Affitto troppo caro? Come farti ridurre la pigione ora che il tasso di riferimento è all’1,25% — la guida in 6 passi

Claudio Galli

15 Luglio 2026 - 19:14

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Il tasso ipotecario di riferimento è sceso all’1,25% e non risalirà a breve: chi paga una pigione ancora calcolata sull’1,50% (o più) ha in linea di principio diritto a una riduzione del 2,91% per ogni gradino. Ecco chi può chiederla, quanto vale in franchi, come scrivere la richiesta al locatore e cosa fare se ti dice di no.

Affitto troppo caro? Come farti ridurre la pigione ora che il tasso di riferimento è all'1,25% — la guida in 6 passi

Se sei inquilino in Ticino o altrove in Svizzera e non hai mai chiesto un adeguamento della pigione, questa guida ti serve: in molti casi stai pagando più del dovuto senza saperlo. Il diritto di locazione svizzero non prevede un controllo automatico da parte del Cantone o della Confederazione: la riduzione non arriva da sola, va richiesta. Vediamo passo per passo come capire se ne hai diritto, quanto puoi risparmiare e come muoverti, sia che tu abbia appena firmato sia che tu viva in affitto da anni. Se stai ancora valutando se restare in affitto o comprare, abbiamo spiegato altrove come funziona vivere in affitto in Ticino; qui ci concentriamo su un unico obiettivo concreto: abbassare la pigione che paghi già.

1. Cosa devi sapere prima di iniziare: cos’è il tasso di riferimento

In Svizzera le pigioni dei contratti in corso si adeguano non al tasso guida della BNS, ma al tasso ipotecario di riferimento, un valore pubblicato ogni tre mesi dall’Ufficio federale delle abitazioni (UFAB). È la media dei tassi ipotecari praticati dalle banche, arrotondata al quarto di punto percentuale più vicino. Quando questo tasso scende, l’inquilino può chiedere di pagare meno; quando sale, è il locatore che può alzare la pigione.

Dopo anni di rialzi legati alla stretta monetaria, il vento è cambiato: il tasso di riferimento è sceso all’1,25% il 2 settembre 2025 e le pubblicazioni successive — l’ultima il 1° giugno 2026 — lo hanno confermato invariato. La prossima uscita è prevista per il 1° settembre 2026, e gli osservatori non attendono rialzi prima della metà del 2027. Tradotto: la finestra per chiedere la riduzione è aperta ora e destinata a durare. Il fatto che i tassi d’interesse in Svizzera restino bassi è proprio ciò che tiene il tasso di riferimento fermo in basso.

2. Hai davvero diritto alla riduzione? Le tre verifiche

Prima di scrivere al locatore, controlla tre cose.

  • Su quale tasso è calcolata la tua pigione. Di norma il valore è indicato nel contratto: è il tasso in vigore quando hai firmato. Ma se nel tempo la pigione è già stata adeguata (in aumento o in diminuzione) e tu non hai contestato, allora conta l’ultimo valore applicato. Se quel valore è 1,50% o superiore, sei sopra il tasso attuale e hai margine.
  • Che tipo di contratto hai. Il tasso di riferimento non si applica a tutti: restano esclusi gli affitti indicizzati all’inflazione, gli affitti scalari (che salgono a date fisse concordate), gli alloggi sussidiati e le case unifamiliari o gli appartamenti di lusso di almeno sei locali. Per la stragrande maggioranza dei contratti ticinesi ordinari, invece, la regola vale.
  • Di quanti gradini sei sopra. Ogni scalino da 0,25 punti dà diritto a una riduzione della pigione netta del 2,91%. Chi è ancora fermo all’1,50% è un gradino sopra (diritto al 2,91%); chi non adegua da più tempo e paga sull’1,75% è due gradini sopra e ha diritto a una riduzione ancora maggiore, secondo le tabelle ufficiali.

3. Quanto vale in franchi: l’esempio concreto

Prendiamo un caso tipico: una pigione netta di 1’500 CHF al mese, con contratto o ultimo adeguamento fermo all’1,50%. Il tasso oggi è all’1,25%, cioè un gradino sotto.

Voce Valore
Pigione netta attuale (mensile) 1’500 CHF
Tasso alla base dell’ultimo adeguamento 1,50%
Tasso di riferimento oggi 1,25%
Riduzione lorda (un gradino) -2,91%
Sconto mensile circa -44 CHF
Nuova pigione netta circa 1’456 CHF
Risparmio su un anno circa 524 CHF

Attenzione: la riduzione riguarda solo la pigione netta. Le spese accessorie e quelle di riscaldamento, conteggiate a parte, non cambiano. Vale comunque la pena rileggere con calma il proprio contratto, e capire come si compone la pigione, prima di inoltrare la richiesta.

4. Attenzione ai fattori che il locatore può opporre

Il 2,91% è il massimo teorico. Nella pratica il locatore, di fronte alla richiesta, può compensarne una parte con altri fattori di costo previsti dalla legge:

  • il rincaro: può trasferire sulla pigione fino al 40% dell’aumento dell’indice nazionale dei prezzi al consumo maturato dall’ultimo adeguamento;
  • l’aumento dei costi generali di manutenzione e gestione dello stabile, spesso sotto forma di una percentuale forfettaria annua;
  • eventuali migliorie a valore aggiunto realizzate sull’immobile (una ristrutturazione importante, non la manutenzione ordinaria).

Il risultato è che lo sconto netto può ridursi: nell’esempio sopra, a seconda dell’inflazione accumulata, la riduzione effettiva potrebbe scendere dal 2,91% a un paio di punti percentuali o meno. Non è un motivo per rinunciare — resta comunque denaro tuo — ma serve a non stupirsi se il locatore non concede l’intero importo. Restare aggiornati sull’andamento del mercato aiuta: gli affitti in Ticino hanno una dinamica propria, fatta di domanda, sfitto e costi accessori.

5. Come chiedere la riduzione, passo per passo

La procedura è semplice ma ha tempi rigidi. Meglio rispettarli alla lettera.

  1. Scrivi al locatore, preferibilmente con lettera raccomandata: chiedi la riduzione motivandola con la discesa del tasso di riferimento all’1,25% e indicando il tasso su cui è calcolata la tua pigione attuale.
  2. Aspetta la risposta. Il locatore ha 30 giorni di tempo. Può accettare, rifiutare o compensare con i fattori del passo 4; in ogni caso, se non concede tutto, deve spiegare perché.
  3. Se rifiuta o non risponde, rivolgiti all’autorità di conciliazione in materia di locazione competente per il tuo Comune. Va fatto entro 30 giorni dalla risposta (o dal silenzio): in pratica, non oltre 60 giorni dall’invio della tua richiesta iniziale. Superato il termine, devi ricominciare da capo.
  4. La conciliazione è gratuita o quasi e non richiede un avvocato: è pensata proprio per risolvere queste controversie senza andare in tribunale.

Ricorda che la riduzione non è retroattiva all’infinito: conviene muoversi con anticipo, perché in genere decorre dalla successiva scadenza contrattuale utile.

6. Dove fare i conti e chi ti aiuta

Non serve fare i calcoli a mano. L’Associazione Svizzera Inquilini, sezione della Svizzera italiana mette a disposizione un calcolatore online gratuito: inserisci pigione, data e tasso di partenza e vedi in pochi clic se hai diritto a una riduzione e di quanto. Le regole complete, le tabelle per i salti superiori a un gradino e l’elenco delle autorità di conciliazione sono sul sito ufficiale dell’UFAB. Per una consulenza individuale puoi rivolgerti all’ASI stessa o direttamente all’autorità di conciliazione del tuo distretto.

La checklist finale

  • Recupera il contratto e individua il tasso di riferimento su cui è calcolata la pigione (o l’ultimo adeguamento non contestato).
  • Verifica che il tuo contratto non sia indicizzato, scalare, sussidiato o di lusso.
  • Usa il calcolatore ASI per stimare lo sconto, tenendo conto di rincaro e costi.
  • Invia la richiesta al locatore per raccomandata e segna la data.
  • Se entro 30 giorni non ottieni soddisfazione, porta il caso all’autorità di conciliazione entro il termine — senza lasciarlo scadere.

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