Il Consiglio di Stato ha aggiornato il preconsuntivo a fine giugno: il buco d’esercizio si dimezza rispetto ai 109 milioni del preventivo, grazie ai 106 milioni della quota sull’utile della Banca nazionale. Ma le spese per AVS/AI e cassa malati continuano a salire: ecco le cifre e cosa significano per il contribuente ticinese.
Le finanze del Cantone Ticino vanno meglio del previsto. Il Consiglio di Stato ha preso conoscenza dei conti in base al rendiconto intermedio di fine giugno 2026 e il quadro che ne esce è di un disavanzo d’esercizio stimato in 49.7 milioni di franchi: 8.3 milioni in meno rispetto al preconsuntivo precedente e, soprattutto, la metà dei 109 milioni di buco iscritti a preventivo. [3]
Un miglioramento che non nasce da tagli alla spesa — anzi — ma da un’entrata in gran parte inattesa. Vediamo da dove arriva e, soprattutto, cosa dice questa fotografia a chi in Ticino paga le imposte cantonali.
Da dove arriva il miglioramento: la quota sull’utile della BNS
L’aggiornamento del disavanzo è il risultato di due movimenti opposti: da un lato maggiori spese per 46 milioni di franchi, dall’altro maggiori ricavi per 105.3 milioni. Il saldo, positivo per il Cantone, è quasi interamente spiegato da una sola voce.
Si tratta della quota sull’utile della Banca nazionale svizzera (BNS), pari a 106.1 milioni di franchi, che non era stata inserita a preventivo. È lo stesso meccanismo che negli anni scorsi ha gonfiato le casse di tutti i Cantoni quando la Banca nazionale distribuisce i propri profitti alla Confederazione e ai Cantoni: una manna preziosa ma volatile, che dipende dall’andamento dei mercati e che in altri esercizi è invece mancata del tutto (vedi cosa era successo quando i Cantoni svizzeri avevano chiuso i conti grazie alle distribuzioni della Banca nazionale).
È la ragione per cui il governo cantonale invita alla prudenza: i dati del preconsuntivo sono provvisori e, come sottolinea lo stesso esecutivo, vanno letti «con cautela» viste l’incertezza e la volatilità del momento.
Le spese che salgono: AVS/AI, cassa malati e scuola
Sul fronte opposto, la spesa cantonale cresce di 46 milioni rispetto al preventivo. Gli scostamenti principali riguardano la parte sociale e il personale:
- +12 milioni per le prestazioni complementari AVS/AI (l’integrazione a favore di chi ha una rendita del 1° pilastro o dell’assicurazione invalidità insufficiente a coprire il minimo vitale);
- +12 milioni per la partecipazione cantonale alla riduzione dei premi dell’assicurazione malattia, cioè i sussidi che alleggeriscono la cassa malati alle economie domestiche con redditi modesti;
- +4.7 milioni per le prestazioni assistenziali;
- +3.3, +3 e +2.5 milioni rispettivamente per richiedenti l’asilo, persone con statuto S (queste ultime finanziate dalla Confederazione) e rifugiati;
- +8 milioni per la spesa del personale, in particolare il personale docente della scuola media, media superiore e della pedagogia speciale.
Le due voci più pesanti dicono molto della pressione a cui è sottoposto il bilancio ticinese. L’aumento dei sussidi per la cassa malati (l’assicurazione sanitaria di base obbligatoria, la LAMal) segue anni di rincari dei premi: solo per il 2026 in Ticino l’aumento medio è stato del 7.1%, come avevamo raccontato quando la stangata sui premi ha colpito il portafoglio dei ticinesi. Più salgono i premi, più cresce la spesa pubblica destinata a contenerli per chi non riesce a pagarli.
Cosa significa per il contribuente ticinese
Per chi vive e lavora in Ticino, il messaggio è duplice. La buona notizia è che il Cantone chiude il primo semestre meglio delle attese, il che riduce — almeno per ora — la pressione verso nuove misure di risparmio o aumenti d’imposta. La cautela sta nel fatto che questo risultato poggia su un’entrata straordinaria e non ripetibile con certezza: senza la quota BNS, il disavanzo tornerebbe verso i livelli del preventivo.
Nel concreto, per il singolo cittadino non cambia nulla in busta paga da un giorno all’altro: il preconsuntivo è un aggiornamento contabile, non una decisione su tasse o tariffe. Ma è un buon momento per verificare le prestazioni sociali a cui si ha diritto, che restano tra le voci di spesa in maggiore crescita:
- chi ha redditi modesti può chiedere il sussidio per la riduzione del premio di cassa malati: vale la pena controllare i requisiti aggiornati e i termini, come spieghiamo nella guida su cos’è il sussidio cassa malati e come richiederlo;
- chi percepisce una rendita AVS o AI che non basta a coprire le spese essenziali può verificare il diritto alle prestazioni complementari presso il proprio Comune o l’Istituto delle assicurazioni sociali.
Il rapporto completo con il confronto rispetto al preventivo è allegato al comunicato del Consiglio di Stato ed è consultabile sul portale della Confederazione e del Cantone. Il quadro definitivo, però, si avrà solo con il consuntivo di fine anno: fino ad allora, questi 49.7 milioni restano una stima da maneggiare con prudenza.
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