto i 150 CHF e comunque dover pagare il dazio se superi queste soglie (validità per persona e al giorno):

Categoria Quantità in franchigia
Carne e preparati di carne (esclusa selvaggina) 1 kg
Burro e panna 1 kg
Oli, grassi e margarina alimentari 5 kg
Bevande alcoliche fino a 18% vol. (vino, birra) 5 litri
Bevande alcoliche oltre 18% vol. (superalcolici) 1 litro
Sigarette o sigari 250 pezzi

Alcol e tabacco si possono importare solo a partire dai 17 anni. Il classico carico di bistecche e affettati per la grigliata è proprio il caso in cui è facile sforare: due o tre chili di carne bastano a far scattare il dazio anche se la spesa complessiva vale poche decine di franchi.

4. Come dichiarare e pagare: sportello o app QuickZoll

Se superi la franchigia di valore o le quantità ammesse, hai due strade:

  • Allo sportello doganale. Ti fermi al valico presidiato, dichiari la merce al personale dell’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) e paghi sul posto.
  • Con l’app QuickZoll. È l’applicazione ufficiale della dogana svizzera: dichiari gli acquisti dal telefono e paghi direttamente con carta, anche prima di arrivare al confine. È la via più rapida, soprattutto ai valichi non presidiati.

Un’avvertenza sui conti: QuickZoll applica un’aliquota IVA unica dell’8,1% a tutto, generi alimentari inclusi. Sugli alimentari, che allo sportello sconterebbero il 2,6%, con l’app paghi quindi qualcosa in più. Per una spesa mista di soli alimenti, dichiarare a voce al funzionario può farti risparmiare. Chi cerca il modo più efficiente per entrare in Svizzera senza spese inutili farà bene a valutare caso per caso.

5. Il recupero dell’IVA italiana (tax free): quando conviene

Se paghi l’IVA svizzera all’importazione, hai diritto — non automatico — a farti rimborsare l’IVA italiana già inclusa nel prezzo. In Italia l’aliquota ordinaria è del 22%, con un importo minimo di acquisto di norma pari a 70 EUR per accedere al tax free. La procedura:

  • Chiedi al negozio il modulo tax free al momento dell’acquisto (non tutti gli esercizi lo offrono, e alcuni fissano soglie minime più alte).
  • Fai timbrare il modulo quando attraversi il confine: è il passaggio che convalida il rimborso. Va fatto anche se hai già dichiarato e pagato l’IVA svizzera con QuickZoll.
  • Ottieni il rimborso nel negozio stesso o tramite un operatore specializzato, che tratterrà una commissione.

Il calcolo va sempre fatto: tra minimo d’acquisto, commissioni e tempo perso al confine, il tax free conviene davvero solo su spese di un certo importo.

6. Un esempio concreto: la coppia che fa la spesa a Como

Marco e Sara vivono nel Luganese e vanno a fare la spesa grossa nel comasco. In due dispongono di 300 CHF di franchigia di valore. Riempiono il carrello con alimentari, detersivi e qualche capo di abbigliamento per un totale netto di 260 CHF: sotto soglia, nessuna IVA da pagare.

Ma nel carrello ci sono anche 3 kg di carne. Qui la franchigia di valore non c’entra: scattano le quantità. In due il limite per la carne è di 2 kg (1 kg a testa): il terzo chilo eccede e va soggetto a dazio, anche se la spesa complessiva resta sotto i 300 CHF. I 6 litri di vino che hanno preso, invece, rientrano nel limite (5 litri a testa, quindi fino a 10 in due). Morale: prima di partire conviene distribuire mentalmente carne, alcol e tabacco per persona, non «a coppia» o «a famiglia», e — nel dubbio — dichiarare. Il dazio su un chilo di carne è modesto; una contestazione alla dogana costa molto di più in tempo e nervi.

7. Errori comuni da evitare

  • Buttare gli scontrini. Senza prova del valore netto, la dogana può stimare l’imponibile a suo giudizio.
  • Contare la franchigia «a macchina» invece che a persona. È l’errore che fa sforare più spesso chi viaggia da solo.
  • Dimenticare che le quantità sono separate dal valore. Poca spesa non significa via libera su carne, vino e sigarette.
  • Pensare che i due viaggi in un giorno raddoppino la soglia. I valori della stessa giornata si sommano.
  • Confondere la spesa al confine con gli acquisti online. Le regole per i pacchi che arrivano per posta seguono un’altra logica: ne abbiamo parlato a proposito degli acquisti online da Temu e Shein e della nuova tassa in preparazione a Berna.

La checklist prima di attraversare il confine

  • Somma il valore netto di tutta la spesa e confrontalo con i 150 CHF a testa.
  • Verifica le quantità di carne, burro, oli, alcol e tabacco: hanno limiti propri.
  • Conserva gli scontrini e, se punti al rimborso, fatti dare il modulo tax free.
  • Se sfori, dichiara allo sportello o con QuickZoll prima di ripartire.
  • Nel dubbio, dichiara: è quasi sempre più economico del rischio di una sanzione.

Chi lavora come frontaliero e ogni anno presenta la dichiarazione dei redditi è abituato a muoversi tra due sistemi fiscali: la dogana è solo l’ultimo, quotidiano, di quei confini da conoscere bene per non pagare più del dovuto.

 [3]

Iscriviti alla newsletter

CAMBIO EURO/FRANCO SVIZZERO

-

-