Ethereum +17,5% in un giorno, bitcoin sopra 71’000 dollari: cosa c’è dietro il rally arrivato da Washington

Claudio Galli

21 Agosto 2026 - 02:30

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In 48 ore la SEC ha proposto le prime regole su misura per le cripto e Trump ha spinto il Congresso sul Clarity Act: 517 milioni di dollari di afflussi sugli ETF su bitcoin, 189 su quelli su ether e un record di 2,7 miliardi di scommesse ribassiste bruciate. Per chi detiene criptovalute in Svizzera il quadro fiscale però non cambia, e il franco forte si mangia una parte del rialzo.

Ethereum +17,5% in un giorno, bitcoin sopra 71'000 dollari: cosa c'è dietro il rally arrivato da Washington

Il mercato delle criptovalute ha rotto in due sedute un intervallo di prezzo che durava da mesi. Giovedì 20 agosto Ethereum ha aperto a 2’251 dollari, il 17,5% in più rispetto all’apertura di mercoledì, mentre il Bitcoin è passato da 64’681 dollari di mercoledì mattina a 69’289 in apertura di giovedì, toccando poi 71’570 dollari in giornata: il livello più alto dal 2 giugno. Per mesi il bitcoin era rimasto compresso sotto i 64’000 dollari.

A muovere i prezzi non è stato un fatto tecnico, ma una sequenza politica arrivata da Washington in meno di 48 ore.

Le due decisioni che hanno acceso il mercato

Il primo innesco è del 18 agosto, quando la SEC – la Securities and Exchange Commission, l’autorità di vigilanza sui mercati finanziari statunitensi – ha messo in consultazione la Regulation Crypto Assets, il primo regime di emissione su misura per gli asset digitali dopo quasi dieci anni di guidance informali e di cause giudiziarie. La proposta introduce due esenzioni dall’obbligo di registrazione – fino a 5 milioni di dollari in quattro anni per le startup, fino a 75 milioni all’anno per le raccolte ordinarie – ma il punto che interessa di più i mercati maturi è un altro: un porto sicuro che consente a un token di uscire dalla classificazione di titolo finanziario quando l’emittente ha esaurito i propri impegni gestionali. La consultazione pubblica dura 60 giorni.

Il secondo innesco è del 19 agosto: nel corso di un evento alla Casa Bianca il presidente Trump ha chiesto al Congresso di far avanzare il Clarity Act, la legge che dovrebbe stabilire una volta per tutte quando una criptovaluta è un titolo e quando è una materia prima. Il testo è fermo al Senato, dove il voto procedurale è atteso il 15 settembre e servono 60 voti, cioè tutti i repubblicani più almeno sette democratici. Il Congresso, insomma, non ha ancora deciso nulla: il rialzo sconta un’aspettativa, non una legge. Ad amplificarla si è aggiunto un fattore macro, l’annuncio del Tesoro americano di raddoppiare i riacquisti di debito a lunga scadenza, che ha fatto scendere i rendimenti obbligazionari a vantaggio degli attivi rischiosi.

Il motore tecnico: 2,7 miliardi di short bruciati

Il movimento è stato amplificato dal posizionamento degli operatori. Il rally ha polverizzato un record di 2,7 miliardi di dollari di scommesse ribassiste, con oltre 172’000 trader liquidati in un solo episodio: quando un mercato compresso a lungo rompe al rialzo e la leva è schierata dalla parte sbagliata, le chiusure forzate accelerano la corsa.

Sul fronte dei capitali istituzionali i numeri sono altrettanto netti. Il 19 agosto gli ETF spot statunitensi su bitcoin hanno raccolto 517 milioni di dollari, il massimo giornaliero da inizio maggio, mentre quelli sull’ether ne hanno attirati 189 milioni, il dato più alto da ottobre 2025 – coerente con la rotazione che avevamo già documentato quando gli ETF su Ethereum hanno battuto quelli su Bitcoin per la terza volta nel 2026.

La prudenza resta d’obbligo: un solo giorno di afflussi conferma la rottura ma non la sua tenuta, e in caso di rapido dietrofront il livello dei 64’000 dollari tornerebbe a fare da riferimento. Il quadro annuale, del resto, resta pesante: il bitcoin è sotto del 38,6% rispetto a dodici mesi fa e l’ether del 44,7%, con i massimi storici – 126’198 dollari per il primo, 4’953 per il secondo – toccati nell’autunno 2025.

L’angolo svizzero: per il fisco non cambia nulla

Sul piano regolatorio, quello che gli Stati Uniti stanno costruendo adesso la Confederazione lo ha già scritto: le criptovalute sono trattate come valori patrimoniali dalla legge sui registri elettronici distribuiti (DLT) del 2021, la FINMA vigila sul settore – l’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari – e gli ETP quotati alla borsa svizzera SIX esistono da prima degli ETF spot americani. È lo stesso divario emerso quando la SEC ha rinviato ancora sui titoli tokenizzati.

Sul piano fiscale, un rialzo del prezzo non genera imposta sul reddito per l’investitore privato: le plusvalenze da rivendita restano esenti secondo la prassi dell’AFC, l’Amministrazione federale delle contribuzioni. Restano tassati come reddito i proventi da staking, mining, lending e airdrop, e le posizioni vanno dichiarate al valore di mercato del 31.12 ai fini dell’imposta cantonale sulla sostanza: se il rialzo tiene fino a fine anno, l’effetto si vedrà lì. L’esenzione vale per il privato, non per chi opera con i tratti del commerciante professionale.

C’è infine un dettaglio che il prezzo in dollari nasconde. Con il cambio USD/CHF attorno a 0,7974 i 71’570 dollari toccati dal bitcoin valgono circa 57’000 franchi; e poiché nell’ultimo mese il dollaro ha perso terreno sul franco, il guadagno a trenta giorni – circa +7% in valuta americana – si riduce a poco più del 4% per chi conta in franchi.

Le 5 cose da sapere

  • Prezzi: ether a 2’251 dollari in apertura del 20 agosto (+17,5% in un giorno), bitcoin fino a 71’570, massimo dal 2 giugno.
  • Regole: la SEC ha proposto il 18 agosto la Regulation Crypto Assets, con due esenzioni e un porto sicuro per i token maturi; consultazione di 60 giorni.
  • Politica: Trump ha chiesto di sbloccare il Clarity Act, atteso al voto procedurale del Senato il 15 settembre.
  • Flussi: 517 milioni di dollari sugli ETF su bitcoin e 189 su quelli su ether il 19 agosto, massimi rispettivamente da maggio e da ottobre 2025.
  • Svizzera: nessun cambiamento fiscale; plusvalenze private esenti, staking e lending tassati come reddito, sostanza dichiarata al 31.12.

Per il dato in tempo reale si possono consultare le quotazioni delle criptovalute o portali come CoinGecko; per i flussi giornalieri degli ETF il riferimento resta Farside Investors, mentre il quadro di vigilanza svizzero è quello della FINMA.

italicoLe quotazioni citate sono indicative al momento della pubblicazione e non costituiscono un consiglio d’investimento./italico

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