Quanto si paga per entrare, cosa si visita gratis, quando andare e dove fermarsi a mangiare con la fortezza sotto gli occhi: la nostra guida ai tre manieri medievali che dal 2000 sono patrimonio mondiale dell’umanità, aperti fino all’8 novembre 2026.
C’è un momento, salendo a piedi dalla stazione verso Castelgrande, in cui Bellinzona smette di essere il capoluogo amministrativo del Cantone e diventa quello che è davvero: l’unico esempio rimasto in tutto l’arco alpino di fortificazione medievale a sbarramento di una valle. Tre castelli, una cinta di mura merlate che taglia il fondovalle, e una vista che da sola vale la salita.
Eppure tanti residenti della Svizzera italiana non ci sono mai stati, o ci sono passati una volta sola da bambini. Con la bella stagione i tre castelli — Castelgrande, Montebello e Sasso Corbaro — sono aperti tutti i giorni, e una visita completa si fa comodamente in mezza giornata. Vi raccontiamo cosa si vede, quanto si spende e perché conviene puntare sul biglietto cumulativo.
Tre castelli, una sola fortezza
I tre manieri non sono attrazioni separate ma i nodi di un’unica macchina difensiva costruita fra il Trecento e il Quattrocento, soprattutto sotto gli sforzeschi di Milano, per controllare il transito verso i passi alpini.
Castelgrande è il più antico e il più imponente: sorge sullo sperone di roccia che domina il centro storico, con le sue due torri (la Torre Bianca e la Torre Nera) visibili da chilometri. Ci si arriva a piedi oppure con l’ascensore in roccia che parte da Piazza del Sole, comodo per chi viaggia con il passeggino o ha difficoltà motorie.
Montebello, a est, è considerato il più scenografico: il punto da cui scattare la cartolina con gli altri due castelli e la pianura del Piano di Magadino sullo sfondo. Sasso Corbaro, il più alto e isolato, fu tirato su in fretta nel 1479 dopo la sconfitta milanese di Giornico e oggi ospita esposizioni temporanee. Camminare lungo la Murata, il tratto di mura che scende da Castelgrande fino al fiume Ticino, è una delle passeggiate urbane più suggestive del Cantone.
Quanto costa salire
Qui sta la buona notizia per il portafoglio: l’ingresso ai cortili, ai camminamenti di ronda e ai parchi dei castelli è gratuito. Si può salire a Castelgrande, sedersi sul prato sotto le torri e godersi il panorama senza pagare nulla.
Il biglietto serve per entrare nei musei e nelle torri. La formula più conveniente è il Bellinzona Pass, che a 28 CHF per gli adulti (18 CHF ridotto, gratuito per i bambini) dà accesso a tutti e tre i castelli con le loro esposizioni, oltre al museo civico di Villa dei Cedri. Non solo: la stessa tessera vale uno sconto del 20% sulla funivia Monte Carasso–Mornera e l’ingresso al Museo dei fossili del Monte San Giorgio, l’altro sito UNESCO del Mendrisiotto.
Chi vuole visitare un solo castello cava il biglietto singolo, attorno ai 5 CHF. Ma facendo due conti il Pass si ripaga in fretta: per una famiglia con due adulti e bambini al seguito si parla di 56 CHF in tutto, gratuità dei piccoli incluse, per riempire una giornata intera. A confronto con il costo di un pomeriggio in un parco a tema, è uno dei rapporti qualità-prezzo migliori del Cantone. Per chi non vuole camminare, il trenino turistico Artù collega la stazione ai castelli a pagamento.
I castelli sono aperti tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00 (ultimo ingresso 17.30) dal 28 marzo all’8 novembre 2026; in inverno resta accessibile il solo Castelgrande. Mezza giornata basta per tutti e tre se ci si organizza; una giornata piena se si vuole abbinare pranzo e mercato.
Una fortezza che vale (e costa) molto
Il valore dei tre castelli non è solo paesaggistico. Dal 2000 sono iscritti nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO, un riconoscimento che li ha trasformati nel principale magnete turistico del Sopraceneri e in un asset economico per tutta Bellinzona.
Mantenerli, però, costa. La fortezza è al centro anche di un acceso dibattito cittadino su un piano di riqualifica da quasi 19 milioni di franchi, finito al voto popolare dopo la raccolta di firme per il referendum. È il rovescio della medaglia di ogni grande bene culturale: il pubblico paga per conservarlo, e ogni intervento diventa una scelta politica oltre che architettonica.
Come arrivarci, quando andare, dove mangiare
Bellinzona è uno dei nodi ferroviari più comodi della Svizzera italiana: i treni FFS da Lugano e Locarno la raggiungono in poco più di venti minuti, e dalla stazione i castelli sono a piedi. Chi arriva in auto trova posteggi in centro, ma nei fine settimana d’estate conviene il treno.
Il momento migliore per la visita è il sabato mattina, quando il centro storico ospita il tradizionale mercato settimanale: bancarelle di prodotti del territorio, formaggi d’alpe, pane e ortaggi, con i prezzi dei produttori locali. Si abbina perfettamente alla salita ai castelli e dà il polso della microeconomia della valle. Per chi vuole programmare la giornata, vale la pena dare un’occhiata al calendario degli eventi estivi del capoluogo.
Per il pranzo, l’opzione più nel tema è un grotto con la fortezza sotto gli occhi — a Castelgrande c’è chi serve la polenta fra le vigne ai piedi delle mura. Ne abbiamo raccolti diversi nella nostra guida ai grotti del Ticino dove si mangia la tradizione, ma se cercate qualcosa di più strutturato trovate spunti anche fra i migliori ristoranti del Cantone.
Avete un angolo dei castelli o un grotto del Bellinzonese che secondo voi vale il viaggio? Scriveteci a [email protected]: raccogliamo i consigli dei lettori per la prossima guida al territorio.
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