Conti del Cantone Ticino, il disavanzo 2026 scende a 49.7 milioni: cosa cambia (e perché è merito della BNS)

Claudio Galli

6 Agosto 2026 - 07:10

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Il Consiglio di Stato ha aggiornato il preconsuntivo a fine giugno: il buco d’esercizio si dimezza rispetto ai 109 milioni del preventivo, grazie ai 106 milioni della quota sull’utile della Banca nazionale. Ma le spese per AVS/AI e cassa malati continuano a salire: ecco le cifre e cosa significano per il contribuente ticinese.

Conti del Cantone Ticino, il disavanzo 2026 scende a 49.7 milioni: cosa cambia (e perché è merito della BNS)

Le finanze del Cantone Ticino vanno meglio del previsto. Il Consiglio di Stato ha preso conoscenza dei conti in base al rendiconto intermedio di fine giugno 2026 e il quadro che ne esce è di un disavanzo d’esercizio stimato in 49.7 milioni di franchi: 8.3 milioni in meno rispetto al preconsuntivo precedente e, soprattutto, la metà dei 109 milioni di buco iscritti a preventivo. [3]

Un miglioramento che non nasce da tagli alla spesa — anzi — ma da un’entrata in gran parte inattesa. Vediamo da dove arriva e, soprattutto, cosa dice questa fotografia a chi in Ticino paga le imposte cantonali.

Da dove arriva il miglioramento: la quota sull’utile della BNS

L’aggiornamento del disavanzo è il risultato di due movimenti opposti: da un lato maggiori spese per 46 milioni di franchi, dall’altro maggiori ricavi per 105.3 milioni. Il saldo, positivo per il Cantone, è quasi interamente spiegato da una sola voce.

Si tratta della quota sull’utile della Banca nazionale svizzera (BNS), pari a 106.1 milioni di franchi, che non era stata inserita a preventivo. È lo stesso meccanismo che negli anni scorsi ha gonfiato le casse di tutti i Cantoni quando la Banca nazionale distribuisce i propri profitti alla Confederazione e ai Cantoni: una manna preziosa ma volatile, che dipende dall’andamento dei mercati e che in altri esercizi è invece mancata del tutto (vedi cosa era successo quando i Cantoni svizzeri avevano chiuso i conti grazie alle distribuzioni della Banca nazionale).

È la ragione per cui il governo cantonale invita alla prudenza: i dati del preconsuntivo sono provvisori e, come sottolinea lo stesso esecutivo, vanno letti «con cautela» viste l’incertezza e la volatilità del momento.

Le spese che salgono: AVS/AI, cassa malati e scuola

Sul fronte opposto, la spesa cantonale cresce di 46 milioni rispetto al preventivo. Gli scostamenti principali riguardano la parte sociale e il personale:

  • +12 milioni per le prestazioni complementari AVS/AI (l’integrazione a favore di chi ha una rendita del 1° pilastro o dell’assicurazione invalidità insufficiente a coprire il minimo vitale);
  • +12 milioni per la partecipazione cantonale alla riduzione dei premi dell’assicurazione malattia, cioè i sussidi che alleggeriscono la cassa malati alle economie domestiche con redditi modesti;
  • +4.7 milioni per le prestazioni assistenziali;
  • +3.3, +3 e +2.5 milioni rispettivamente per richiedenti l’asilo, persone con statuto S (queste ultime finanziate dalla Confederazione) e rifugiati;
  • +8 milioni per la spesa del personale, in particolare il personale docente della scuola media, media superiore e della pedagogia speciale.

Le due voci più pesanti dicono molto della pressione a cui è sottoposto il bilancio ticinese. L’aumento dei sussidi per la cassa malati (l’assicurazione sanitaria di base obbligatoria, la LAMal) segue anni di rincari dei premi: solo per il 2026 in Ticino l’aumento medio è stato del 7.1%, come avevamo raccontato quando la stangata sui premi ha colpito il portafoglio dei ticinesi. Più salgono i premi, più cresce la spesa pubblica destinata a contenerli per chi non riesce a pagarli.

Cosa significa per il contribuente ticinese

Per chi vive e lavora in Ticino, il messaggio è duplice. La buona notizia è che il Cantone chiude il primo semestre meglio delle attese, il che riduce — almeno per ora — la pressione verso nuove misure di risparmio o aumenti d’imposta. La cautela sta nel fatto che questo risultato poggia su un’entrata straordinaria e non ripetibile con certezza: senza la quota BNS, il disavanzo tornerebbe verso i livelli del preventivo.

Nel concreto, per il singolo cittadino non cambia nulla in busta paga da un giorno all’altro: il preconsuntivo è un aggiornamento contabile, non una decisione su tasse o tariffe. Ma è un buon momento per verificare le prestazioni sociali a cui si ha diritto, che restano tra le voci di spesa in maggiore crescita:

  • chi ha redditi modesti può chiedere il sussidio per la riduzione del premio di cassa malati: vale la pena controllare i requisiti aggiornati e i termini, come spieghiamo nella guida su cos’è il sussidio cassa malati e come richiederlo;
  • chi percepisce una rendita AVS o AI che non basta a coprire le spese essenziali può verificare il diritto alle prestazioni complementari presso il proprio Comune o l’Istituto delle assicurazioni sociali.

Il rapporto completo con il confronto rispetto al preventivo è allegato al comunicato del Consiglio di Stato ed è consultabile sul portale della Confederazione e del Cantone. Il quadro definitivo, però, si avrà solo con il consuntivo di fine anno: fino ad allora, questi 49.7 milioni restano una stima da maneggiare con prudenza.

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# Ticino

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