MiCA torna sul tavolo: stablecoin, DeFi e custodia, i 4 nodi della revisione europea che si chiude il 31 agosto

Claudio Galli

22 Agosto 2026 - 11:10

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Venti mesi dopo la piena entrata in vigore, la Commissione europea ha già riaperto il regolamento sulle cripto-attività: la consultazione si chiude fra nove giorni, i fornitori autorizzati nell’UE sono 170 in 18 Stati membri e nessun token ancorato a un paniere di attività ha ancora ottenuto una licenza. Per le sei case svizzere entrate nel mercato europeo con il passaporto MiCA le regole d’ingresso possono cambiare, e chi in Ticino usa un exchange europeo ha almeno tre buoni motivi per seguire il dossier.

MiCA torna sul tavolo: stablecoin, DeFi e custodia, i 4 nodi della revisione europea che si chiude il 31 agosto

C’è una scadenza poco pubblicizzata che il 31 agosto chiude un capitolo importante per chiunque, anche dalla Svizzera, compri o custodisca criptovalute passando da un operatore europeo. È il termine per rispondere alla consultazione con cui la Commissione europea ha avviato la revisione del regolamento MiCA – Markets in Crypto-Assets, la cornice unica dell’UE sulle cripto-attività – aperta il 20 maggio scorso.

Il dettaglio che colpisce è la tempistica. MiCA è pienamente applicabile solo dal 30 dicembre 2024 e il suo periodo transitorio si è chiuso il 30 giugno di quest’anno, con una selezione durissima fra gli operatori: appena 283 società su 3’389 avevano ottenuto la licenza in tempo. Bruxelles ha rimesso mano al testo prima ancora che il regime a pieno regime compisse un anno. La relazione conclusiva è attesa al Parlamento e al Consiglio entro il 30 giugno 2027 e nel settore non ci si aspettano proposte legislative prima del 2028: nessuno scossone immediato, ma un cantiere che definirà le regole del prossimo ciclo di mercato – lo stesso che in questi giorni ha riportato il Bitcoin sopra i 78’000 dollari, nella settimana migliore dal 2024.

I quattro nodi della revisione

Il primo riguarda le stablecoin. La consultazione chiede se il divieto di corrispondere interessi su questi token vada modificato, se i requisiti di capitale per gli emittenti siano tarati correttamente e se serva un regime di equivalenza per le stablecoin globali. Il dato che pesa: dopo quasi due anni, nessun asset-referenced token – cioè ancorato a un paniere di valute o attività, a differenza degli e-money token agganciati a una sola moneta – ha ottenuto una licenza nell’UE. All’8 agosto il registro ESMA contava 22 emittenti di e-money token e 42 white paper notificati: dentro ci sono USDC ed EURC, fuori resta USDT.

Il secondo nodo è il perimetro. Oggi MiCA non copre in modo diretto la finanza decentralizzata, lo staking, il lending, gli NFT, i prediction market e i futures perpetui. La Commissione chiede se i fornitori autorizzati debbano svolgere una due diligence sui protocolli DeFi a cui collegano i clienti, se abbiano senso schemi di certificazione degli smart contract e se attività come lo staking – il blocco di monete come Ethereum per validare le transazioni in cambio di una remunerazione – meritino una disciplina propria.

Il terzo nodo è la qualificazione giuridica: se i token che si comportano da strumenti finanziari debbano restare sotto la normativa MiFID o se tutto ciò che è registrato su un libro mastro distribuito vada ricondotto a MiCA. Il quarto è il trattamento civilistico dei token – proprietà, custodia, uso come garanzia, sorte in caso di insolvenza – oggi frammentato fra 27 ordinamenti nazionali.

La custodia è già sotto la lente

Su un fronte la vigilanza non ha aspettato la revisione. L’8 luglio l’ESMA – l’autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati – ha lanciato una Common Supervisory Action sulla resilienza operativa digitale dei fornitori di servizi cripto, con focus specifico sulla custodia. Le autorità nazionali stanno esaminando un campione selezionato in base al rischio, valutando governance, gestione delle chiavi e degli archivi, controlli sulle transazioni, risposta agli incidenti, rischi legati agli smart contract e dipendenza da fornitori terzi. L’esercizio corre dal secondo semestre 2026 al primo del 2027; il rapporto finale arriverà nella seconda metà del 2027.

Tradotto per chi tiene monete su una piattaforma: per la prima volta un’autorità europea verifica sul campo, e in modo coordinato, quanto sono solide le procedure con cui gli operatori autorizzati conservano le chiavi private dei clienti.

L’angolo svizzero: le regole d’ingresso possono cambiare

La revisione interessa direttamente la piazza svizzera. Almeno sei società con sede in Svizzera hanno ottenuto una licenza MiCA per continuare a servire clienti nell’UE: Bitcoin Suisse, Sygnum, Floin, Rulematch, Wyden Capital e Swissquote. Sygnum Europe ha incassato l’autorizzazione dalla FMA del Liechtenstein a fine giugno, ed è proprio quel passaporto che ha reso possibile, fra le altre cose, l’apertura di BancaStato alle criptovalute dall’e-banking. Se Bruxelles modifica i requisiti prudenziali o il perimetro dei servizi, quelle licenze appena ottenute andranno riadattate.

Per il cliente residente in Svizzera, invece, nulla cambia nell’immediato. Il quadro applicabile resta quello della Confederazione: la legge sui registri elettronici distribuiti del 2021 e la vigilanza della FINMA – l’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari – che sta introducendo due nuove categorie di licenza, l’istituto di pagamento (con emissione di stablecoin) e l’istituto di cripto (custodia, staking e negoziazione). Anche la fiscalità resta invariata: MiCA non tocca né l’esenzione delle plusvalenze private né l’obbligo di dichiarare le posizioni al valore del 31.12 ai fini dell’imposta cantonale sulla sostanza.

Le 4 cose da sapere

  • Scadenza: la consultazione sulla revisione MiCA chiude il 31.08.2026; relazione a Parlamento e Consiglio entro il 30.06.2027, proposte legislative non attese prima del 2028.
  • Numeri: 170 fornitori autorizzati in 18 Stati membri; 22 emittenti di e-money token e 42 white paper notificati; zero asset-referenced token licenziati in quasi due anni.
  • Temi aperti: divieto di interessi sulle stablecoin, requisiti di capitale, DeFi e staking fuori perimetro, qualificazione MiFID o MiCA dei token, trattamento civilistico di custodia e insolvenza.
  • Svizzera: sei operatori con licenza MiCA per il mercato UE; regime interno immutato sotto FINMA, con le due nuove categorie di licenza in arrivo.

Chi vuole seguire il dossier trova il questionario e la documentazione sul sito della Commissione europea, gli aggiornamenti di vigilanza su ESMA e il quadro svizzero sul portale della FINMA. Per i prezzi aggiornati restano utili le quotazioni delle criptovalute in tempo reale o portali come CoinGecko.

italicoLe quotazioni citate sono indicative al momento della pubblicazione e non costituiscono un consiglio d’investimento./italico

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