Dichiarazione dei redditi 2026 per i frontalieri Italia-Ticino: la guida pratica alla precompilata, alla franchigia di 10’000 EUR e al telelavoro fino al 25%

Claudio Galli

12 Maggio 2026 - 19:10

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Saldo IRPEF da pagare entro il 30 giugno 2026, dati svizzeri trasmessi all’Agenzia delle Entrate entro il 21 marzo, telelavoro fino al 25% senza perdere lo status di frontaliere dopo la Legge 217/2025: ecco cosa deve fare ora chi ha un contratto in Ticino e vive in Italia, vecchi e nuovi frontalieri.

Dichiarazione dei redditi 2026 per i frontalieri Italia-Ticino: la guida pratica alla precompilata, alla franchigia di 10'000 EUR e al telelavoro fino al 25%

Il 2026 è il primo anno in cui i frontalieri italiani che lavorano in Cantone Ticino devono fare i conti con un quadro fiscale del tutto nuovo. Da gennaio è entrata in vigore la Legge 29 dicembre 2025, n. 217, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 14 del 19 gennaio 2026, che ratifica il Protocollo di modifica dell’Accordo sui lavoratori frontalieri Italia-Svizzera e rende strutturale il telelavoro fino al 25% del tempo di lavoro. Allo stesso tempo, per la prima volta in assoluto, l’autorità fiscale elvetica ha trasmesso entro il 21 marzo 2026 i dati reddituali dei nuovi frontalieri all’Agenzia delle Entrate, che li ha inseriti direttamente nella dichiarazione precompilata.

Per chi rientra fra gli oltre 78’000 frontalieri italiani occupati in Ticino questo significa una cosa sola: la finestra utile per chiudere senza errori la dichiarazione dei redditi 2025 si è aperta il 15 aprile 2026 e va gestita ora, prima del primo scoglio del calendario fiscale italiano che è il 30 giugno.

1. Vecchi o nuovi frontalieri: la prima cosa da capire è chi sei

L’accordo bilaterale del 23 dicembre 2020, in vigore dal 17 luglio 2023, ha spaccato in due la categoria dei frontalieri italiani in Svizzera. La data di assunzione fa fede.

  • Vecchi frontalieri sono coloro che, al 17 luglio 2023, erano già occupati in Cantone Ticino, Grigioni o Vallese, oppure lo erano stati nel quinquennio precedente. Restano sotto il regime transitorio: l’imposta è esclusiva in Svizzera, il reddito svizzero italico non va dichiarato in Italia. In compenso, fino al 2033 la Confederazione retrocede ogni anno il 40% del gettito ai comuni italiani di confine sotto forma di ristorni.
  • Nuovi frontalieri sono tutti quelli che sono diventati frontalieri dal 18 luglio 2023 in poi. Vivono entro 20 km dalla frontiera e rientrano quotidianamente al proprio domicilio. Si applica il regime ordinario (tassazione concorrente): in Ticino subiscono l’imposta alla fonte all’80% delle aliquote ordinarie (tabelle A, B, C e H del Cantone Ticino), in Italia dichiarano il reddito al netto della franchigia di 10’000 EUR e applicano il credito d’imposta per l’imposta svizzera già pagata.

La distinzione non è formale: per il vecchio frontaliere la dichiarazione italiana 2026 (sul reddito 2025) italicopraticamente non esiste, salvo che abbia altri redditi italiani da dichiarare; per il nuovo frontaliere, invece, presentare il Modello Redditi PF 2026 è obbligatorio. La differenza pratica sul netto in busta paga vale, secondo le simulazioni dei sindacati, qualche centinaio di franchi al mese.

2. La precompilata 2026: cosa arriva e cosa devi controllare

Per la prima volta i redditi svizzeri dei nuovi frontalieri sono finiti nel flusso della dichiarazione precompilata dell’Agenzia delle Entrate. Il calendario di accesso è scaglionato:

  • dal pomeriggio del 30 aprile 2026 per i titolari di redditi di lavoro dipendente e assimilati (la stragrande maggioranza dei frontalieri);
  • dal 20 maggio 2026 per tutti gli altri contribuenti persone fisiche.

Sulla carta è un salto di qualità: niente più CU svizzero da impaginare a mano. Nella realtà, però, l’Agenzia delle Entrate stessa avverte che italico non tutte le informazioni utili sono state trasmesse dalla Svizzera. Manca tipicamente la quota di lavoro svolto in telelavoro, la suddivisione fra parte ordinaria e prestazioni speciali, e in alcuni casi la corretta attribuzione fra coniugi. La precompilata va quindi sempre aperta, verificata e, dove serve, modificata — il fatto che sia "precaricata" non scarica il contribuente dalla responsabilità su quanto firma.

I quadri da controllare nel Modello Redditi PF 2026 sono soprattutto due: RC (lavoro dipendente, dove va indicato anche il reddito frontaliere) e RL12 (per il computo dell’imposta concorrente con l’estero). Chi mantiene un conto svizzero deve compilare anche il quadro RW se nel corso del 2025 ha superato i 5’000 EUR di giacenza media o ha più di 15’000 EUR di saldo, scattando in quel caso anche l’imposta IVAFE.

3. La franchigia di 10’000 EUR e il credito d’imposta, in pratica

Il meccanismo della tassazione concorrente per il nuovo frontaliere funziona in tre passaggi che è bene avere chiari prima di firmare la dichiarazione.

  • Primo: in Svizzera scatta l’imposta alla fonte calcolata sulle tabelle cantonali, ridotta all’80% del lordo per i nuovi frontalieri. Su uno stipendio lordo di 80’000 CHF in Ticino, l’imposta alla fonte ridotta vale all’incirca 8’000-9’000 CHF a seconda della tabella applicata (stato civile, figli a carico, complementari).
  • Secondo: in Italia il reddito frontaliere concorre alla formazione del reddito complessivo IRPEF al netto della franchigia di 10’000 EUR. La parte eccedente entra negli scaglioni IRPEF ordinari (23% fino a 28’000 EUR, 35% da 28’001 a 50’000 EUR, 43% oltre 50’000 EUR per il 2025) e produce anche addizionale regionale e comunale.
  • Terzo: dall’IRPEF italiana così calcolata si sottrae il credito d’imposta per le imposte pagate all’estero, fino a concorrenza dell’IRPEF teoricamente dovuta sulla quota di reddito svizzero. Il netto finale è la somma effettivamente pagata su quel reddito.

C’è anche la via alternativa del regime sostitutivo del 25% introdotto con il "decreto Omnibus", riservato però ai vecchi frontalieri dei nuovi comuni di confine. Attenzione, chi sceglie questa opzione perde il regime ridotto in Svizzera: dal gennaio 2026 il Cantone Ticino tassa questi contribuenti al 100% delle aliquote ordinarie, e non più all’80%. Il calcolo va fatto con la calcolatrice in mano prima di optare, perché in alcuni casi la convenienza si annulla.

4. Telelavoro fino al 25%: come si conta, e cosa rischia chi sfora

La novità più visibile della Legge 217/2025 è il telelavoro strutturale. I frontalieri italiani in Svizzera possono lavorare da casa fino al 25% del tempo di lavoro annuo senza perdere lo status di frontaliere e senza modifiche del trattamento fiscale: ai fini dell’imposta alla fonte, le giornate di telelavoro italicoentro il 25% si considerano svolte in Svizzera. La misura vale dal 1° gennaio 2024 (retroattiva) ma diventa esecutiva con la pubblicazione della legge a gennaio 2026.

La regola si applica a tutti i frontalieri, vecchi e nuovi. È estesa anche al regime transitorio.

Due paletti da ricordare quando si compila la dichiarazione (e quando si tiene il calendario in azienda):

  • il 25% è calcolato sull’orario italicoannuo. Su 220 giorni lavorativi all’anno, vale circa 55 giornate di telelavoro.
  • Esiste un secondo limite, distinto: il frontaliere può non rientrare quotidianamente al proprio domicilio per motivi professionali (trasferte, formazione, lavori notturni) fino a un massimo di 45 giorni l’anno. Oltre, lo status decade.

Se in un anno civile si supera il 25%, la quota di lavoro svolta da casa eccedente viene considerata svolta in Italia: scatta la doppia tassazione, il datore svizzero non può più applicare la fonte ridotta e in busta paga il netto cala. Vale la pena tenere un foglio Excel con le giornate effettive.

5. Cinque errori da evitare prima di chiudere la dichiarazione

  • Fidarsi della precompilata senza aprirla. I dati arrivano via flusso elvetico, ma deduzioni famigliari, contributi LPP rimborsabili e oneri detraibili italiani vanno aggiunti a mano.
  • Sbagliare il cambio franco-euro. I redditi in CHF vanno convertiti al cambio medio annuale fissato dall’Agenzia delle Entrate per il 2025, non al cambio del giorno in cui si compila la dichiarazione.
  • Dimenticare il quadro RW. Anche il conto stipendio aperto in Svizzera, se eccede le soglie di monitoraggio fiscale, va dichiarato. La sanzione minima per omessa compilazione è il 3% del valore non dichiarato.
  • Non monitorare le giornate di telelavoro. Quante volte si è lavorato da casa fra gennaio e dicembre 2025? Se si sfora il 25% senza accorgersene, l’eccedenza torna imponibile in Italia.
  • Confondere addizionale comunale e ristorno. L’addizionale IRPEF nei comuni di confine può arrivare allo 0,8% a Como, Varese e Lavena Ponte Tresa, scende allo 0,75% a Maslianico, allo 0,6% a Clivio. Va pagata col saldo di giugno. Il ristorno svizzero che arriva al Comune è invece una partita di giro fra Confederazione e amministrazione italiana, non si vede sulla dichiarazione del singolo.

6. Le scadenze da segnare in agenda

Tre date contano davvero, da qui a inizio 2027.

  • 30 giugno 2026: saldo IRPEF 2025 e primo acconto IRPEF 2026, senza maggiorazione. È il vero spartiacque per il nuovo frontaliere che ha avuto reddito svizzero nel 2025. Chi paga oltre questa data fino al 30 luglio 2026 versa lo 0,40% in più.
  • 2 novembre 2026: ultimo giorno per presentare il Modello Redditi PF 2026 in via telematica. La versione cartacea, tramite Poste, è invece chiusa il 30 giugno.
  • 30 novembre 2026: secondo acconto IRPEF 2026 (e, per i frontalieri che hanno cambiato cassa malati LAMal, anche scadenza per la disdetta in Svizzera, da confrontare con le offerte cantonali entro fine mese).

Checklist finale prima di firmare

  • Verifica il tuo status: contratto entro 17.07.2023 → vecchio frontaliere, regime transitorio; dal 18.07.2023 → nuovo frontaliere, regime concorrente.
  • Apri la precompilata sul portale Agenzia delle Entrate (dal 30 aprile se sei dipendente) e italicocontrolla riga per riga reddito, datore di lavoro, periodo di lavoro all’estero.
  • Calcola le giornate di telelavoro 2025: se sono oltre il 25%, prepara la rettifica della quota imputata in Italia.
  • Se hai un conto in CHF in Svizzera, verifica giacenza media e saldo al 31.12.2025: sopra le soglie, compila RW e versa IVAFE.
  • Conserva CU svizzero, contratto di lavoro, attestazione di rientro quotidiano e estratti conto bancari: in caso di controllo, sono i documenti che ti salvano.

Per chi non si sente sicuro, il punto di partenza più solido è un confronto con un patronato sindacale (OCST, Sindacato frontalieri OCST) o con un commercialista italiano che lavora con la convenzione fiscale Italia-Svizzera. La doppia tassazione è un terreno tecnico in cui un’ora di consulenza può evitare anni di contenzioso.

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