Investire in Borsa in Svizzera: tra i broker la differenza di costo arriva a 1’600 franchi l’anno, ecco chi conviene

Claudio Galli

13 Luglio 2026 - 13:10

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Un nuovo studio di Moneyland.ch confronta le commissioni di banche tradizionali e broker online per tre profili di investitore, dal portafoglio passivo al trading frequente. Le cifre in franchi per capire dove si stanno perdendo soldi senza saperlo.

Investire in Borsa in Svizzera: tra i broker la differenza di costo arriva a 1'600 franchi l'anno, ecco chi conviene

Chi investe in azioni, obbligazioni o fondi ETF dalla Svizzera paga cifre molto diverse a seconda di dove tiene il proprio conto titoli — e la forbice, secondo l’ultima analisi del comparatore Moneyland.ch, può superare i 1’600 franchi all’anno tra il fornitore più caro e quello più conveniente [5]. È una cifra che, capitalizzata su un orizzonte di dieci o vent’anni, pesa sul rendimento più di molte scelte di portafoglio a cui i risparmiatori dedicano ben più attenzione.

Lo studio ha messo a confronto le principali banche tradizionali e i broker online attivi sul mercato svizzero — compresi quelli con accesso diretto alla Borsa di Zurigo — su tre profili tipo, calcolando commissioni di transazione, spese fisse di deposito e custodia, costi di cambio valuta e imposta di bollo federale; restano esclusi i costi di prodotto di fondi ed ETF, che vanno sommati a parte a seconda degli strumenti scelti. «A seconda dell’utilizzo individuale, le commissioni effettive possono discostarsi notevolmente dai profili qui rappresentati», avverte Dan Urner, redattore di Moneyland.ch. «Vale quindi la pena confrontare i fornitori di trading in base al proprio utilizzo personale».

Quanto costa davvero, in franchi, per ogni profilo

  • Portafoglio passivo (circa 45’000 CHF investiti, nessuna transazione nell’anno): Saxo Bank in testa con spese pressoché azzerate, seguita da Trade Direct (49 CHF) e PostFinance (72 CHF).
  • Trader occasionale (stesso capitale, 12 operazioni l’anno): Saxo Bank a 68 CHF complessivi, Cornèrtrader a 245 CHF, PostFinance a 345 CHF.
  • Trader frequente (75’000 CHF investiti, 70 operazioni l’anno): Saxo Bank a 748 CHF, Cornèrtrader a 1’275 CHF, Swissquote a 2’434 CHF — oltre 1’600 franchi di differenza rispetto al fornitore più economico.

Il pattern è coerente su tutti e tre i profili: i broker online specializzati restano sistematicamente più economici degli sportelli delle banche generaliste, e la differenza si allarga quanto più cresce la frequenza delle operazioni.

Perché il Ticino rischia di pagare il conto due volte

Lo studio non fornisce un dato scorporato per cantone, ma un incrocio con la ricerca gemella di Moneyland sui conti bancari aiuta a capire il rischio specifico per la Svizzera italiana: la classifica 2026 delle banche svizzere indica proprio UBS e PostFinance — gli istituti più diffusi tra i clienti ticinesi — come i peggio valutati sui tassi di risparmio. Chi in Ticino tiene conto corrente, risparmio e conto titoli tutti presso la stessa banca "di fiducia" per comodità rischia quindi di sommare due penalizzazioni: interessi più bassi sulla liquidità e commissioni più alte sul trading, senza che nessuna delle due venga percepita come un costo esplicito, perché non compare mai come una singola voce in busta paga o in estratto conto.

Cosa puoi fare ora

  • Calcola il costo reale annuo del tuo conto titoli in base al tuo profilo — capitale investito e numero di operazioni — e non fermarti alla singola commissione pubblicizzata: i comparatori online permettono di farlo in pochi minuti.
  • Se investi importi contenuti e operi soprattutto da smartphone, valuta le neobanche svizzere: condizioni spesso competitive, ma listino titoli e servizi più limitati rispetto ai broker classici.
  • Per portafogli consistenti o operatività frequente, i broker online specializzati restano nettamente più convenienti dei canali tradizionali, anche tenendo conto di eventuali costi di apertura o trasferimento titoli.
  • Non dimenticare l’imposta di bollo federale sulle transazioni e i costi di cambio valuta sui titoli esteri: sono spesso il vero salasso nascosto per chi investe su Wall Street o sui listini europei.
  • Non serve chiudere il conto principale: si può benissimo mantenere lo stipendio e i pagamenti correnti sulla banca di sempre e aprire un conto titoli separato presso il fornitore più conveniente per il proprio profilo.

Cambiare fornitore di trading non richiede di rompere la relazione con la propria banca né di rinunciare alla consulenza di uno sportello fisico, quando serve. Richiede solo, come per i conti e i servizi bancari in generale, di separare l’abitudine dalla convenienza — e di rifare il confronto almeno una volta l’anno, perché le classifiche di Moneyland cambiano regolarmente e i fornitori più economici di oggi non sono garantiti restare tali nel 2027.

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